Isole Solovki

Per questo viaggio mi introduco precisando che il suo racconto sarà continuamente aggiornato. Si tratta infatti di un'esperienza davvero unica. Inattesa da tutti. Sbalorditiva alla fine, entusiasmante, indimenticabile. I particolari possono essere raccontati solo a poco a poco e vanno accuratamente precisati. La documentazione fotografica sarà aggiornata di continuo poichè il viaggio è risultato interessante sotto tanti punti di vista.
Per prima cosa devo ricordare che il viaggio fu deciso un giorno nel mio studio, dopo che Gianni mi aveva mostrato alcune foto davvero affascinante dell'isola a 100 km. dal circolo polare artico. Con qualche appresione poichè non si sapeva chi poteva farci da guida fin lassù. Ci siamo rivolti come al solito all'agenzia romana Columbus, chiedendo espressamente che ci accompagnasse Gabriella una guida dell'est europeo tra le più preparate, capace e decisa. Così l'avevamo conosciuta in un altro strarodinario viaggio in Russia sul fiume Volga, dA Mosca a Sampietroburgo.
Fu una decisione avventata che si è rivelata poi straordinaria.
Le isole Solovki appartengono alla Russ.ia e a quei tempi (anno 2007) erano aperti a tutti coloro che avevano il coraggio di avventurarsi fin lassù. La storia racconta di loro come le 'isole del martirio' dove fin dai primi anni del bolscevismo in Russia (dal 1917 in poi) venivano deportati i borghesi russi, gli intellettuali, i religiosi, russi e stranieri. Chi veniva internato in quelle isole si pensava finito:  lì era stata pensata e messa a fuoco una teoria,  quella del lavoro 'deportato'. Un deportato infatti non era un peso ma una risorsa per lo stato, proprio come un cavallo, una bestia. Lì sono morti in tanti.....In questo viaggio ci è stato dato anche di visitare la famosa isola  di Kizhi. nel lago  Ladoka: Nel primo viaggio in Russia, navigando sul Volga da Mosca a San Pietroburgo era prevista anche la visita a questa isola ma per il mal tempo  è rimasta 'fuori' dal programma. Ci siamo andati in questo viaggio, dopo San Pietrburgo. La curiosità principale del cimitero (in russo 'pogost') di Khizi è la sua perla architettonica, la chiesa della Trasfigurazione (1714) con 22 cupole. E' stata costruita come una chiesa estiva. Si celebravano le liturgie pricnipalmente da maggio a ottobre. Accanto la chiesa dell?=intercessione. Un'sola davvero straordinari. Continuerò più avanti. Intanto pubblico alcune foto della prima tappa di quel viaggio che fu Mosca.
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Il viaggio alle isole del martirio ha avuto inizio da Mosca. Un giorno per la visita dei più significativi luoghi storici  della grande metropoli (Piazza Rossa, Cremlino con le sue chiese interne: l'Annunciazione, la Dormizione, il campanile di Ivan il grande, la campana rotta... ecc.) e poi con il treno abbiamo raggiunto Petrozavodski (la fabbrica di Pietro il grande) Una giornata intera per un trasferimento di centinaia di kilometri. Durante il tragitto esperienze davvero uniche: una mucca di un povero villaggio della Russia interna investita dal treno muore tra i binari; sistemati in cabine di un tempo con servizi per nulla adatti alle nostre abitudini occidentali, in cabine a 4 posti Il viaggio si è svolto di notte per raggiungere la capitale della Carelia, a 300 kilometri da San Pietroburgo. E tuttavia un viaggio vissuto nella gioia dell'amicizia, in attesa di arrivare, cme in sogno, lassù tra i ghiacci, all'isola . Dalla grande città (250.000 abitanti) di Petrozavoski con un pulman si segue un percorso  parallelo al canale del Mar Bianco-Mar Baltico grande opera idraulica del primo periodo stalinista realizzata col lavoro forzato dei deportatri politici. Ci si ferma a Medvezhiegorsk per un pranzo in un ristorante della vecchia Russia. Ripreso il viaggo lungo 600 kilometri su strade impossibili, mentre per kilometri immersi nella foresta vediamo sfilare boschi di betulle ai lati della strada per così dire asfaltata fino a diventare la famosa taiga russa. Un tragitto estenuante che ci lascia sfiniti. Durante questo trasferimento addirittura ci si è dovuti fermare lungo la 'infinita strada deserta' perchè accanto al suo pulman, sull'erba era steso morto l'autista. Un gran daffare per risolvere il doloroso caso.  