DEVO FARE UNA MODIFICA, PURTROPPO.

Quanto segue è una terza pginetta dal titolo 'Ieri e domani'. Ma per un mio sbaglio ho portato la paginetta dal titolo 'OGGI' dopo questa terza pagintta'.in doppia mpdalità. E' La seconda modalità quella giust con le numerose foto dela santuario mariano di Lissone, di Rachele, e della mia prima S. Messa. Scorretela

Seregno 2 giugno 2020

Apro una terza paginetta in questo mio amato sito mettendomi in un oggi che ha il suo passato e il suo futuro. Già,  perchè esiste soltanto il presente (S.Agostino). In queto 'oggi' sta ciò che ho vissuto e aspetto ciò che vedrò 'domani'! Un presente difficile che mi chiede 'pazienza' ossia accettazione del limite della mia età longeva.Ma non mi impedisce di conoscere ciò che avviene in questo tempo  di pandemia. Ieri il Presidente Mattarella nella festa della Repubblica ha tenuto un  discorso magistrale. Ne riporto un commento giornalistico del passaggio più importante e significativo dela  sua allocuzione: c’è tutta un’antica sapienza repubblicana nel riferimento allo “spirito costituente”, alla capacità mostrata dalle forze politiche, nel dopoguerra, di condividere valori e principi su cui ricostruire l’Italia, sia pur in quadro di contrapposizione ideologica. Un “nuovo inizio”, fondato sul cemento dell’“unità morale” che ha consentito di ricostruire il Paese su basi nuove, che lo ha tenuto assieme nei momenti più difficili della sua storia e che consente ancora oggi di farci “riconoscere legati da un comune destino”.È in questo nesso tra l’allora e l’oggi, tra l’allora come lezione per l’oggi, e in questo aggettivo “morale” il senso profondo del messaggio.

Oggi

Seregno 8 maggio 2020

Questa paginetta segue il racconto dei miei giorni vissuti con il rischio del virus: "Io e il virus". Oggi ci sono ancora! E il mio pensiero va a Colui che è la Vita e la dona a tutti noi nella fede in Gesù, il Crocifisso e risorto. Ci sono e ringrazio. Continuo dunque il 'raccontarmi' che per la verità ho la sensazione che non interessa a nessuno ma serve a me per sentirmi vivo. Ho scelto come nome della nuova pagina "Oggi" perchè  mi permette di sentirmi ancora 'dentro la storia' d questa umanità in difficoltà. Oggi si 'conosce' la paura che per tanto tempo - una vita - non è mai statacosì imponente sul nostro essere e vivere. Alle volte si va a pensare che l'umanità è fatta di oltre sette miliardi di persone: cosa sono i mezzo milioni di morti 'oggi'? Ma non è così perchè non sono coloro che hanno perso la battaglia contro il virus che fanno paura, ma il timore che questo micidiale 'virus' si accomodi in noi. La paura dell'ignoto. Il timore dello scontro contro un nemico invisibile e tremendo! Mi sono sentito investire dal  problema del tempo. Lo vivo ma non capisco come sia possibile. Viene prima il tempo nel quale mi trovo o sono io che lo faccio esere? Ho chiesto al 'Doctor gratiae'  - Sant'Agostino - una sua opinione. Ho trovato questa risposta: "Che cos’è dunque il tempo? Quando nessuno me lo chiede, lo so; ma se qualcuno me lo chiede e voglio spiegarglielo, non lo so. Tuttavia affermo con sicurezza di sapere che, se nulla passasse, non vi sarebbe un tempo passato; se nulla si approssimasse non vi sarebbe un tempo futuro; se non vi fosse nulla, non vi sarebbe il tempo presente. Ma di quei due tempi, passato e futuro, che senso ha dire che esistono, se il passato non è più e il futuro non è ancora? E in quanto al presente, se fosse sempre presente e non si trasformasse nel passato, non sarebbe tempo, ma eternità... Questo però è chiaro ed evidente: tre sono i tempi, il passato, il presente, il futuro; ma forse si potrebbe propriamente dire: tre sono i tempi, il presente del passato, il presente del presente, il presente del futuro. Infatti questi tre tempi sono in qualche modo nell'animo, né vedo che abbiano altrove realtà: il presente del passato è la memoria, il presente del presente la visione diretta, il presente del futuro l'attesa... Il tempo non mi pare dunque altro che una estensione (distensio), e sarebbe strano che non fosse estensione dell'animo stesso. » (Agostino d'Ippona, Confessiones XI, 14, 17: 20, 26; 26, 33)

Dunque 'oggi' è la sola realtà che esiste. Non c'è male, vero? Però oivo l'oggi, il preesente teso al 'presente futuro', una tensione vera perchè solo con questa speranza nel cuore che il tempo che vivo ha un senso. So perchè vivo l'oggi!

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Seregno 9 maggio 2020

Dunque 'vivo'  il mio tempo. 'Oggi' pregando l'ora media ho 'conosciuto' di nuovo il perchè del tempo che mi viene concesso: E' una parola del salmo 118: "Voglio cantare al Signore finchè ho vita* cantare al mio Dio finchè essisto. A Lui sia gradito il mio canto* lamia gioia è nel Signore". Il mio 'ogi' dunque  è un canto al Dio della vita e una lode alla sua grandezza e misericordia.

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Seregno 11 maggio 2020

Provo profonda amarezza sentire le 'voci' autorevoli di scienziati, psicologi, primari, polituici: una marea di 'grida'  interpellati dal virus ancora presente nel mondo. Resto sconcertato e provo profonda amarezza quando sento che ora è tutto un problema di soldi. Non si cerca di essere personalmente interpellato dal virus: è un questione che tocca i politici o ai generosi medici e infermieri che muoiono er stare accanto a chi vede ll morire vicino. E' straziante pensare ch e ora è questione di soldi. Si attende il momento di 'riprenddere la vita di un tempo....aspettando di andare al mare? Ma il mondo anche l'Italia sarà lo stesso di un tempo? Oppure sta nascendo un mondo nuovo? Mi permetto di riprendere le accorate parole di PapA Francesco sotto la pioggia quella sera:“Da questo colonnato che abbraccia Roma e il mondo scenda su di voi, come un abbraccio consolante, la benedizione di Dio”, le parole di Francesco: “Signore, benedici il mondo, dona salute ai corpi e conforto ai cuori. Non lasciarci in balia della tempesta”. Alla fine, la Benedizione Urbi et Orbi, con la possibilità dell’indulgenza plenaria.
Francesco eleva la sua supplica: “Fitte tenebre si sono addensate sulle nostre piazze, strade e città; si sono impadronite delle nostre vite riempiendo tutto di un silenzio assordante e di un vuoto desolante, che paralizza ogni cosa al suo passaggio: si sente nell’aria, si avverte nei gesti, lo dicono gli sguardi”.“Ci siamo ritrovati impauriti e smarriti”, prosegue Francesco: “Su questa barca… ci siamo tutti”. La tempesta del Coronavirus, come quella che ha sorpreso Gesù e i discepoli sul lago di Tiberiade, “smaschera la nostra vulnerabilità e lascia scoperte quelle false e superflue sicurezze con cui abbiamo costruito le nostre agende, i nostri progetti, le nostre abitudini e priorità”. Con la tempesta, quella che ha scatenato dentro e fuori di noi la pandemia in atto, “è caduto il trucco di quegli stereotipi con cui mascheravamo i nostri ‘ego’ sempre preoccupati della propria immagine; ed è rimasta scoperta, ancora una volta, quella – benedetta – appartenenza comune alla quale non possiamo sottrarci: l’appartenenza come fratelli”.

Al centro dell’omelia il contrasto, sotto forma di denuncia, tra il mondo in cui abbiamo vissuto finora e quello rivelatoci da un virus finora sconosciuto: “In questo nostro mondo, che Tu ami più di noi, siamo andati avanti a tutta velocità, sentendoci forti e capaci in tutto. Avidi di guadagno, ci siamo lasciati assorbire dalle cose e frastornare dalla fretta. Non ci siamo fermati davanti ai tuoi richiami, non ci siamo ridestati di fronte a guerre e ingiustizie planetarie, non abbiamo ascoltato il grido dei poveri, e del nostro pianeta gravemente malato. Abbiamo proseguito imperterriti, pensando di rimanere sempre sani in un mondo malato”.

