DAL 1 LUGLIO

AL 31 DICEMBRE 2015

Mercoledì 1 luglio 2015

Nei primi giorni di luglio ho pensato di ricercare nei ''pensieri' di Edith Stein, Santa Teresa della croce, il suo modo di vivere l'esperienza cristiana. Cercherò alcune delle sue espressioni sui temi che le sono cari: la fede, l'Eucaristia, il rapporto con Dio,  il Crocifisso...Così ogni giorno, educato da Lei nel mio cammino quotidiano verso quel 'portone' che Lei           ricorda a Heidegger, sarò aiutato a sostenere la fatica della mia vita spirituale. Questi miei pensieri infatti segnano le mie esperienze spirituali. Comincio oggi, dunque, questo percorso scegliendo come tema su cui riflettere, la fede. Ho cercato a lungo, alla fine mi sono servito di un libretto delle edizioni OCD (2009) dal titolo 'Pensieri'. Uno di questi libretti è riservato proprio a Santa Teresa della Croce (altri raccolgono pensieri di Santa Teresa di Gesù Bambino, San Giovanni della croce, Santa Teresa, ecc.)..

"La fede è una conoscenza  oscura: ci porta sì, alla conoscenza di qualche cosa, ma questo qualcosa non arriviamo a vederlo. Ecco perchè dobbiamo dire che anche il fine che noi raggiungiamo battendo la via della fede è anch' esso una notte. Dio sulla terra, anche nell'unione estasiante. ci resta nascosto. L'occhio del nostro spirito non è assolutamente in grado di sostenere la sua sfolgorante luce, per cui annaspiamo come nel buio"

Edith sa che il desiderio di arrivare a 'vedere' Dio sarà l'esperienza ultima che Dio stesso ci darà. Ma questo desiderio è nel cuore di chi ha riposto nel mistero di Dio il senso della propria vita. Ne consegue che non si spegnerà mai finchè ci sarà dato di vivere. Dice il salmista: "Quando verrò e vedrò il volto di Dio?" Vorrei davvero vivere queste ore   sospirando l'incontro.

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Giovedì 2 luglio 2015

Su questo tema Edith ha scritto molto. Sembra che  la sua conversione sia in realtà non tanto un evento isolato anche se fondante la sua nuova vita, ma qualcosa che poi le fa vivere l'adesione a Cristo, nella fede granitica in Lui, crocifisso e risorto, come qualcosa che la fa vibrare ogni giorno.  Un suo pensiero ci è di aiuto: "La fede fornisce all'intelletto una conoscenza certa ma oscura. Infatti ci mostra Dio come inaccessibile, come essere incomprensibile e infinito di fronte al quale ogni forza naturale crolla. Ed è proprio per questo che la fede riconduce la ragione al suo nulla intrinseco: alla costatazione della propria impotenza e della grandezza di Dio"

Non dimentico che Edith è una filosofa. Non posso allora dimenticare che ha usato della sua intelligenza sia nella ricerca della verità (il tema dell'empatia sarebbe interessante riprenderlo), sia nella sua vicenda umana a stretto contatto con il suo maestro Husserl. Sentirla affermare che l'intelligenza non è assolutamente in grado di arrivare a 'svelare' Dio mi impressiona. Sono solito nel mio piccolo, parlare di Dio usando il termine 'Mistero'. Anche perchè sono dello stesso parere di Giovanni, l'evangelista: "Nessuno mai ha visto Dio". Il Mistero diventa 'Presenza' nella persona di Gesù. Qualcuno ha detto di Lui che Egli è il volto umano di Dio. Certo che fa impressione ciò che Lei dice: "....la fede riconduce la ragione al suo nulla intrinseco...". Ella scopre che l'intelligenza e la ragione umana sono un nulla davanti al Mistero di Dio: Egli si farà conoscere non soltanto a chi lo ha cercato per tutta la vita, ma anche alla donnina che ogni giorno passa alla Chiesa in preghiera le prime ore della sua giornata...anche a chi non si è mai posto alcuna domanda sul Mistero....Sì, Dio si è rivelato all'uomo storico. E' vero. Possiamo intravvederLo appena appena (Cfr l'episodio di Msè sul monte) Ma si 'svelerà' pienamente  nell'ultimo  giorno della nostra vita e del mondo!

