Libano, la terra dei cedri

Devo essere grato a S. Ecc.za Mons. Hanna Alwan, oggi Vicario generale del patriarca dei maroniti, per avermi guidato nella visita alla sua terra, il magnifico Libano, la terra dei fenici e dei cedri, dove cielo, terra e mare in un impasto  straordinario di colori formano un paesaggio indimenticabile.
Fu nell'agosto del 2010, al termine del viaggio in Siria. Mentre il 'gruppo dei lissonesi' faceva ritorno a casa dopo giorni intensi vissuti in una terra ricca di storia e di arte come la Siria, raggiungevo la frontiera con Monsignore e dopo qualche difficoltà brillantemente risolta da Monsignore ho potuto raggiungere...il campo base. Addirittura uno stupendo santuario mariano sopra Juni a pochi chilometri da Beirut, in un hotel ospite di Kalill Alwan il fratello gemello di Monsignore e dalla sua comunità che serve il santiario nazionale del Libano, la Madonna in Harissa.
Da lì ogni giorno ci si metteva in macchina pr raggiungere i luoghi più famosi del Libano, Balbek, Tiro, Sidone, Biblos, Beirut, Tripoli, la valle della Bekà, la valle dei santi, i santuari cari alla devozione della chiesa maronita.
In quell'occasione ho conosciuto Padre Philipe, uno spagnolo laureato in Salamnca che non mi ha lasciato un minuto: attento, delicato, premuroso con il suo 'linguaggio' misto di spagnolo,portoghese, italiano, arabao.....Ho potuto anche apprezzare l'amicizia cordiale della sorella di Monsignore, in Libano per le vacanze.
Sono stati giorni indimenticabili, soprattutto per aver goduto dell'amicizia di Monsignore. Nella   mia vita di prete nessuno è stato ospite atteso, confidente, attento come Monsignore. Ed anche oggi, che ha fatto ritorno nella sua terra per servire la sua Chiesa, nell'obbedienza, Egli rimane una presenza amata, Qualcuno che ha occupato e occupa un posto importante nella mia vita di prete.
In particolare ricordo  l'incontro che ci è stato organizzato con il contingente italiano all'Onu in quella terra, al sud del Libano nei territori degli Hezbollah. Un'ospitalità sorprendente, un dialogo aperto e sincero, una cordialità che fa onore a quei militari    stimati anche per il servizio sociale che svolgono ne villaggi di frontiera con Israele. Visitando il sud ci si accorge della presenza di una forza militare non da poco resa evidente dalle bandiere appese agli alberi o ai piloni della luce. Una terra tipicamente araba, dove la vita si svolge caoticamente  e vivacemente. Un'esperienza  davvero interessante anche per la cortesia del giovane comandante e dei suoi militari.
Da ultimo voglio ricordare l'incontro con il Patriarca dei maroniti Boutros Sfeir, ora patriarca emerito, nella sua casa d'estate, un palazzo nella valle dei santi. Il patriarca dopo l'incontro ci ha portato sul grande terrazzo che sovrasta la valle: uno spettacolo affascinante. Tutto questo...credo possa dare l'idea di quanto sia stato interessante  questa sosta nella terra dei maroniti.😲