Questa Quaresima del tutto eccezionale, per Francesco, è il tempo di “scegliere che cosa conta e che cosa passa, di separare ciò che è necessario da ciò che non lo è. È il tempo di reimpostare la rotta della vita verso di Te, Signore, e verso gli altri”. Accanto a noi, in tempi di Coronavirus, “tanti compagni di viaggio esemplari, che, nella paura, hanno reagito donando la propria vita”: “Le nostre vite sono tessute e sostenute da persone comuni – solitamente dimenticate – che non compaiono nei titoli dei giornali e delle riviste né nelle grandi passerelle dell’ultimo show ma, senza dubbio, stanno scrivendo oggi gli avvenimenti decisivi della nostra storia: medici, infermieri e infermiere, addetti dei supermercati, addetti alle pulizie, badanti, trasportatori, forze dell’ordine, volontari, sacerdoti, religiose e tanti ma tanti altri che hanno compreso che nessuno si salva da solo”.

“Quanta gente esercita ogni giorno pazienza e infonde speranza, avendo cura di non seminare panico ma corresponsabilità”, esclama Francesco: “Quanti padri, madri, nonni e nonne, insegnanti mostrano ai nostri bambini, con gesti piccoli e quotidiani, come affrontare e attraversare una crisi riadattando abitudini, alzando gli sguardi e stimolando la preghiera. Quante persone pregano, offrono e intercedono per il bene di tutti. La preghiera e il servizio silenzioso: sono le nostre armi vincenti”. “Non siamo autosufficienti, da soli affondiamo: abbiamo bisogno del Signore come gli antichi naviganti delle stelle”, spiega il Papa invitandoci a prendere Gesù “nelle barche delle nostre vite”. Con Lui a bordo non si fa naufragio, “perché questa è la forza di Dio: volgere al bene tutto quello che ci capita, anche le cose brutte. Egli porta il sereno nelle nostre tempeste, perché con Dio la vita non muore mai”. Neanche in queste ore “in cui tutto sembra naufragare”.

Ora stanchi sono i miei occhi: ritornerò a riflettere con  voi su queste parole accorate.

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Seregno 12 maggio 2020

'Oggi'  ripenso ad alune delle espressioni di Papa Francesco per condividerle cercando di comprendere quanto sta succedendo. Disse quella sera il santo Padre:“In questo nostro mondo, che Tu ami più di noi, siamo andati avanti a tutta velocità, sentendoci forti e capaci in tutto. Avidi di guadagno, ci siamo lasciati assorbire dalle cose e frastornare dalla fretta. Non ci siamo fermati davanti ai tuoi richiami, non ci siamo ridestati di fronte a guerre e ingiustizie planetarie, non abbiamo ascoltato il grido dei poveri, e del nostro pianeta gravemente malato. Abbiamo proseguito imperterriti, pensando di rimanere sempre sani in un mondo malato”.Una denuncia coraggiosa di una 'vita' ...passata? seegnata da un assenza importante: quella di Dio che però non manca di amare questo suo 'mondo' questa umanità. Ma sarà davvero passata quando il virus sarà vinto? o riprenderemo a vivere come prima orgogliosi  di noi noi stessi e senza la consapevolezza di un Padre che continuerà ad amarci nonostante tutto? Credo che l'orgoglio e la supponenza umana non verranno meno anche dopo questa pandemia. Sarà improbabile che io riesca a vivere fino al giorno in cui l'umanità riprenderà il suo cammino nella storia. Mi auguro e prego che 'questa pestilenza' in qualche misura induca a riflettere coloro che sono chiamati a guidare i popoli, soprattutto che 'nell'intimo dell'uomo e della donna  del futuro' ci sia una nuova capacità di vivere la comune esistenza, nel rispetto reciproco e nell'attenzione a questo stupendo mondo. E' il mio augurio a questa umanità  per il suo  futuro 'nel tempo'!

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Seregno 13 maggio 2020

"Oggi" vorrei ccapire quanto ha scritto un famoso autore russo in un suo romanzo (L'idiota') "La bellezza salverà il mondo". Parole che hanno fatto scrivere fiumi di commenti non sempre comprensibili anche loro. Una certezza personalmente ce l'ho: la 'bellezza' appartiene a Qualcun Altro che solo può guardare a questo povero  mondo pur 'bello' e anche all'uomo al quale la'bellezza' sta ma per sfiorire presto se la si vuole vedere nella fisicità, proprio come è bello 'un leone'' o 'uno scimpanzè'. A questo proposito basterebbe 'contemplarsi a tempo allo specchio' per rendersi conto che quella frase famosa non riconosce all'uomo e alla donna di tutti i tempi la capacità straordinaria di salvare il mondo! Il Santo Padre in risposta alla lettera di tanti artisti che lo hanno ringraziato per aver pregato per loro   ebbe a ricordare che: "  L’anniversario dei “Patrons of the Arts” significa rinnovare la consapevolezza di una importante missione, quella di custodire una bellezza tanto benefica per l’uomo. Contemplare la grande arte, espressione della fede, ci aiuta in  particolare a ritrovare ciò che conta nella vita. L’arte cristiana, infatti, conduce dentro sé stessi ed eleva sopra sé stessi: ci riporta all’Amore che ci ha creati, alla Misericordia che ci salva, alla Speranza che ci attende.Nel mondo di oggi  lacerato e abbruttito da egoismi e logiche di potere, l’arte rappresenta, forse ancora più che in passato, un bisogno universale, in quanto è sorgente di armonia e di pace”.“È una bellezza, quella dell’arte, che fa bene alla vita e crea comunione: perché   unisce Dio, l’uomo e il creato in un’unica sinfonia; perché congiunge il passato, il presente e l’avvenire; perché attira nello stesso luogo e coinvolge nel medesimo sguardo genti diverse e popoli distanti”. Mi piace riprendere anche quasnto ha sc5ritto Papa Paolo Vi agli artisti in chiusura del Concilio Vaticano "Questo mondo nel quale viviamo ha bisogno di bellezza per non sprofondare nella disperazione. La bellezza, come la verità, è ciò che infonde gioia al cuore degli uomini, è quel frutto prezioso che resiste al logorio del tempo, che unisce le generazioni e le fa comunicare nell’ammirazione. E questo grazie alle vostre mani...Che queste mani siano pure e disinteressate! Ricordatevi che siete i custodi della bellezza nel mondo: questo basti ad affrancarvi dai gusti effimeri e senza veri valori, a liberarvi dalla ricerca di espressioni stravaganti o malsane.Siate sempre e dovunque degni del vostro ideale, e sarete degni della Chiesa, la quale, con la nostra voce, in questo giorno vi rivolge il suo messaggio d’amicizia, di saluto, di grazie e di bene". Insomma 'la bellezza' ha a che fare con il mistero di Dio: il bello è una delle maniestazioni di Dio a noi poveri uomini soliti a guardare altrove per trovare qualche cosa di bello!

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Seregno 14 maggio 2020

'Ancora oggi': riprendo a  riflettere su eulla famosa frase: "La Bellezza salverà il mondo".  Ma perchè questa nuova ripresa del tema della bellezza? Mi affascina il 'bello' l'assoluta bellezza come testimonianole foto di Gianni dei nostri viaggi per il mondo; albe e tramonti, foreste e deserti, mari e fiumi, perfino  un aurora boreale  alla isole Solovko,,,,monti e cieli stupendi nel caldo dell'oriente....Sì, ho potuto conoscere almeno in parte la bellezza di questo splendido mondo. Me ne rendo conto solora....come del resto fu per il 'mio' Papa Montini "Da pensiero alla morte". Scrive il Santo Papa: "Né meno degno d'esaltazione e di felice stupore è il quadro che circonda la vita dell'uomo: questo mondo immenso, misterioso, magnifico, questo universo dalle mille forze, dalle mille leggi, dalle mille bellezze, dalle mille profondità. E' un panorama incantevole. Pare prodigalità senza misura. Assale, a questo sguardo quasi retrospettivo, il rammarico di non aver osservato quanto meritavano le meraviglie della natura, le ricchezze sorprendenti del macrocosmo e del microcosmo. Perché non ho studiato abbastanza, esplorato, ammirato la stanza nella quale la vita si svolge? Quale imperdonabile distrazione, quale riprovevole superficialità!
Tuttavia, almeno in extremis, si deve riconoscere che quel mondo, "qui per Ipsum factus est", che è stato fatto per mezzo di Lui, è stupendo. Ti saluto ti celebro all'ultimo istante, sì, con immensa ammirazione; e, come si diceva, con gratitudine: tutto è dono; dietro la vita, dietro la natura, l'universo, sta la Sapienza; e poi, lo dirò in questo commiato luminoso, (Tu ce lo hai rivelato, o Cristo Signore) sta l'Amore!
La scena del mondo è un disegno, oggi tuttora incomprensibile per la sua maggor parte, d'un Dio Creatore, che si chiama il Padre nostro che sta nei cieli!. G
razie, o Dio, grazie e gloria a Te, o Padre!In questo ultimo sguardo mi accorgo che questa scena affascinante e misteriosa è un riverbero, è un riflesso della prima ed unica Luce; è un rivelazione naturale d'una straordinaria ricchezza e bellezza, la quale doveva essere una iniziazione, un preludio, un anticipo, un invito alla visione dell'invisibile Sole, "quem nemo vidit unquam", che nessuno ha mai visto (cfr. Jo. 1,18): "unigenitus Filius, qui est in sinu Patris, Ipse enarravit", il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, Lui lo ha rivelato. Così sia, così sia" Dopo questi pensieri e sentimenti di Papa Montini 'pensando alla sua mmorte' ho rivisto tante foto dei miei viaggi : sono stati tanti e tutti hanno offerto 'vedute indimenticabili' di questo mondo.  Solo ora e grazie al Santo Montini comprendo come la bellezza di questo mondo sia un riflesso della sconocsiuta ed  immensa Bellezza che è Dio, onnipotente creatore! Mi è vesuto di pensare a quando La vedrò! Intanto cerco di capire come l'arte umana, tutte le arti siano una ricerca del 'Bello'.  Forse per questo ho amato l'archeologia: strano no? Sì perchè il desiderio di realizzare la Bellezza gli antichi l'hanno tradotto nella loro ate, così come oggi. E l'ho conosciuta nei viaggi in Egitto, in Siria,  in Israele: non solo sassi o dipinti sciupati dal tempo ma testimonianza della ricerca del Bello. E con loro che più non sono ho sognato la 'Bellezza. Un giorno La vedrò!

