Album fotografico

CULTURA E NATURA
 RACCONTO DI UN'ESPERIENZA

E' capitato quasi d'improvviso. Il desiderio di 'conoscere e la voglia di entrare in un mondo diverso dal nostro dove la natura si impone lasciandoci a bocca aperta,  mi hanno spinto a chiedere ad Adriano amico di vecchia data e persona dotta , forbito conversatore, paziente e attento agli altri, di accompagnarmi in visita a una delle abbazie svizzere che ancora non  avevo visto,l'abbazia benedettina di Disentis nel canton dei grigioni. Così abbiamo preso la mia 'amata carolina' e ci siamo messi in viaggio. Passato il Lucomagno piombiano su Disentis una tipica cittadina svizzera poggiata alle pendici di un monte. Più in alto l'Abbazia: imponente e biancastra. La raggiugiamo con un poco di fatica, salendo sulle rampe che portano all'ingresso della chiesa abbaziale. Una bella chiesa, luminosa, di stilebarocco...era quasi mezzogiorno. In visita   attente e curiosa...ma poi sentiamo il salmodiare dei monaci, lassù, all'organo....Ci sediamo e condivido la preghiera: era l'ora sesta nella liturgia. Usciamo avendo deciso di raggiungere Coira. Ci arriviamo abbastanza presto. Ci fermiamo per il pranzo al ristorante della stazione. Ma Adriano non sapeva che l'avrei condotto in alto sopra Coira (Chur) ad Arosa, una stazione estiva e invernale per gente vip. Così dopo un poco di attesa prendiamo uno dei treni 'rossi'  tipici della Svizzera e saliamo. Adriano non sapendo dove stavamo andando si attacca ai bracciali della  panchina. Teme che d'improvviso  al trenino succeda qualcosa e rapidamente prendesse la via del ritorno in una folla corsa....Si passa attraverso boschi passando su ponti arditi sorvolando burroni  e torrenti.....Finalmente eccoci ad Arosa. Un bel sorriso sul volto diAdriano: è davvero un posto incantevole: ville e alberghi di lusso e gente che passeggia, gioca, sosta alle rive di un grazioso laghetto al centro...Ci troviamo in un gruppo di ebrei ortodossi che giocano a scacchi sulla piazza....Ma il tempo corre ed è ora di scendere. La corsa dura un'ora e alla stazione riprendiamo la nostra  Dacia e...Adriano desidera vedere il famoso passo dello Spluga. Così ci mettiamo in viaggio: si sale, su su, per tornanti (adriano che guidava ne ha contati 52. Imporessionante la salita dalla Svizzera al passo. Giugiamo che è quasi sera: ma il sole è ancora alto, lassù. Ci mettiamo al caldo dentro un tipico ristorante. Ci prendiamo un panino e poi ....evangelizzo una copia in vacanza. Una parola spesa per il Signore...Riprendiamo la corsa per arrivare a casa,  si passa Madesimo per tornanti e gallerie e poi Campodolcino, per correre  veloci sull'autostrada che porta a casa. Ci arriviamo alle 22! Stancfhi....ma negli  occhi e 'dentro l'anima'  la testimonianzea di una cultura da conoscere e una natura da contemplare!

Ma aggiuntgo ora un 'grazie' ad Adriano. Pensate ha guidato sempre lui...ma ha le braccia forti e potenti...E poi è stato di una gentilezza che gli è innata per chi lo sconosce bene. Mi ha mandato - su richiesta - una riflessione sulla avventura che abbiamo vissuto insieme. La documentazione fotografica è un poco artigianale: ma ...non sono un fotografo se non...per la  mia memoria!
Ecco il 'pezzo' di Adriano:

Tutti noi conosciamo quella pubblicità che ormai da molti anni ci vuole convincere che i viaggi, per essere immuni da pericoli o disguidi, devono essere rigorosamente programmati da specializzate agenzie : attenzione ai viaggi “fai da te”!

Sembra quindi che debbano esistere due tipologie di viaggi : quelli organizzati e quelli invece che una volta si chiamavano “alla ventura”.

In realtà c’è un terzo tipo di viaggi : da una parte è perfettamente organizzato nei tempi e nei luoghi, con ampio corredo di informazioni tratte dal Web e con cartine geografiche (o navigatori) ben programmate; dall’altra lascia libero ingresso all’ignoto, all’imprevisto, a quella parte di mistero che ancora rimane a dare qualche brivido o mostrare quanto la fantasia della natura e delle opere umane è ben superiore alle nostre aspettative o previsioni.

 Andare in gita (anche per una  sola giornata) con don Pino appartiene a questa terza tipologia, quella appunto che mescola una seria programmazione ed un preciso itinerario, insieme ad  una componente quasi esoterica, misteriosa, aperta all’ignoto e comunque sempre pienamente appagante e feconda di novità e di stupore.

Forse questo è l’aggettivo più adatto per questo tipo di piccoli viaggi : occorre lasciarsi avvolgere e riempire di questo stupore che deriva da luoghi imprevisti e meravigliosi, da incontri stimolanti e inaspettati, insomma, dallo scoprire, in noi e fuori da noi, quella parte di mistero che ci circonda e offre il sale, il condimento alla nostra vita.

Io sono  abituato a cercarlo e trovarlo altrove, mentre don Pino è capace di cercarlo, trovarlo e farlo trovare a chi lo accompagna, nell’avventura anche breve di un viaggio: è un grande carisma che distribuisce a piene mani e che lo accompagnato per tantissimi anni, è stato sperimentato in tantissimo luoghi e momenti, ha coinvolto tantissime persone, che ancora oggi lo ricordano e n si sentono da questo arricchite.

Qualcuno potrà dire : tutto questo per un viaggio di qualche centinaio di chilometri nella vicina Svizzera e complessivamente di poche ore ?  ma forse lo stupore si misura in minuti ed in chilometri? Forse la meraviglia deriva dalla quantità di incontri o dalla loro intensità e novità? dalla serie innumerevole di paesaggi o da pochi, ma che rimangono dentro? da emozioni forti o da sentimenti duraturi e nuovi?"

Grazie Adri....