16 luglio 2018

Questo sito di 'un prete povero' riceve sempre confidenze da chi scrive. Mi piace e credo che possa in qualche misura aiutare a capire il mondo interiore di un consacrato a Cristo nel suo ministero dentro la Chiesa nel servizio al prossimo. Ecco dunque un'altra confidenza. Il dialogo con il Dio dei Padri, misterioso e misericordioso si è sempre svolto con fiducia e serenità fin da quando bambino, la mammami i aiutava a pregarLo insegnandomi la preghiere Così a sera prima di prepararmi al sonno ho imparato a rivolgere il mio pensiero al Dio di papà e mamma: Ti adoro, mio Dio, Padre Nostro, Ave maria, Gloria al Padre..., l'eterno riposo e l'angelo di Dio. Così ho sempre fatto nei mei anni di prete anche se al Signore ho rivolto quasi ogni giorno la preghiera della Chiesa, il Breviario con i sette momenti di preghiera ecclesiali. Da qulache tempo ho conosciuto un grande dottore della Chiesa dei primi secoli, S. Efrem, che per i suoi scritti straordnari (Cfr. La perla) è chiamato l'la cetra dello Spirito Santo)

Efrem il Siro ( Nisibis, 306Edessa, 9 giugno 373) è stato un teologo, scrittore e santo siro, fra i più antichi scrittori di lingua siriaca e il più importante fra essi.

Autore di numerosi inni in lingua siriaca, visse buona parte della vita nella città natale ma fu esiliato a Edessa (oggi nella provincia di Sanliurfa, in Turchia), dove morì nel 373.

Viene venerato come santo dai cristiani del mondo intero, ma in particolare dalla Chiesa ortodossa siriaca e dalla Chiesa cattolica sira. Venne riconosciuto come dottore della Chiesa cattolica nel 1920 da papa Benedetto XV

Efrem ha scritto moltissimi inni, poesie e omelie in versi e commentari biblici in prosa. Questi ultimi sono opere di teologia pratica, per l'edificazione della Chiesa, scritti in un momento di grande incertezza attorno alla fede.

 Ho 'trovato' per così dire' nei suoi scritti (grazie al dannato web!) una preghiera della sera. L'ha scritta proprio Lui e forse a lungo l'ha recitatapure lui. Una preghiera che rivela la conoscenza che aveva dell'umano, così fragile, così debole, così portato al male e nel contempo l'immensa tenerezza di un Dio che pure Lui conosce l'umano e sa che gli è facile il peccato. Soprattutto emerge da questa preghiera la forza che schiaccia l'uomo, quella sessualità che è presente nei pensieri, nei sentimenti nelle azioni quotidiane della creastura fatta dal Signore. E' questa la preghiera che da tempo chiude la mia giornata anche se ora sento il peso degli anni e la fatica del quotidiano. La rendo nota perchè chi volesse recitarla a sera prima di abbandonarsi al sonno non dimentichi la sua fragile umanità e si affidi interamente al Signore del 'perdono' e della gioia. Ecco dunque la preghiera di S. Efrem.

Donami, Signore, finché veglio,
di restare davanti a te, con grande attenzione,
e quando mi sarò addormentato,
allontana il peccato dal mio giaciglio.

Se al risveglio io pecco,
perdonami, Signore, nella tua bontà.
Se pecco mentre dormo,
la tua misericordia mi purifichi.

Per l’umiliazione della tua croce,
concedimi un sonno tranquillo;
liberami dai sogni malvagi
e dalle immagini turpi.

La notte trascorra in un riposo completo,
i demoni si allontanino da me
con i loro consigli perniciosi.

Inviami il messaggero di luce
perché vegli sulle mie membra;
liberami dai desideri malvagi
grazie al tuo corpo vivificante che ho mangiato

Mi addormenterò nella pace,
il tuo sangue vegli su di me;
all’anima che hai plasmato secondo la tua immagine,
concedi la libertà.

Posa la mano sul corpo che hai impastato,
e le tue misericordie siano per lui come mura di difesa
e come un potente scudo.

Quando il corpo si riposerà
la tua forza lo protegga,
il mio riposo sia davanti a te,
come profumo d’incenso.

Il Maligno non si avvicini al mio giaciglio,
per l’intercessione di tua Madre,
e per il tuo sacrificio per noi;
allontana il demone della paura che mi nuoce.

Porta a compimento la promessa che hai fatto a mio riguardo, Signore,
conservami la vita per mezzo della croce,
e al mio risveglio ti renderò grazie,
per l’amore che hai manifestato alla mia debolezza.

Donami, Signore, per la tua tenerezza,
di ascoltare e compiere la tua volontà;
concedimi una sera tranquilla
e una notte santa.

O Cristo, nostro salvatore,
tu sei la vera luce,
a te la gloria, e su di noi le tue misericordie,
in questo come nell’ altro mondo.

Efrem il Siro