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18 maggio 2020

'Oggi' è  comincciato quel tempo 'atteso da tutti detto 'fase 2', A poco a poco con prudenza e uintelligenza (ma ci sarà in tutti?) riaprono molte attività e la gente può cominciare a  'frequnetarsi': si esce dal chiuso di casa all'aria paerta....si ritorna al 'prima'? Tornereremo a vivere il nostro quotidiano come una volta? Questa 'pandemia' (o pandemonio?) passerà sia pure lentamente e ci ritroveremo nel 'vecchio mondo e la società si ritroverà 'stupita' per aver vissuto un momento della sua storia segnata dal quel 'virus' che pensava di vincere l'uomo del nostro tempo., Non lo so: po giorno, in un oggi senza fine nel temposarà possibile verificcarsi....Io lo spero tanto perchè all'uomo sia dato ancora una volta di confrontarsi con il mistero della sua vita. Forse potrà comprendere qualche cosa di nuovo.....

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18 maggio 2020

'Oggi' ho pregato la Vergine che i lissonesi onorano nel piccolo e grazioso santuario al Borgo. Ho pregato per la città, per la gente che ho cercato di servire come pastore per 17 anni. L'ho pregata quella Vergine santa così ieratica con il suo Bambino in braccia: ho pregato per le mamme  perchè accompagnanino i loro figli nella via della fede. Ho pregato per i preti che ora la venerano e la celebrano all'Assunta nell'agosto. E ho chiesto al generoso Gianni di inviarmi le tele del pttore Monguzzi che ora la ornano. Ricordo di avere recuperato l'anico splendore del piccolo santuario con 'aiuto di Giorgio e la beneficenza di famiglia del 'Borgo'. E' oggi, non ieri: è oggi che ho chiesto alla Vergine del Borgo di accompagnare nel suo dolore Rachele. Sia così dolce e buona' anche con me.

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Seregno 20 maggio 2020

Continuo l'oggi' questa piccola pagina che mi racconta.E 'oggi' il mio pensiero corre ancora a Rachele che ho voluto ricordare nelle foto allegate. Nde metterò altre per dire la sua vicinanza a me: i tanti viaggi fatti nei paesi dell'Europa e del Medio Oriente. Lei ora sta combattendo con il virus nella casa di riposo dove si trova da qualche anno. Ma forse è bene che racconti di Lei negli anni che ha condiviso la mia vita sacerdotale e il mio ministero pastorale. Chi l'ha conosciuta le ha voluto bene da subito: semplice, attenta, ssilenziosa, premurosa nel servire gli ospiti. La sentivo accanto a me anche quando si affaccendeva nei mestieri di casa, Ricordo quella sera paurosa della mia infezione che mi ha ridotto a uno straccio per la febbre a quaranta. Non riuscivo a stare seduto sul letto mentre tremavo tutto. Finsalmente sdraiato ho sentito una 'manina' prendere la mia mano e stringerla forte: era Lei che aveva le lacrime agli occhi e cerava di farmi sentire tutto il suo affetto. Un'esperienza che oggi confesso e che non ho mai dimenticato...dopo!! Rachele era così.

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Seregno 24 maggio 2020

Giovedì scorso l'arcivescovo ha celebrato la solennità dell'Ascenasione del Signore Gesù. In seregno la fessta si celebra oggi. Avevo sognato di scendere in chiesa e celebrare la S.Messa: ma davvero non ce la faccio. Ho scritto alcuni pensieri che avrei comunicato alla ridotta comunità per la pandemia. Mi permetto - non l'ho mai fatto finora - di ririprendere su questo mio sito alcuni passi dell'omelia. Mi sarà perdonato di certo.

La Chiesa ricorda oggi il riitorno al Padre di Gesù, Figlio sopo che Egli ha dato testimonianza fino a morire sulla croce alla verità di Dio amante dell’umanità. Con la sua morte Gesù di Nazareth ha compiuto la missione che il Padre ha affidato al Figlio suo fatto carne umana nel seno di una ragazza ebrea. Con la  resurrezione il Dio amante dell’umanità ha accolto l’Uomo Gesù e con Lui ‘i resurrecturi’ che nei secoli hanno seguito il Cristo. Forse anzi di certo anche noi, ciascuno di noi. Quando verrà quell’orail Signore Gesù ricorda quanto aveva detto  ai suoi discepoli: “Non vi lascerò orfani, ritornerò a voi....”  La premura del Cristo verso i suoi discepoli di allora e di oggi è motivo di speranza per la nostra corsa nel tempo: Lui è con noi, Lui è con me. Ci vuole una grande fede per esserne convinti. Ci vuole un dono di Dio nella mente e nel cuore per convincerci che Lui è con noi, fino alla fine dei secoli. E quel che più importa a me e forse anche  a voi,  Lui è con  noi  anche quando i giorni si fanno stanchi e le prove quotidiane sembrano crescere alla barba delle illudenti immagini di felicità umana che ci vengono consegnate quotidianamente anche  in questi paurosi tempi di pandemia. Per molti la famosa frase del momento ‘ce la faremo’sembra in realtà dire: Sarà come prima’.Ma c’è una domanda che chiede una risposta ‘evangelica’. Come farà Lui a stare con poi? Glielo chiediamo come fossimo Filippo e Tommaso che qualche volta lo hanno interrogato su alcuni punti della sua predicazione. Gesù non manca di darci una risposta lucida, chiara sicura e nel contempo ci fa presente che nella vita di un credente non mancheranno prove anche di violenza inaudita. A noi questo oggi è capitato.

  • E allora? Ecco la parola del Maestro che sarà per i suoi discepoli  e per noi tutti in questo momento di prova. Lui chiederà al Padre che mandi il suo Spirito perché dia testimonianza del suo ’immenso amore per l’uomo. Ecco, Lui sarà con noi nel suo Spirito che in ciascuno di noi, più o meno coscientemente sarà chiamato a dare testimonianza a Cristo Gesù E se questo comporterà sacrifici e ironia Egli chiede che non si scandalizzino e siano tanto forti da rendere testimonianza al Risorto. Torneremo stasera alle nostre case. Forse resteranno impresse nella mente e nel cuore le parole di nostro Signore di questa domenica che precede il suo ritorno al Padre. . Riprenderemo la nostra fatica umana..Vorrei – non è un pio desiderio ma un augurio affettuoso – che si cerchi di vivere anche in questo pesante tempo di fatica un’attenzione agli altri, a quelli che  vivono giorni di sofferenza magari nella solitudine, in questo mondo, in questa società. Ogni giorni ci vengono dati i numeri dei morti  da noi e nel mondo: ma ogni numero è una persona: forse ce lo dimentichiamo!
  • Speriamo che questo avvenga perché ciò che vediamo nel mondo e nel nostro paese non solo nella lotta contro il virus ma anche in campo politico e non solo economico o finanziario,  si sta svolgendo litigando penosamente, senza una visione di fede.  Anche piccola.
  • E fa male!