Immersi nella taiga russa  ci  si ferma prima  sul canale Belomer e poi al SandormokhMemorial dove furono trucidati 1200 prigionieri delle isole Solovki. Si arriva quindi a Kem, centro portuale del Mar Bianco (6000 abitanti) divenuto tristemente famoso negli anni venti come lager di smistamento per il isole Solovki. A Kem ,  un villaggio fatiscente, tra contadini e casupole della vecchia Russia. passiamo  una notte in uno straordinario albergo nuovo dove a mezza sera è mancata l'acqua e dove i più fortunasti hanno assistito a un' aurora boreale, un cielo affascinante, uno spettacolo di natura inatteso e sconvolgente. Al mattino il gruppo si imbarca su un rimorchiatore di nave (non su una nave!) per attraversare il Mar Bianco e giungere  all'isola grande delle Solovki.
La navigazione con un mare piuttosto agitato si è svolta in condizioni disastrose: pigiati all'interno dell'unico locale del rimorchiatore, sotto le valigie e sopra, seduti,noi tutti. Fuori il freddo della navigazione : sul ponte guardavo con ansia lontano per intravvedere le isole. Passavano le ore, terribili, nella paura ...finchè da lontano una striscia di terra con il suo Cremlino sporgente su tutto l'abitato e sul lucente mare  è uscito alll'orizzonte ...finalmente. Eccole! Riprenderemo il racconto tra qualche giorno. Intanto pubblico alcune fotografie dell'esperienza che abbiamo fatto.
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La sistemazione fu un'altra sorpresa. Il gruppo abituato agli hotel da 4 - 5 stelle si è trovato in 'ostello' della gioventù, con pochissime camere e pochi servizi. Una reazione molto educata da parte di tutti, ormai rassegnati al peggio ha permesso alla nostra guida Gabriella un ìfulmine di guerra, di procurare un hotel in costruzione quasi al centro dell'isola. Uno splendida accoglienza con ragazze russe in costume, in camere odoroso di faggio e pini, in un caldo amabile che ha riempito di gioia tutti quanti. Sistemati abbiamo potuto organizzare la nostra permanenza in quella meravigliosa isola, 'l'isola dei gabbiani bianchi e dei monaci neri' Siamo stati portati in un luogo di un eccidio di prigioneri politici in mezzo a una vegetaz<ione selvaggia.  All'indomani  su un...veliero (!) abbiamo raggiunto l'isola dei santi  e attraversando una paurosa palude abbiamo raggiunto una chiesa in ricostruzione assieme a un pellegrinaggio di russi guidati da un anziano pope su un carretto trascinato da cavalli. Una straordinaria avventura: dall'alto della collina su quell'isola si poteva contemplare un paesaggio eccezionale: foreste e foreste che circondavano numerosi laghi disseminati daull'isola. Di ritorno sempre 'impaludati, una sosta sulla bianca spiaggia in un clima di felicità indescrivibile. Avevamo preso cosicenza di  essere protagonisti di quaclosa di unico...Il ritorno all'isola maggiotre avvenne a sera. E al vespero siamo entrati conla guida nel mastodontico cremlino; una muragli di 6 chilometri conotto torri, in evidente stato di degrado dal quale tenta di risorgere grazie ai recenti restauri dal 1990 : le cattedrali al suo interno, quella ldella Trasifigurazione e quella della Trinità, le chiuese della Dormizione, dell'Annciniazione, di San Nicola e Filippo. Entrati in una cdiu quest stupende chiese abbiamo assistio a una celebrazone eucarisdtica tenuta dai monaci. davvero personaggi 'giganti' davanti a una impressionante iconostasi ,   formata da decine e decine di iconi della scuyola di Rublev.  