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Venerdì 3 luglio 2015

Non mi sono mai soffermato sulla fede in Dio Padre e nel Figlio suo Gesù. L'ho predicata tante volte senza pensare che molte persone si trovano nel dubbio e in difficoltà di fede. Il  mio 'credere' è cresciuto con me,dai primi giorni  della mia vita ad oggi, senza turbolenze spirituali, senza interrogativi, senza fatica. Credo che questo sia un 'regalo' di Dio. Non ne ho alcun merito, di certo. Se mai potrei chiedermi come e in quale misura questa 'fede  semplice ma sicura' abbia inciso sul mio quotidiano, attraversando le stagioni della vita.  Dovrei chiedermi, ad esempio, se a questa fede debbo la mia 'identità spirituale' di sacerdote. Rivedendo gli anni delle scelte, mi pare di cogliere che tutto è avvenuto  come se qualcun Altro  si occupasse di me e mi portasse là dove Lui mi voleva.Una fede mediante la quale ho vissuto il mio tempo in un Dio che non conoscevo bene ma che mi aveva preso per se. Per la verità ho lasciato fare quello che voleva di me. E' una strana sensazione: non ho avuto bisogno di ragionare molto per giungere alle conclusioni che ora mi ritrovo'. E se non avessi avuto questa fede semplice, serena, sicura la mia vita  avrebbe avuto un corso diverso. Lo riconosco!....

Torno a Edith: "E' una grazia il nostro raggiungere il messaggio della fede, verità rivelata da Dio. E' una grazie quella che ci dà la forza di accogliere il messaggio della fede e di divenire credenti  anche se lo dobbiamo poi condurre a termine con un atto di libera determinazione".

Qui Edit parla di se stessa, della sua conversione, del suo misterioso e personale incontro con Dio 'creduto' e poi 'amato di un amore totale. Ma vale anche per me, soprattutto là dove Lei dice che alla fede però deve seguire  un impegno per stare nella fede conducendola al suo termine.

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Domenica 5 luglio 2015

Ancora una riflessione sulla fede. Sempre sollecitato dal 'pensiero' di Edith sul tema del 'credere'. Capisco che  credere è un 'modo di intendere, di conoscere, di vivere'. Qualche volta ho pensato se la fede riesce a convincermi di come si concluderà questa mia vita. Credo che solo allora, quando si chiuderà 'la porta' dietro le mie spalle vedrò la verità sulla mia umana esperienza. Come per giorni ho cercato il pensiero di  Edith sulla fede, anche oggi mi sono fermato su questa lettura della 'sua' vita: "Il credente sa che esiste Dio il cui sguardo non è limitato da nessun orizzonte. Uno che tutto abbraccia e tutto compenetra. Chi vive nella certezza di questa fede, sente in coscienza di non potersi più accontentare della propria scienza  (Edith è una pensatrice!), pur vasta che sia : deve necessariamente sforzarsi di conoscere ciò che è giusto agli occhi di Dio".

Insomma è vero, assolutamente vero, che la nostra vita è una ricerca di Dio. Si svolge tra errori e deficienze.Gurdandomi d'attorno vedo uomini e donne che, al di là della loro fede in Dio  e in Cristo, corrono verso beni terreni anche nobili e giusti. Ma presto  sono condotti a riconoscere che non valgono una vita.....Ciò che Edith mi suggerisce oggi dunque è di  re-impostare  i miei giorni cercando 'ciò che è giusto agli occhi di Dio'. Per la verità, giunto a questi anni questo relativizzare i miei desideri non dovrebbe costarmi tanto. Mi sarà allora più facle, per la fede che professo, avvicinarmi al 'Mistero' per cercare di conoscere le sue attese su di me e il bene che mi ha preparato,se....