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reregno  30 maggio 2020

Sono giorni che manco a questo appuntamento. Sono stati giorni e lo saranno anche in seguito, pesanti, sofferti al punto di non trovare forze sufficienti per mettere qualche mio pensiero sul sito. Oggi la Chiesa ambrosiana fa memoria del Santo Padre San Paolo VI, il cardinale che mi ha accolto nel so presbiterio tasnti anni fa, nel 1058. Mi tornasno alla mentre sprazzi di quei momenti che hanno dato il via a una storia personale al servizio della santa Chiesa per il mandato del  mio Signore. "Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi" disse ai discepoli il Maestro. Dopo tanti anni di ministero - 62 - vivo nella certezza di questa sua chiamata confermata dall'ordinazione sacerdotale per il ministero di Montini. E' vero: penso a quella scelta, a quella decisione e mi pae che non sia nata assolutamente da qualcosa di mio. Mi sono trovato a 'camminare' lungo una strada aperta per me. Mi resta la serena fiducia di averla percorso con fedeltà e impegno, nella testimonianza a chi me l'ha fatta conoscere, quel Dio che precede ogni nostra scelta 'buona' perchè ci vuole bene.Quel giorno, all'omelia, il cardinale Montini tra l'altro ci disse: "Il primo dovere è quello che vi formiate una coscienza sacerdotale ; è quello cioè di avvertire quello che in voi si è compiuto e di dare a voi stessi un qualche concetto della novità, della trasformazione in voi stessi avvenuta.  ‘Videte qualem caritatem dedit nobis Pater’  (1 Gv. 3, 1). Un atto di riflessione si impone: un nome nuovo vi è dato, una personalità nuova è a voi comunicata, una comunione nuova con  Cristo è per voi stabilita. Imitate subito la Madonna, pensosa di quanto per lei accadeva: ‘Cogitabat qualis esset ista salutatio’ (Lc. 1, 29)" E questo mi è accaduto: sono divenuto prete di Cristo nella santa Chiesa a poco a poco nel ministero là dove Lui, Montini mi aveva inviato. E' capitato proprio così: la coscienza sacerdotale è cresciuta con il pasare dregli anni di ministero e con esa l'amore per Colui che mi aveva chiamato  alla sua sequela  quel Gesù che ora risorto mi attende al termine della mia esperienza umana. Tornerò presto a 'meditare' come la  Madre del Signore quello che si è dpositato nel mio cuore in questa lunga vita.

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Seregno 1 giugno 2020

Inizia un 'tempo nuovo': tutto pare si apre e si comincia a credere che il 'virus' sta scomarendo. Pur con ttte le attenzioni e le prescrizioni la gente torna per le strade, frequnata negozi, ci si incontra visitado parenti e amici. Pare che la società stia svegliandosi. Gli operai sono tornati negli stabilimenti e negli uffici. Solor resta la pena nel vedere l'incapacità dei politici pur nelle differenze di opinioni e nella ricerca di potere a condividere gli sofrzi per  risolverei tanti problemi che il virus ha lasciato sul cmpo. E' uno sguardo realistico dell'oggi all'inizio di un nuovo mese. Starò a vedere cosa succederà ascoltando le tante opinioni di scienziati, primari di tutta Italia, politici. Confido nella misteriosa presenza in noi tuttim nella Chiesa di Colui che ci ha amato e ci ha donato lo Spirito.

Ora però riprendo i miei pensieri che seguono alla meditazione dell'omelia di Montini alla mia ordinazione sacerdotasle. Vi trovo una 'profezia' sulla mia vita sacerdotale e sul mio ministero. Oggi  ascolto un altro passaggio dell'omelia di quel giorno. Mi fa bene in questa situazione personale di sofferenza,  costretto al silenzio (che è sempre bello!) nella solitudine, ma soprattutto all'impossibilità fisica di continuare  il  ministero pastorale nella bella comunità del Lazzaretto: " La continua consapevolezza di ciò che si è, la memoria abituale della propria sublimata personalità, ’avvertenza consueta del peso della croce imposta sulle spalle sacerdotali sono un talismano che immunizza dal contagio del mondo; sono una profilassi che abilita il medico delle anime ad accostare le piaghe senza esserne infetti. Vi sentirete diversi, oramai, dal mondo nel quale dovrete vivere, e capirete perché il mondo guarda a voi con stupore e antipatia. Ma vi sentirete, nello stesso tempo, amici premurosi e pazienti di questo mondo, che ha tanto bisogno di voi. Dal pensiero che voi vi formerete su voi stessi dipenderanno le vostre relazioni con la società che vi circonda; se avrete coscienza di essere luce e sale della terra, avrete di che illuminare gli altri e di che preservarli dalla decadenza morale, propria della natura umana"  Ripassando i miei giorni confermo quanto quel giorno lontano nel Duomo di Milano Montini che ha detto: " Vi sentirete diversi, oramai, dal mondo nel quale dovrete vivere, e capirete perché il mondo guarda a voi con stupore e antipatia. Ma vi sentirete, nello stesso tempo, amici premurosi e pazienti di questo mondo, che ha tanto bisogno di voi" Riconosco di aver cercato di vivere il mio tempo, giorno dopo giorno,immerso in una comunità ricca di fede (e  oggi  ne dubito...) allora,  senza difficoltà , impegnato nel ministero, con grande fiducia e gioia, 'con stupore' passando per esperienze pastorali diverse.Non sono mancati momenti 'critici' interiori e nel vissuto pastorale: "Antipatie"  rammenta l'arcivescovo ,  che ho sperimentato in modo pesante soprattutto nel tempo di un ministero parrocchiale e decanale. Mi dovrei interrogare dove ho sbagliato e in che cosa, portando dentro di me la sensazione di essermi 'dato' alle comunità senza riserve. Ma non è una buona cosa. La profeziadi Montini comunque si è compiuta: lo vedo distintamente nell'oggi che sto vivendoVorrei riprendere il diario di alcuni giorni critici superati con la durezza che si deve avere quando la tentazione si fa forrte.Magari anche offendendo quacuno che pure amavo!Ma non posso. Meglio attendo ......

Seregno 1 giugno 2020

Montini, quel giorno - era il 21 giugno 1958 memoria di San Luigi - chiuse la sua omelia nella liturgia solenne dell'ordinazione sacerdotale di un gruppo di giovani leviti con queste parole che non ho mai dimenticato nel corso di questi lunghi anni di prete di Cristo Gesù: "Se avrete coscienza che Cristo è la vostra vita (Fil. 1, 21) e avrete in voi gli stessi sentimenti che ebbe Cristo Gesù (Fil. 2, 5), non vi spaventerà il dover celebrare nella vita quotidiana la legge suprema della carità, ch'è il sacrificio, il dono di sè per la salvezza altrui.Ecco: ripeto a voi ciò che con le parole solenni del Pontificale in questo Rito vengo dicendo: 'agnoscite quod agitis... Filii dilectissimi, diligenter considerate Ordinem per vos susceptum'.E sorretti da questa coscienza sacerdotale , e sempre vigili nel ridestarne il senso e nell'approfondirne lo sguardo interiore, camminate fidenti: lucerna della vostra vita è quest'occhio; se il vostro occhio è sano, tutta la vostra vita sarà illuminata (Mt. 6, 22)". Come  'tutti' i miei compagni di classe' ho  vissuto cercando nel ministero attivo e articolato la misteriosa presenza di Gesù in me. Forse è questa 'percezione che mi ha permesso di vivere nella fedeltà crescente a Colui che mi ha chiesto di seguirlo e dis servire la comunità ecclesiale: "Non voi avete sscelto me, ma io ho scelto voi".....Ho  sofferto quando alcuni confratelli hanno lasciato il sacerdozio: mi sono interrogato per conoscere nella verità la motivazione di questa scelta che penso sia stata dolorosa  per tutti  Creddo davvero che se si fosse ridotta anche in me  la coscienza luminosa della 'comunione con Lui,  il Signore Gesù, non avrei avuto altra scelta che quella di lasciare.Montini ce lo ha augurato: "Sorretti da questa coscienza sacerdotale , e sempre vigili nel ridestarne il senso e nell'approfondirne lo sguardo interiore, camminate fidenti". Così per grazia di Dio ho vissuto. Ed eccomi qui e rendere grazie. La profezia di Montini in quel giorno si è compiuta ogggi quando soono visino ai 62 anni di sacerdozio.

