E però sono 85!

22 agosto 2019, E' un giorno 'diverso': 85 anni fa un piccolo di donna nasceva nel tempo. Cominciava la sia vita. Aveva un futuro. Lo doveva 'conoscere' e soprattutto vivere. Quel giorno ricorre 85 anni fa proprio oggi. Quel piccolo di mamma - Angela - ero io. Allora , oggi, ho ritenuto di riprendere questo sito fermo da mesi per dire ciò che un prete vive nelle memoria del suo 'inizio', avendo attrversato il tempo giungendo ad oggi.

Si apre dunque un 'tempo nuovo'. Quanti saranno gli anni che seguiranno? Sono cosciente della straordinaria opportunità he mi viene concessa. Questo 'spazio umano' però esige che si prenda coscienza di ciò che la natura soffre: i  si devono accettare i limiti psicofisici kegati a questio tempo; l'intelligenza stanca, la memoria in discesa, resta la fantasia che recupera il passato e poi i danni del corpo, la vista debole, l'udito che lentamente scompare chiudendoti nel silenzio, la bocca per la parola resa difficile dalle protesi e infine la fatica del respirare e la stancchezzza nel camminare. In secondo luogo questo tempo mette in primo piano la dimensione religiosa e spirituale; si intensifica questo ò vero, Lentamente si spegne l'interesse allle vicende umane e si prende atto di quanto sia sciocco credere nel tempo vissuto sia personale che sociale.In terzo luogo questo tempo fa emergere un desiderio,  quello di  arrivare nel modo giusto a quell'incontro che da alla vita  vissuta, finlmente un senso.S, Ignazio di Antiochia vescovo mrtire proprio oggi nel breviaro ho letto che  ha scritto mella lettera ai cristiani di Roma: "E' bello tramontare al mondo per risorgere nell'aurora di Dio'!" Infine questi tempo che si apre davanti a me,  mi chiede di essere pronto anche se la temo a un'esperienza più p meno lungaa nel  tempo di dolore e di sofferenza: non si muore infatti senza soffrire. L'essere pronto comporta  attenzione ai sintomi,spirituali e  fisici,  fiducia in chi si prende cura della propria  salute e cercare di non essere di peso ac hi mi sta vvicino , Tutto qui; Il dopo l'85 è un tempo straordinario, davvero.(continua)

* Sono ormai passati giorni da quello che mi ricorda di esssere nato. Mi ritrovo a  dire grazie a  tutti coloro - per la verità davvero numerosi - che mi hanno fatto capire con il loro augurio di essere 'benvoluto' anzi di esere considerato come un amico', un padre spirituale, un pastore conosciuto da loro fin dai primi anni della mia storia di prete. Ciò mi sorprende. Ho cercato di ringraziare tutti: ma non  ci sono riuscito. Mi permetto di farlo ora. Tutto questo però mi ha condotto a cercare una spiegazione dell'affetto che mi hanno voluto dimostrare.  Penso che la ragione stia nel modo in cui ho vissuto i rapporti umani nel  tempo del mio ministero. Ho sempre creduto nella bellezza di rapporti dettati dalla coscienza del valore di chi mi stava accanto. E' in fondo la verità vissuta di quanto il Maestro ci ha insegnato: "Non sono venuto per esseere servito ma per servire". E mi piaceva stare vicino alle persone, piccoli, adolescenti, adulti in crisi e anziani. Era ed è per me motivo di gioia interiore stare accanto a chi ancora oggi, pur nella mia solitudine eremitica incontro, accolgo, ascolto.  Devo riconoscere che ho ricevuto rtutto  questo  per grazia. Canterò allora senza fine le meraviglie del Signore e dirò con la Madre del Signore : "L'anima mia magnifica il Signore".

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Lazzaretto 10 settembre 2019

Cara la mia Edith. Anche oggi mi raggiunge con un pensiero stimolante che si introduce nel mio intimo e lo rinnova. Scrive: " Possiamo constatare ogni giorno quante cose  erano sbagliate  di ciò che credevamo  e di ciò che  abbiamo imparato: Ed è utile fare una simile costatazione perchè ci si rende conto che non possiamo fidarci di noi stessi e che saremmo perduti se un Altro che vede meglio e più lontano, non si curasse di noi", Sono solito conversando con amici e 'gente intelligente del mio passato, sottolineare il mio impegno a non 'guardare' o giudicare il mio passato, di uomo di cristiano di prete. Oggi, grazie a Edith capisco perchè è cosa intelligente: "Quante cose erano sbagliate..." E' bene allora non tornare 'indietro nel tempo e rivedere le scelte fatte, le decisioni prese. .. Ciò che è stato, è stato...Mi basta pensare con Edithche un Altro si cura di noi...e dico io soprattutto quandi si cade in errore...forse in peccato. Tutto questo  ho ricordato all'architetto Riccardo che mi è venuto a trovare , perchè si lasci guidare dal futuro e non permetta al passato di pesare sul suo oggi. Faccio, meglio, tento di fare anch'io così.

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14 ottobre 2019

Il morire, evento umano certo per tutti e per ognuno, viene spesso accantonato dall'uomo di oggi occupato a 'vivere' i suoi giorni come se non finissero mai. Questa 'dimentcanza tradisce la vita, donata  un giorno più o meno lontano e da restituire.  In questo ultimo scorcio dei miei giorni sovente il mio pensiero è corso al momento dell'evento. Pensare la morte è  fonte non di terrore ma motivo di ipegno sia pur piccolo nel qutidiano. Del resto mi rendo conto che questo pensiero è l'unico importante nello scorrere della mia storia quotidiana. Tutto infatti si ridemsnsiona; non è che tutto sia vanità ma è vero che tutto non ha la stessa importanza di questo evento. Ho meditato la parola saggia e 'realistica, di San Cipriano vescovo nel suo trattato "A Fortunato" perchè mi ha aiutato ad aprirmi il mio futuro con serenità. Si legge: "Che felicità, che gioia uscire  da questo mondo nella letizia, uscire gloriosamente  attraverso amarezze ad angustie, chiudere in un istante  gli occhi che prima vedevano gli uomini e il mondo e riaprirli subito per vedere Dio, il Cristo! Come appare rapido questo passaggio alla felicità In un attimo sei strappato alla terra per essere collocato nel regno dei cieli.  Tutto questo bisogna pensarlo con la mente e il cuore  e meditarlo giorno e notte". Non dimentico che San Cipriano è un martire della fede cristiana e co il suo sacrificio ha dato certezza di quanto aveva scritto nel suo trattato.