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Martedì 7 luglio 2015

 Edith Stein ha scelto il Carmelo. E' una carmelitana. La sua vicenda umana  dopo  una lunga ricerca è giunta  a immergersi nel 'discorso spirituale radicale'. Nel Carmelo Edith, seguendo Madre Teresa di Gesù, ha vissuto esperienze di preghiera fino a  conoscere (nel senso biblico) un rapporto mistico con Cristo. per questo di Lei si dice che è anche una mistica. Ancora non conosco episodi di questo genere  negli scritti di pensatori, religiosi, teologi che si sono sforzati di entrare nel suo mondo interiore. Sempre servendomi del libretto 'Pensieri' ho letto: "Dopo un lungo allenamento nella vita spirituale, l'anima non ha nemmeno più bisogno di meditare per conoscere Dio ed imparare ad amarlo. La strada l'ha già fatta e anche lasciata assai indietro: ormai riposa al traguardo. Non appena si mette in orazione, essa è già accanto a Dio cullandosi nell'abbandono amoroso in sua presenza. Il suo silenzio è a Lui più caro delle parole".  Chi ha letto 'Il castello interiore' di Santa Teresa d'Avila oppure la sua autobiografia ritrova qui , in questi pensieri di Edith Stein, fatta monaca carmelitana, la verità del suo insegnamento.

Teresa della Croce ha sperimentato quanto Teresa di Gesù aveva scritto per le sue monache (e per i suoi confessori). E' una 'mistica'! Di solito quando ci si avvicina a un 'santo' ci accontentiamo di  conoscerne la vita. Si cerca di fare proprio il suo insegnamento per quanto possibile. Difficilmente un santo amato finisce per diventare 'amico' di strada. Difficilmente la sua parola  è sufficiente ad inoltrarci nel suo mondo interiore....Lui rimane il santo... io uno che ricerca un  modo di vivere una spiritualità 'vera. Leggendo questo pensiero di Edith mi sono sentito guidato nell'orazione in un mondo sconosciuto che si è aperto quasi per caso. Il mondo di Edth così come lo descrive con poche parole in questo pensiero. Ho desiderato la gioia 'dell'incontro amoroso' alla  'Sua presenza' e cerco di metterni nell'orazione così come ne ha parlato Madre Teresa di Gesù. Mi sia perdonata questa confidenza.

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Giovedì 9 luglio 2015

Ritorno ancora  a Edith cercando di cogliere nel suo 'Pensiero' cosa era per lei l'emozione mistica: "La fiamma della vita divina tocca l'anima con la tenerezza  di Dio e la ferisce nel suo più profondo intimo con tanta forza da provocarne la liquefazione in amore. Tutto ciò avviene nel centro più profondo dell'anima ove nè il demonio nè la sensibilità possono penetrare, per cui è un'azione indisturbata, sostanziale e piacevolissima"

Edith cerca qui di condurci al cuore dell'esperienza dell'estasi mistica. Uno stato 'personale' libero da ogni condizionamento umano (il demonio...la sensibilità)  dove si sviluppa l'azione misteriosa e tenerissima di Dio che 'entra' nell'anima 'Edith usa qui una parola 'strana' per parlare  di un 'evento interiore: la liquefazione in amore!

E' precisa e limpida la parola di Teresa  di Gesù in questa confidenza di Edith. Penso a Lei quando nei conventi dove ha vissuto la sua vita di carmelitana come abbia accolto il suo Signore vivendo con Lui una relazione amorosa. E' ancora difficile capire tutto questo. Lo riconosce perfino Teresa di Gesù. Qui mi pare stia il 'misticismo' di Santa Teresa Benedetta della Croce.

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Venerdì 10 luglio 2015

  Sono cocciuto. Tento, leggendo i suoi 'Pensieri' di comunicare con Lei, l'Edith dei miei giorni giovani. Sento che pure Lei desideri che la conosca meglio. Beh...se non sono troppo presuntuoso, si tratta di un'esperienza empatica, di cui ha scritto tanto ai tempi del suo rapporto con il maestro Husserl. Mi spiegherò più avanti come in questa relazione con Edith si realizzi una conoscenza empatica. Intanto una sua confidenza mi ha notevolmente interessato. Essa scrive: "Il riposarmi in Dio in seguito al venir meno dell'azione per mancanza di energia vitale (?) è qualcosa di totalmente nuovo e straordinario.  Al posto del silenzio di notte subentra ora il sentimento del nascondimento.. Nell'abbandono a questo impulso una nuova vita comincia un poco per volta a riempirmi. Questa corrente vivificatrice appare come conclusione   di un'attività che non è mia".