Uno stupore ci ha preso. Imprevedibile spettacolo. La sera scendeva sull'isola e noi all'interno del Cremlino conitnuavamo la visita  passando per il gigantesco refettorio, le gallerie e gli edifici necessari alla vita  della comunità Essa è ripresa quando iniziarono i lavori di restauro negli anni 1990. Ma c'era ancora molto da fare.
Ho dimenticato di narrare l'impressione che ci  ha fatto  la visita  a quella che fu una chiesa e nel contempo un faro ma che durante l'epoca  del gulag divenne una paurosa prigione, visitata tra l'altro da Gorghj che al rtorno a Mosca ebbe il coraggio di definire quel carcere un luogo di recupero dei borghesi russi. Accanto la famosa scala della morte, da dove venivano gettati i prigioneri in fin di vita.
Ricordo infine che una sera all'hotel la nostra guida ci fece una straordinaria sorpresa: ci portò l'autore del libro 'Le isole del martirio. Da monastero a primo lager sovietico' do Juris Brodskij che ci intrattenne in una conversazione commovente delle vicede del gulag su quell'isola.
Alla fine ripartiamo ancora su quel rimorchiatore con un tempo non proprio favorevole e con la permenente sensazione di trovarsi in un pericolo reale. Finalmente giungiamo a Kem da dove prendiamo un treno per Sanpietroburgo. Ci arriviamo all'alba. L'agenzia russa aveva capito di aver commesso enormi errori e ci fece una straordinaria accoglienza: di primo mattino,  ci portò in visita della splendida città di Pietro il grande sul battello, ci portò   in  a colazione infine veniamo portati nel piùàù grande hotel di Sanpietroburgo dove - sorpresa ultima e straordinaria - ogni coppia del nostro gruppo venne ospitata in eleganti suite....Una risata collettiva perchè ciascuno pensava di essere stato l'unico fortunato a trovarsi nella splendida Suite. Siamo rimasti un giorno nella città per fare visita alla parrocchia di Maria Assunta, presso il Seminario diocesano di Sanpietroburgo dove parroco era Don AStefano che ci ha accolto e dove abbiamo celebtrato l'Eucaristia. Un incontro che ha rinsaldato i rapporti di comunione ecclesiale in atto da tempo.  In Sanpietroburgo poi l'agenzia ci ha offferto una serata meravigliosa, lussuosa, tra canti e balli russi, in locale straordinariamente interessante ed elegante...Davvero tutto finiva...in gloria! Non ci rimaneva che tornare a casa. Avevamo da raccontare qualcosa di unico. Il viaggio rimane nella memoria di chi l'ha vissuto come una delle esperienze della vita davvero straordinaria. Sull'aereo, aprendo il 'Corriere della sera' vi abbiamo trovato un ampio servizio proprio sulle isole Solovki. Ci siamo guardati in faccia tutti: davvero eravamo stati in un luogo unico al mondo , dove riprendeva la vita religiosa e dove era stata scritta una lunga storia di fede, nel martirio della testimonianza. Oggi le isole Solovki sono meta di turimo e di pellegrinaggio. Infatti la seconda piccola isola, dove siamo stati immersi nela palude ora è aperta solo ai pellegrini che a piedi raggiungono la chiesa completamente restaurata sulla collina al cuore dell'isola dei santi.
Un racconto. Un momento della nostra storia....

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dassi mario | Risposta 09.04.2012 20.59

Di tutti i viaggi (tutti bellissimi) questo è quello che ha inciso in modo incaccellabile il mio stato d'animo con emozioni irripetibili. Niente potrà cancellar

adriana | Risposta 31.03.2012 20.38

viaggio unico e indimenticabile!

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