 

 

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HO INSERITO ALCUNI SIDERSHOW

 DOCUMENTANO QUANTO HO SCRITTO FINORA

* Il piccolo e grazioso santuario mariano dell'Assunta in Lissone

* Due 'serie' dedicate a Rachele

* Due serie sulla mia ordinazione sacerdotale e la prima S. Messain Saronno

Oggi

Oggi 10 kaggio 2020 festa della mamma ho voluto ricordare Colei che mi hha voluito al mondo e mi è stata vicino fino alla morte,. Mamma Angela. grazie e vivi ora nella lucedel Signore. E prega per me. Presto ti vedrò e starò sempre con te!. Don Pino

 

OGGI

Seregno 8 maggio 2020

Questa paginetta segue il racconto dei miei giorni vissuti con il rischio del virus: "Io e il virus". Oggi ci sono ancora! E il mio pensiero va a Colui che è la Vita e la dona a tutti noi nella fede in Gesù, il Crocifisso e risorto. Ci sono e ringrazio. Continuo dunque il 'raccontarmi' che per la verità ho la sensazione che non interessa a nessuno ma serve a me per sentirmi vivo. Ho scelto come nome della nuova pagina "Oggi" perchè  mi permette di sentirmi ancora 'dentro la storia' d questa umanità in difficoltà. Oggi si 'conosce' la paura che per tanto tempo - una vita - non è mai statacosì imponente sul nostro essere e vivere. Alle volte si va a pensare che l'umanità è fatta di oltre sette miliardi di persone: cosa sono i mezzo milioni di morti 'oggi'? Ma non è così perchè non sono coloro che hanno perso la battaglia contro il virus che fanno paura, ma il timore che questo micidiale 'virus' si accomodi in noi. La paura dell'ignoto. Il timore dello scontro contro un nemico invisibile e tremendo! Mi sono sentito investire dal  problema del tempo. Lo vivo ma non capisco come sia possibile. Viene prima il tempo nel quale mi trovo o sono io che lo faccio esere? Ho chiesto al 'Doctor gratiae'  - Sant'Agostino - una sua opinione. Ho trovato questa risposta: "Che cos’è dunque il tempo? Quando nessuno me lo chiede, lo so; ma se qualcuno me lo chiede e voglio spiegarglielo, non lo so. Tuttavia affermo con sicurezza di sapere che, se nulla passasse, non vi sarebbe un tempo passato; se nulla si approssimasse non vi sarebbe un tempo futuro; se non vi fosse nulla, non vi sarebbe il tempo presente. Ma di quei due tempi, passato e futuro, che senso ha dire che esistono, se il passato non è più e il futuro non è ancora? E in quanto al presente, se fosse sempre presente e non si trasformasse nel passato, non sarebbe tempo, ma eternità... Questo però è chiaro ed evidente: tre sono i tempi, il passato, il presente, il futuro; ma forse si potrebbe propriamente dire: tre sono i tempi, il presente del passato, il presente del presente, il presente del futuro. Infatti questi tre tempi sono in qualche modo nell'animo, né vedo che abbiano altrove realtà: il presente del passato è la memoria, il presente del presente la visione diretta, il presente del futuro l'attesa... Il tempo non mi pare dunque altro che una estensione (distensio), e sarebbe strano che non fosse estensione dell'animo stesso. » (Agostino d'Ippona, Confessiones XI, 14, 17: 20, 26; 26, 33)

Dunque 'oggi' è la sola realtà che esiste. Non c'è male, vero? Però oivo l'oggi, il preesente teso al 'presente futuro', una tensione vera perchè solo con questa speranza nel cuore che il tempo che vivo ha un senso. So perchè vivo l'oggi!

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Seregno 9 maggio 2020

Dunque 'vivo'  il mio tempo. 'Oggi' pregando l'ora media ho 'conosciuto' di nuovo il perchè del tempo che mi viene concesso: E' una parola del salmo 118: "Voglio cantare al Signore finchè ho vita* cantare al mio Dio finchè essisto. A Lui sia gradito il mio canto* lamia gioia è nel Signore". Il mio 'ogi' dunque  è un canto al Dio della vita e una lode alla sua grandezza e misericordia.

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Seregno 11 maggio 2020

Provo profonda amarezza sentire le 'voci' autorevoli di scienziati, psicologi, primari, polituici: una marea di 'grida'  interpellati dal virus ancora presente nel mondo. Resto sconcertato e provo profonda amarezza quando sento che ora è tutto un problema di soldi. Non si cerca di essere personalmente interpellato dal virus: è un questione che tocca i politici o ai generosi medici e infermieri che muoiono er stare accanto a chi vede ll morire vicino. E' straziante pensare ch e ora è questione di soldi. Si attende il momento di 'riprenddere la vita di un tempo....aspettando di andare al mare? Ma il mondo anche l'Italia sarà lo stesso di un tempo? Oppure sta nascendo un mondo nuovo? Mi permetto di riprendere le accorate parole di PapA Francesco sotto la pioggia quella sera:“Da questo colonnato che abbraccia Roma e il mondo scenda su di voi, come un abbraccio consolante, la benedizione di Dio”, le parole di Francesco: “Signore, benedici il mondo, dona salute ai corpi e conforto ai cuori. Non lasciarci in balia della tempesta”. Alla fine, la Benedizione Urbi et Orbi, con la possibilità dell’indulgenza plenaria.
Francesco eleva la sua supplica: “Fitte tenebre si sono addensate sulle nostre piazze, strade e città; si sono impadronite delle nostre vite riempiendo tutto di un silenzio assordante e di un vuoto desolante, che paralizza ogni cosa al suo passaggio: si sente nell’aria, si avverte nei gesti, lo dicono gli sguardi”.“Ci siamo ritrovati impauriti e smarriti”, prosegue Francesco: “Su questa barca… ci siamo tutti”. La tempesta del Coronavirus, come quella che ha sorpreso Gesù e i discepoli sul lago di Tiberiade, “smaschera la nostra vulnerabilità e lascia scoperte quelle false e superflue sicurezze con cui abbiamo costruito le nostre agende, i nostri progetti, le nostre abitudini e priorità”. Con la tempesta, quella che ha scatenato dentro e fuori di noi la pandemia in atto, “è caduto il trucco di quegli stereotipi con cui mascheravamo i nostri ‘ego’ sempre preoccupati della propria immagine; ed è rimasta scoperta, ancora una volta, quella – benedetta – appartenenza comune alla quale non possiamo sottrarci: l’appartenenza come fratelli”.

Al centro dell’omelia il contrasto, sotto forma di denuncia, tra il mondo in cui abbiamo vissuto finora e quello rivelatoci da un virus finora sconosciuto: “In questo nostro mondo, che Tu ami più di noi, siamo andati avanti a tutta velocità, sentendoci forti e capaci in tutto. Avidi di guadagno, ci siamo lasciati assorbire dalle cose e frastornare dalla fretta. Non ci siamo fermati davanti ai tuoi richiami, non ci siamo ridestati di fronte a guerre e ingiustizie planetarie, non abbiamo ascoltato il grido dei poveri, e del nostro pianeta gravemente malato. Abbiamo proseguito imperterriti, pensando di rimanere sempre sani in un mondo malato”.

Questa Quaresima del tutto eccezionale, per Francesco, è il tempo di “scegliere che cosa conta e che cosa passa, di separare ciò che è necessario da ciò che non lo è. È il tempo di reimpostare la rotta della vita verso di Te, Signore, e verso gli altri”. Accanto a noi, in tempi di Coronavirus, “tanti compagni di viaggio esemplari, che, nella paura, hanno reagito donando la propria vita”: “Le nostre vite sono tessute e sostenute da persone comuni – solitamente dimenticate – che non compaiono nei titoli dei giornali e delle riviste né nelle grandi passerelle dell’ultimo show ma, senza dubbio, stanno scrivendo oggi gli avvenimenti decisivi della nostra storia: medici, infermieri e infermiere, addetti dei supermercati, addetti alle pulizie, badanti, trasportatori, forze dell’ordine, volontari, sacerdoti, religiose e tanti ma tanti altri che hanno compreso che nessuno si salva da solo”.

“Quanta gente esercita ogni giorno pazienza e infonde speranza, avendo cura di non seminare panico ma corresponsabilità”, esclama Francesco: “Quanti padri, madri, nonni e nonne, insegnanti mostrano ai nostri bambini, con gesti piccoli e quotidiani, come affrontare e attraversare una crisi riadattando abitudini, alzando gli sguardi e stimolando la preghiera. Quante persone pregano, offrono e intercedono per il bene di tutti. La preghiera e il servizio silenzioso: sono le nostre armi vincenti”. “Non siamo autosufficienti, da soli affondiamo: abbiamo bisogno del Signore come gli antichi naviganti delle stelle”, spiega il Papa invitandoci a prendere Gesù “nelle barche delle nostre vite”. Con Lui a bordo non si fa naufragio, “perché questa è la forza di Dio: volgere al bene tutto quello che ci capita, anche le cose brutte. Egli porta il sereno nelle nostre tempeste, perché con Dio la vita non muore mai”. Neanche in queste ore “in cui tutto sembra naufragare”.