Come non cogliere in questa confidenza il misticismo di Edith? Ella è una mistica: ha raggiunto in vita l'incontro amoroso con il suo Signore al quale attribuisce tutto ciò che Le è concesso di vivere. Il mistico rivela una presenza misteriosa ma reale nell'intimo dell'anima del mistero del Dio vivente e amante.

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Domenica 12 luglio 2015

Alle volte scorro facebook. E sovente trovo 'aforismi' interessanti che alcune persone 'gettano' a chi ama questo 'luogo virtuale' per impostare un 'provvisorio contatto con qualcuno che però non si conosce! Raramente mi sono imbattutto in citazioni  di tipo religioso...Credo non facciano parte degli interessi delle persone.  Aforismi di persone importanti, filosofi, poeti, scrittori, studiosi d'arte, psicologi, politici, possono far pensare, pssono anche essere piacevoli....ma non toccano l'anima di chi   li legge. Forse ci si ferma un poco per pensare il 'detto', poi si passa oltre. Citare invece un'esperienza religiosa (non dunque un semplice aforisma) può  provocare una ricerca personale... ovviamente se non si è superficiali. Ho trovato questi aforismi 'spirituali' nel sito di Zenit. Il sito si  apre infatti ogni giorno con un aforisma.

Ma perchè questa  apertura, oggi?  Una risposta potrebbe essere questa: in questi giorni ho meditato sui 'Pensieri' (aforismi spirituali) di Edith  Stein. Ho seguito due piste: la fede e l'esperienza mistica di questa donna intelletuale e santa. Oggi però co ndivido un suo pensiero perchè illumina il mio quotidiano: "Mettiamo le nostre mani nelle mani del Figlio di  Dio, pronunciamo il nostro 'sì' in risposta al suo 'seguimi' e allora saremo una cosa sola e la sua vita divina potrà traboccare liberamente in noi".

C'è stato un giorno nella mia vita quando gridai ad alta voce: "Eccomi" perchè Qualcuno in nome di Dio mi aveva detto 'Seguimi'. Arrivato a questo oggi non mi rimane che 'mettere le mie mani in quelle del Figlio di Dio, Gesù. e lasciare che Lui operi nella mia anima. Possa la sua Presenza rendermi sereno e felice.

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Lunedì 13 luglio 2015

E' sempre Lei a suggerirmi 'pensieri' di fede. Il giorno si apre meditando un 'Pensiero' di Santa Teresa Benedetta della Croce: "Le anime sono custodite  gelosamente nel cuore di Dio e ciò che della  nostra anima  crediamo a volte di capire è pur sempre un riflesso di  ciò che resterà il segreto di Dio fino al giorno in cui tutto verrà alla luce: La speranza in questa futura rivelazione mi dà una grande gioia"

Quanta fatica per arrivare a un'idea di se stessi.  Mi ritorna spesso alla mente la famosa frase greca: "Conosci te stesso" sul tempio di Apollo a Delfi. Sembra che volesse invitare gli uomini a riconoscere la propria limitatezza e la propria finitezza. Non ci riusciamo: siamo creatura con 'un'anima' dove nel suo abisso è nascosta la verità su di noi. Edith mi chiede di pensarmi in Dio: la mia anima è conosciuta fin nelle sue misteriose profondità solo da Lui. E ciò che sappiamo di noi stessi, dice Edith, ne è solo un riflesso, un riflesso della conoscenza che Dio ha di noi. Sicchè non mi rimane che attendere quel giorno quando il Signore ' mi rivelerà' la verità della mia persona, della mia  anima. E dunque  vivo i giorni nell'attesa di tutto questo: e ci sta la speranza di arrivare a quel giorno. Perchè vorrei anch'io essere felice come dice Edith. E' questo uno spunto per mettermi in preghiera nell'umiltà della mia pochezza chiedendo al Signore di rivelarmi a me stesso....e sarà quel giorno!

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Mercoledì 15 luglio 2015

Sarà un giorno speso per capire questo pensiero di Edith: "Possiamo costatare ogni giorno quante cose sbagliate di ciò che credevamo e di ciò che abbiamo imparato. Ed è utile fare una simile costatazione perchè ci si rende conto che non possiamo fidarci di noi stessi e che saremmo perduti se un Altro che vede meglio e più lontano, non si curasse di noi".

Mi basterà il giorno per capire?

