Mi racconto

Seregno 25 marzo 2020,

Riprendo a scrivere i mei pensieri nel tempo del coronavirus. Non so bene perchè. Ma ne ho sentito il bisogno. Non tanto per confessare i miei problemi (sono 86 gli anni ornai) ma per sostenere chi di certo sta lottando contro questo nemico misterioso e nascosto. Con gli occhi quasi spenti cerco di 'accogliere tanti messaggi che mi vengono mandati. Seguo con vivo interesse le notizie della curva dei contagi sperando che diminuisca. Ascolto e condivido con viva fede le preghiere che i canali televisivi stanno trasmettendo.Mi piace pensare a questo mondo che rotola nell'universo con tutti noi aggrappati come le mosche alle finestre. Un mondo che ha un'umanità che riscopre la propria fragilità e sta per capire che la vita è unimmenso dono da custodire e da spendere  per gli altri. Forse è il momento della riscoperta dell'amore evangelico: quel Cristo che muore sulla croce è Colui al quale guardiamo per riprendere in mano davvero la nostra vita e come Lui vivere l'amore per tutti. So che a me mancherà il tempo, questo tempo perchè spero di entrare nel mondo di Cio eterno e felice. Vorrei  dire tutto il mio grazie a chi sta spendendo  il proprio tempo per me. Soprattutto penso a chi ha dato la vita per i maqlati del virus.....Riprenderò domani con qualcha altro pensiero. I miei occhi si offuscano....

Se4regno 26 marzo 2020

Ieri sera sono stato con Papa Francesco che solo nella piazza deserta di San Pietro e sotto la pioggia chiedeva a nostro Signore di starci vicino e di placare la tempesta che si è scatenata nel mondo. Quanto amo questo Papa! Pur se evidente è la sua stanchezza  non cessa di dire parole di speranza al mondo intero. Agli uomini dai quali dipende il futuro delle genti in Europa e nel mondo, nel mio piccolo eremo con i miei disturbi quotidiani prego e tanto, mattina e  e sera per loro.. Ho negli occhi la paura delle genti ma anche la speranza di tanti. Mi rendo conto di quanto sia vero ciò che mi ha scritto Nadia una ragazza della quintaG ora nonna. Una parola che esprime con chiarezza la coscienza di vivere un momento tragico della nostra vita ora cambiata. Non so se riuscirò a vedere la 'tempesta calmarsi' e la barca del mondo navigare serena nel mare del tempo. Npon lo so. Mi basti pensare che i nostri piccoli vedranno, lo spero, un mondo migliore dopo aver traversato questo mare di sofferenza, di paura, di dolore. Possano i nostri piccoli, il nostro futuro, costruire un mondo nuovo, con  l'aiuto del Signore Gesù che per noi ha dato la sua vita umana, Lui, Figlio di Dio!