Ora stanchi sono i miei occhi: ritornerò a riflettere con  voi su queste parole accorate.

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Seregno 12 maggio 2020

'Oggi'  ripenso ad alune delle espressioni di Papa Francesco per condividerle cercando di comprendere quanto sta succedendo. Disse quella sera il santo Padre:“In questo nostro mondo, che Tu ami più di noi, siamo andati avanti a tutta velocità, sentendoci forti e capaci in tutto. Avidi di guadagno, ci siamo lasciati assorbire dalle cose e frastornare dalla fretta. Non ci siamo fermati davanti ai tuoi richiami, non ci siamo ridestati di fronte a guerre e ingiustizie planetarie, non abbiamo ascoltato il grido dei poveri, e del nostro pianeta gravemente malato. Abbiamo proseguito imperterriti, pensando di rimanere sempre sani in un mondo malato”.Una denuncia coraggiosa di una 'vita' ...passata? seegnata da un assenza importante: quella di Dio che però non manca di amare questo suo 'mondo' questa umanità. Ma sarà davvero passata quando il virus sarà vinto? o riprenderemo a vivere come prima orgogliosi  di noi noi stessi e senza la consapevolezza di un Padre che continuerà ad amarci nonostante tutto? Credo che l'orgoglio e la supponenza umana non verranno meno anche dopo questa pandemia. Sarà improbabile che io riesca a vivere fino al giorno in cui l'umanità riprenderà il suo cammino nella storia. Mi auguro e prego che 'questa pestilenza' in qualche misura induca a riflettere coloro che sono chiamati a guidare i popoli, soprattutto che 'nell'intimo dell'uomo e della donna  del futuro' ci sia una nuova capacità di vivere la comune esistenza, nel rispetto reciproco e nell'attenzione a questo stupendo mondo. E' il mio augurio a questa umanità  per il suo  futuro 'nel tempo'!

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Seregno 13 maggio 2020

"Oggi" vorrei ccapire quanto ha scritto un famoso autore russo in un suo romanzo (L'idiota') "La bellezza salverà il mondo". Parole che hanno fatto scrivere fiumi di commenti non sempre comprensibili anche loro. Una certezza personalmente ce l'ho: la 'bellezza' appartiene a Qualcun Altro che solo può guardare a questo povero  mondo pur 'bello' e anche all'uomo al quale la'bellezza' sta ma per sfiorire presto se la si vuole vedere nella fisicità, proprio come è bello 'un leone'' o 'uno scimpanzè'. A questo proposito basterebbe 'contemplarsi a tempo allo specchio' per rendersi conto che quella frase famosa non riconosce all'uomo e alla donna di tutti i tempi la capacità straordinaria di salvare il mondo! Il Santo Padre in risposta alla lettera di tanti artisti che lo hanno ringraziato per aver pregato per loro   ebbe a ricordare che: "  L’anniversario dei “Patrons of the Arts” significa rinnovare la consapevolezza di una importante missione, quella di custodire una bellezza tanto benefica per l’uomo. Contemplare la grande arte, espressione della fede, ci aiuta in  particolare a ritrovare ciò che conta nella vita. L’arte cristiana, infatti, conduce dentro sé stessi ed eleva sopra sé stessi: ci riporta all’Amore che ci ha creati, alla Misericordia che ci salva, alla Speranza che ci attende.Nel mondo di oggi  lacerato e abbruttito da egoismi e logiche di potere, l’arte rappresenta, forse ancora più che in passato, un bisogno universale, in quanto è sorgente di armonia e di pace”.“È una bellezza, quella dell’arte, che fa bene alla vita e crea comunione: perché   unisce Dio, l’uomo e il creato in un’unica sinfonia; perché congiunge il passato, il presente e l’avvenire; perché attira nello stesso luogo e coinvolge nel medesimo sguardo genti diverse e popoli distanti”. Mi piace riprendere anche quasnto ha sc5ritto Papa Paolo Vi agli artisti in chiusura del Concilio Vaticano "Questo mondo nel quale viviamo ha bisogno di bellezza per non sprofondare nella disperazione. La bellezza, come la verità, è ciò che infonde gioia al cuore degli uomini, è quel frutto prezioso che resiste al logorio del tempo, che unisce le generazioni e le fa comunicare nell’ammirazione. E questo grazie alle vostre mani...Che queste mani siano pure e disinteressate! Ricordatevi che siete i custodi della bellezza nel mondo: questo basti ad affrancarvi dai gusti effimeri e senza veri valori, a liberarvi dalla ricerca di espressioni stravaganti o malsane.Siate sempre e dovunque degni del vostro ideale, e sarete degni della Chiesa, la quale, con la nostra voce, in questo giorno vi rivolge il suo messaggio d’amicizia, di saluto, di grazie e di bene". Insomma 'la bellezza' ha a che fare con il mistero di Dio: il bello è una delle maniestazioni di Dio a noi poveri uomini soliti a guardare altrove per trovare qualche cosa di bello!

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Seregno 14 maggio 2020

'Ancora oggi': riprendo a  riflettere su eulla famosa frase: "La Bellezza salverà il mondo".  Ma perchè questa nuova ripresa del tema della bellezza? Mi affascina il 'bello' l'assoluta bellezza come testimonianole foto di Gianni dei nostri viaggi per il mondo; albe e tramonti, foreste e deserti, mari e fiumi, perfino  un aurora boreale  alla isole Solovko,,,,monti e cieli stupendi nel caldo dell'oriente....Sì, ho potuto conoscere almeno in parte la bellezza di questo splendido mondo. Me ne rendo conto solora....come del resto fu per il 'mio' Papa Montini "Da pensiero alla morte". Scrive il Santo Papa: "Né meno degno d'esaltazione e di felice stupore è il quadro che circonda la vita dell'uomo: questo mondo immenso, misterioso, magnifico, questo universo dalle mille forze, dalle mille leggi, dalle mille bellezze, dalle mille profondità. E' un panorama incantevole. Pare prodigalità senza misura. Assale, a questo sguardo quasi retrospettivo, il rammarico di non aver osservato quanto meritavano le meraviglie della natura, le ricchezze sorprendenti del macrocosmo e del microcosmo. Perché non ho studiato abbastanza, esplorato, ammirato la stanza nella quale la vita si svolge? Quale imperdonabile distrazione, quale riprovevole superficialità!
Tuttavia, almeno in extremis, si deve riconoscere che quel mondo, "qui per Ipsum factus est", che è stato fatto per mezzo di Lui, è stupendo. Ti saluto ti celebro all'ultimo istante, sì, con immensa ammirazione; e, come si diceva, con gratitudine: tutto è dono; dietro la vita, dietro la natura, l'universo, sta la Sapienza; e poi, lo dirò in questo commiato luminoso, (Tu ce lo hai rivelato, o Cristo Signore) sta l'Amore!
La scena del mondo è un disegno, oggi tuttora incomprensibile per la sua maggor parte, d'un Dio Creatore, che si chiama il Padre nostro che sta nei cieli!. G
razie, o Dio, grazie e gloria a Te, o Padre!In questo ultimo sguardo mi accorgo che questa scena affascinante e misteriosa è un riverbero, è un riflesso della prima ed unica Luce; è un rivelazione naturale d'una straordinaria ricchezza e bellezza, la quale doveva essere una iniziazione, un preludio, un anticipo, un invito alla visione dell'invisibile Sole, "quem nemo vidit unquam", che nessuno ha mai visto (cfr. Jo. 1,18): "unigenitus Filius, qui est in sinu Patris, Ipse enarravit", il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, Lui lo ha rivelato. Così sia, così sia" Dopo questi pensieri e sentimenti di Papa Montini 'pensando alla sua mmorte' ho rivisto tante foto dei miei viaggi : sono stati tanti e tutti hanno offerto 'vedute indimenticabili' di questo mondo.  Solo ora e grazie al Santo Montini comprendo come la bellezza di questo mondo sia un riflesso della sconocsiuta ed  immensa Bellezza che è Dio, onnipotente creatore! Mi è vesuto di pensare a quando La vedrò! Intanto cerco di capire come l'arte umana, tutte le arti siano una ricerca del 'Bello'.  Forse per questo ho amato l'archeologia: strano no? Sì perchè il desiderio di realizzare la Bellezza gli antichi l'hanno tradotto nella loro ate, così come oggi. E l'ho conosciuta nei viaggi in Egitto, in Siria,  in Israele: non solo sassi o dipinti sciupati dal tempo ma testimonianza della ricerca del Bello. E con loro che più non sono ho sognato la 'Bellezza. Un giorno La vedrò!

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18 maggio 2020

'Oggi' è  comincciato quel tempo 'atteso da tutti detto 'fase 2', A poco a poco con prudenza e uintelligenza (ma ci sarà in tutti?) riaprono molte attività e la gente può cominciare a  'frequnetarsi': si esce dal chiuso di casa all'aria paerta....si ritorna al 'prima'? Tornereremo a vivere il nostro quotidiano come una volta? Questa 'pandemia' (o pandemonio?) passerà sia pure lentamente e ci ritroveremo nel 'vecchio mondo e la società si ritroverà 'stupita' per aver vissuto un momento della sua storia segnata dal quel 'virus' che pensava di vincere l'uomo del nostro tempo., Non lo so: po giorno, in un oggi senza fine nel temposarà possibile verificcarsi....Io lo spero tanto perchè all'uomo sia dato ancora una volta di confrontarsi con il mistero della sua vita. Forse potrà comprendere qualche cosa di nuovo.....

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18 maggio 2020

'Oggi' ho pregato la Vergine che i lissonesi onorano nel piccolo e grazioso santuario al Borgo. Ho pregato per la città, per la gente che ho cercato di servire come pastore per 17 anni. L'ho pregata quella Vergine santa così ieratica con il suo Bambino in braccia: ho pregato per le mamme  perchè accompagnanino i loro figli nella via della fede. Ho pregato per i preti che ora la venerano e la celebrano all'Assunta nell'agosto. E ho chiesto al generoso Gianni di inviarmi le tele del pttore Monguzzi che ora la ornano. Ricordo di avere recuperato l'anico splendore del piccolo santuario con 'aiuto di Giorgio e la beneficenza di famiglia del 'Borgo'. E' oggi, non ieri: è oggi che ho chiesto alla Vergine del Borgo di accompagnare nel suo dolore Rachele. Sia così dolce e buona' anche con me.

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Seregno 20 maggio 2020

Continuo l'oggi' questa piccola pagina che mi racconta.E 'oggi' il mio pensiero corre ancora a Rachele che ho voluto ricordare nelle foto allegate. Nde metterò altre per dire la sua vicinanza a me: i tanti viaggi fatti nei paesi dell'Europa e del Medio Oriente. Lei ora sta combattendo con il virus nella casa di riposo dove si trova da qualche anno. Ma forse è bene che racconti di Lei negli anni che ha condiviso la mia vita sacerdotale e il mio ministero pastorale. Chi l'ha conosciuta le ha voluto bene da subito: semplice, attenta, ssilenziosa, premurosa nel servire gli ospiti. La sentivo accanto a me anche quando si affaccendeva nei mestieri di casa, Ricordo quella sera paurosa della mia infezione che mi ha ridotto a uno straccio per la febbre a quaranta. Non riuscivo a stare seduto sul letto mentre tremavo tutto. Finsalmente sdraiato ho sentito una 'manina' prendere la mia mano e stringerla forte: era Lei che aveva le lacrime agli occhi e cerava di farmi sentire tutto il suo affetto. Un'esperienza che oggi confesso e che non ho mai dimenticato...dopo!! Rachele era così.

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Seregno 24 maggio 2020

Giovedì scorso l'arcivescovo ha celebrato la solennità dell'Ascenasione del Signore Gesù. In seregno la fessta si celebra oggi. Avevo sognato di scendere in chiesa e celebrare la S.Messa: ma davvero non ce la faccio. Ho scritto alcuni pensieri che avrei comunicato alla ridotta comunità per la pandemia. Mi permetto - non l'ho mai fatto finora - di ririprendere su questo mio sito alcuni passi dell'omelia. Mi sarà perdonato di certo.

La Chiesa ricorda oggi il riitorno al Padre di Gesù, Figlio sopo che Egli ha dato testimonianza fino a morire sulla croce alla verità di Dio amante dell’umanità. Con la sua morte Gesù di Nazareth ha compiuto la missione che il Padre ha affidato al Figlio suo fatto carne umana nel seno di una ragazza ebrea. Con la  resurrezione il Dio amante dell’umanità ha accolto l’Uomo Gesù e con Lui ‘i resurrecturi’ che nei secoli hanno seguito il Cristo. Forse anzi di certo anche noi, ciascuno di noi. Quando verrà quell’orail Signore Gesù ricorda quanto aveva detto  ai suoi discepoli: “Non vi lascerò orfani, ritornerò a voi....”  La premura del Cristo verso i suoi discepoli di allora e di oggi è motivo di speranza per la nostra corsa nel tempo: Lui è con noi, Lui è con me. Ci vuole una grande fede per esserne convinti. Ci vuole un dono di Dio nella mente e nel cuore per convincerci che Lui è con noi, fino alla fine dei secoli. E quel che più importa a me e forse anche  a voi,  Lui è con  noi  anche quando i giorni si fanno stanchi e le prove quotidiane sembrano crescere alla barba delle illudenti immagini di felicità umana che ci vengono consegnate quotidianamente anche  in questi paurosi tempi di pandemia. Per molti la famosa frase del momento ‘ce la faremo’sembra in realtà dire: Sarà come prima’.Ma c’è una domanda che chiede una risposta ‘evangelica’. Come farà Lui a stare con poi? Glielo chiediamo come fossimo Filippo e Tommaso che qualche volta lo hanno interrogato su alcuni punti della sua predicazione. Gesù non manca di darci una risposta lucida, chiara sicura e nel contempo ci fa presente che nella vita di un credente non mancheranno prove anche di violenza inaudita. A noi questo oggi è capitato.

  • E allora? Ecco la parola del Maestro che sarà per i suoi discepoli  e per noi tutti in questo momento di prova. Lui chiederà al Padre che mandi il suo Spirito perché dia testimonianza del suo ’immenso amore per l’uomo. Ecco, Lui sarà con noi nel suo Spirito che in ciascuno di noi, più o meno coscientemente sarà chiamato a dare testimonianza a Cristo Gesù E se questo comporterà sacrifici e ironia Egli chiede che non si scandalizzino e siano tanto forti da rendere testimonianza al Risorto. Torneremo stasera alle nostre case. Forse resteranno impresse nella mente e nel cuore le parole di nostro Signore di questa domenica che precede il suo ritorno al Padre. . Riprenderemo la nostra fatica umana..Vorrei – non è un pio desiderio ma un augurio affettuoso – che si cerchi di vivere anche in questo pesante tempo di fatica un’attenzione agli altri, a quelli che  vivono giorni di sofferenza magari nella solitudine, in questo mondo, in questa società. Ogni giorni ci vengono dati i numeri dei morti  da noi e nel mondo: ma ogni numero è una persona: forse ce lo dimentichiamo!
  • Speriamo che questo avvenga perché ciò che vediamo nel mondo e nel nostro paese non solo nella lotta contro il virus ma anche in campo politico e non solo economico o finanziario,  si sta svolgendo litigando penosamente, senza una visione di fede.  Anche piccola.
  • E fa male!

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reregno  30 maggio 2020

Sono giorni che manco a questo appuntamento. Sono stati giorni e lo saranno anche in seguito, pesanti, sofferti al punto di non trovare forze sufficienti per mettere qualche mio pensiero sul sito. Oggi la Chiesa ambrosiana fa memoria del Santo Padre San Paolo VI, il cardinale che mi ha accolto nel so presbiterio tasnti anni fa, nel 1058. Mi tornasno alla mentre sprazzi di quei momenti che hanno dato il via a una storia personale al servizio della santa Chiesa per il mandato del  mio Signore. "Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi" disse ai discepoli il Maestro. Dopo tanti anni di ministero - 62 - vivo nella certezza di questa sua chiamata confermata dall'ordinazione sacerdotale per il ministero di Montini. E' vero: penso a quella scelta, a quella decisione e mi pae che non sia nata assolutamente da qualcosa di mio. Mi sono trovato a 'camminare' lungo una strada aperta per me. Mi resta la serena fiducia di averla percorso con fedeltà e impegno, nella testimonianza a chi me l'ha fatta conoscere, quel Dio che precede ogni nostra scelta 'buona' perchè ci vuole bene.Quel giorno, all'omelia, il cardinale Montini tra l'altro ci disse: "Il primo dovere è quello che vi formiate una coscienza sacerdotale ; è quello cioè di avvertire quello che in voi si è compiuto e di dare a voi stessi un qualche concetto della novità, della trasformazione in voi stessi avvenuta.  ‘Videte qualem caritatem dedit nobis Pater’  (1 Gv. 3, 1). Un atto di riflessione si impone: un nome nuovo vi è dato, una personalità nuova è a voi comunicata, una comunione nuova con  Cristo è per voi stabilita. Imitate subito la Madonna, pensosa di quanto per lei accadeva: ‘Cogitabat qualis esset ista salutatio’ (Lc. 1, 29)" E questo mi è accaduto: sono divenuto prete di Cristo nella santa Chiesa a poco a poco nel ministero là dove Lui, Montini mi aveva inviato. E' capitato proprio così: la coscienza sacerdotale è cresciuta con il pasare dregli anni di ministero e con esa l'amore per Colui che mi aveva chiamato  alla sua sequela  quel Gesù che ora risorto mi attende al termine della mia esperienza umana. Tornerò presto a 'meditare' come la  Madre del Signore quello che si è dpositato nel mio cuore in questa lunga vita.

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Seregno 1 giugno 2020

Inizia un 'tempo nuovo': tutto pare si apre e si comincia a credere che il 'virus' sta scomarendo. Pur con ttte le attenzioni e le prescrizioni la gente torna per le strade, frequnata negozi, ci si incontra visitado parenti e amici. Pare che la società stia svegliandosi. Gli operai sono tornati negli stabilimenti e negli uffici. Solor resta la pena nel vedere l'incapacità dei politici pur nelle differenze di opinioni e nella ricerca di potere a condividere gli sofrzi per  risolverei tanti problemi che il virus ha lasciato sul cmpo. E' uno sguardo realistico dell'oggi all'inizio di un nuovo mese. Starò a vedere cosa succederà ascoltando le tante opinioni di scienziati, primari di tutta Italia, politici. Confido nella misteriosa presenza in noi tuttim nella Chiesa di Colui che ci ha amato e ci ha donato lo Spirito.

Ora però riprendo i miei pensieri che seguono alla meditazione dell'omelia di Montini alla mia ordinazione sacerdotasle. Vi trovo una 'profezia' sulla mia vita sacerdotale e sul mio ministero. Oggi  ascolto un altro passaggio dell'omelia di quel giorno. Mi fa bene in questa situazione personale di sofferenza,  costretto al silenzio (che è sempre bello!) nella solitudine, ma soprattutto all'impossibilità fisica di continuare  il  ministero pastorale nella bella comunità del Lazzaretto: " La continua consapevolezza di ciò che si è, la memoria abituale della propria sublimata personalità, ’avvertenza consueta del peso della croce imposta sulle spalle sacerdotali sono un talismano che immunizza dal contagio del mondo; sono una profilassi che abilita il medico delle anime ad accostare le piaghe senza esserne infetti. Vi sentirete diversi, oramai, dal mondo nel quale dovrete vivere, e capirete perché il mondo guarda a voi con stupore e antipatia. Ma vi sentirete, nello stesso tempo, amici premurosi e pazienti di questo mondo, che ha tanto bisogno di voi. Dal pensiero che voi vi formerete su voi stessi dipenderanno le vostre relazioni con la società che vi circonda; se avrete coscienza di essere luce e sale della terra, avrete di che illuminare gli altri e di che preservarli dalla decadenza morale, propria della natura umana"  Ripassando i miei giorni confermo quanto quel giorno lontano nel Duomo di Milano Montini che ha detto: " Vi sentirete diversi, oramai, dal mondo nel quale dovrete vivere, e capirete perché il mondo guarda a voi con stupore e antipatia. Ma vi sentirete, nello stesso tempo, amici premurosi e pazienti di questo mondo, che ha tanto bisogno di voi" Riconosco di aver cercato di vivere il mio tempo, giorno dopo giorno,immerso in una comunità ricca di fede (e  oggi  ne dubito...) allora,  senza difficoltà , impegnato nel ministero, con grande fiducia e gioia, 'con stupore' passando per esperienze pastorali diverse.Non sono mancati momenti 'critici' interiori e nel vissuto pastorale: "Antipatie"  rammenta l'arcivescovo ,  che ho sperimentato in modo pesante soprattutto nel tempo di un ministero parrocchiale e decanale. Mi dovrei interrogare dove ho sbagliato e in che cosa, portando dentro di me la sensazione di essermi 'dato' alle comunità senza riserve. Ma non è una buona cosa. La profeziadi Montini comunque si è compiuta: lo vedo distintamente nell'oggi che sto vivendoVorrei riprendere il diario di alcuni giorni critici superati con la durezza che si deve avere quando la tentazione si fa forrte.Magari anche offendendo quacuno che pure amavo!Ma non posso. Meglio attendo ......

Seregno 1 giugno 2020

Montini, quel giorno - era il 21 giugno 1958 memoria di San Luigi - chiuse la sua omelia nella liturgia solenne dell'ordinazione sacerdotale di un gruppo di giovani leviti con queste parole che non ho mai dimenticato nel corso di questi lunghi anni di prete di Cristo Gesù: "Se avrete coscienza che Cristo è la vostra vita (Fil. 1, 21) e avrete in voi gli stessi sentimenti che ebbe Cristo Gesù (Fil. 2, 5), non vi spaventerà il dover celebrare nella vita quotidiana la legge suprema della carità, ch'è il sacrificio, il dono di sè per la salvezza altrui.Ecco: ripeto a voi ciò che con le parole solenni del Pontificale in questo Rito vengo dicendo: 'agnoscite quod agitis... Filii dilectissimi, diligenter considerate Ordinem per vos susceptum'.E sorretti da questa coscienza sacerdotale , e sempre vigili nel ridestarne il senso e nell'approfondirne lo sguardo interiore, camminate fidenti: lucerna della vostra vita è quest'occhio; se il vostro occhio è sano, tutta la vostra vita sarà illuminata (Mt. 6, 22)". Come  'tutti' i miei compagni di classe' ho  vissuto cercando nel ministero attivo e articolato la misteriosa presenza di Gesù in me. Forse è questa 'percezione che mi ha permesso di vivere nella fedeltà crescente a Colui che mi ha chiesto di seguirlo e dis servire la comunità ecclesiale: "Non voi avete sscelto me, ma io ho scelto voi".....Ho  sofferto quando alcuni confratelli hanno lasciato il sacerdozio: mi sono interrogato per conoscere nella verità la motivazione di questa scelta che penso sia stata dolorosa  per tutti  Creddo davvero che se si fosse ridotta anche in me  la coscienza luminosa della 'comunione con Lui,  il Signore Gesù, non avrei avuto altra scelta che quella di lasciare.Montini ce lo ha augurato: "Sorretti da questa coscienza sacerdotale , e sempre vigili nel ridestarne il senso e nell'approfondirne lo sguardo interiore, camminate fidenti". Così per grazia di Dio ho vissuto. Ed eccomi qui e rendere grazie. La profezia di Montini in quel giorno si è compiuta ogggi quando soono visino ai 62 anni di sacerdozio.

 

 

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HO INSERITO ALCUNI SIDERSHOW

 DOCUMENTANO QUANTO HO SCRITTO FINORA

* Il piccolo e grazioso santuario mariano dell'Assunta in Lissone

* Due 'serie' dedicate a Rachele

* Due serie sulla mia ordinazione sacerdotale e la prima S. Messain Saronno

Eccola: è Lei la Madonna del Borgo

Un tela diMomguzzi. La Madre del Signore 'Borgo

La pietà:L Sotto la croce del Figliol

L'annunciazione di Monguzzi al Borgo

Il piccolo e grazioso santuario dellì'Assunta al Borgo

L'Assunta sulla parete esterno del santuario del borgo

Sui monti delle Dolomite

'Loro alla 'Madonnina, ristorante

ristorante 'La Madonnina'

lla 'Madonnina' sopra il lago

Rachele

In gita alle Dolomiti

A Rapallo con Carla

A Varazz, davanti al mare

A Monterosso alle 5 terre

Rachele alla 'Madonnina'

A Portofino con Carla

A Riva Trigoso con Ambro

Rachele a 84 anni!! E' festa

Con Montini dopo l'ordinazione 21 giugno 1958

La foto di gruppo.I Caimi tutti insieme

Un momento della prima messa

Alla consacrazione: stupendo!

La mia ordinazione in Duomo per il ministero di Montini

Prima della processione eucaristica

La mia famiglia....felice!

La 'gente' del mio cortile. Mi hanno voluto bene!

Un momento della grande processione. Indimenticabile!