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Venerdì 17 luglio

Mi accontento di 'vedere' Santa Teresa Benedetta...E penso alla bella statua che la ritrae e  che che ora si trova nella delicata e semplice edicola nella Prepositurale di Lissone

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Domenica 19 luglio 2015

Oggi Edith mi invita a scorpire la motivazione di fondo, originale, del mio essere prete. Per anni mi sono pensato prete per il ministero che svolgevo  nei contesti pastorali più diversi. Oggi Edith mi chiede invece di arrivare a capire che il mio impegno pastorale - il mio apostolato - ha all'origine una 'certezza:  l'amore che Gesù ha per me e che io, pur povero e peccatore, porto a Lui.  Il pensiero 83 dice: "L'amore di Cristo non conosce limiti, non finisce mai, non si ritrae davanti a bruttezze e sporcizia,. Egli è venuto per i peccatori e non per i giusti: E se l'amore di Cristo vive in noi, dobbiamo fare come Lui e metterci alla ricerca della pecorella smarrita".

Un prete 'resiste' nella sua dedizione al Cristo e alla sua Chiesa solo se 'sta' in relazione di fede e di amore con il suo Signore. Crede nell'amicizia che Cristo gli porta e, pur peccatore, tenta e si sforza di stare con Lui nell'amicizia. Quando questo rapporto tentenna o addirittura termina, il cuore del prete si apre alla ricerca e all'accoglirenza di qualcosa d'altro, di un altro amore. Il ministero del prete è dunque soprattutto un dedicare tutto se stesso all'incontro con gli altri per donare loro la ricchezza della verità e della misericordia di Dio. L'apostolato dunque ha solo un'origine: l'amore personale per Cristo. Devo ricordarmi di questo quando penso a un sacerdote a me caro che 'ha lasciato' per una donna. Di certo l'amore per Gesù non gli è venuto meno. Ma a certo punto non è stato così importante e decisivo da permettergli di confermarsi in Lui. Il suo cuore ha desiderato un altro affettto.

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Martedì 21 luglio 2015

E' nella mia natura cercare di far capire a chi soffre, per motivi diversi, che gli sono vicino condividendo la sua sofferenza. Il ministero della 'consolazione' mi ha preso tanto nella vicenda del confessionale: lì nel nome di Cristo ho perdonato  tanti peccati. Ma lì soprattutto ho cercato di comunicare la misericordia e la vicinanza del Signore a persone nel dolore. Anche a malati sul letto di morte.... Credo che faccia parte e ne abbia tanto questa condivisione personale al mistero del dolore intravisto negli altri. Edith Stein, al pensiero 14 (dei 212 del libretto 'Pensieri') scrive: "Dobbiamo imparare a vedere gli altri portare la croce e non potergliela togliere. E' più difficile che portare la propria, ma non possiamo evitarlo".

Ne ho fatto l'resperienza. Purtroppo questa insolubile difficoltà a unirsi 'fisicamente' a coloro che portano la croce, spesso termina con una sofferta impotenza che può condurre alla rassegnazione. Il dolore che vedo in una persona amata  è suo....Non possiamo pensare di essere in grado di allievarlo se non con gesti e parole di delicata tenerezza.

1 settembre 2015

Mi vergogno per la mia pigrizia. E' dal luglio scorso infatti che non metto per iscritto i miei pensieri, soprattutto il pensiero  che apre il giorno. Succede infatti che iniziando il giorno dopo la breve preghiera alla Madre del Signore: "Inviolato fiore, vergine purissima, ecc" sto raccolto per cogliere il primo pensiero che attraversa la mia mente. E se questo non succede allora appena possibile ricorro a testi diversi ....

Oggi invece ho potuto avvertire il pensiero del nuovo giorno ricorrendo, oggi 1 settembre, la mia 'destinazione' al pensionamento pastorale di quattro anni fa. Se ho vissuto un giorno di graditutine quando ho compiuto gli anni - il 22 agosto scorso, e sono tanti davvero, per dono del Signore - oggi mi nasce dentro l'anima un sentimento di lode al Signore per tutto quello che mi ha condotto a vivere nel ministero pastorale in tanti anni e nel contempo mi ha introdotto in un  felice tempo di   riposo dove mi è possibile  vivendo  la mia dignità di prete in un modesto ministero nelle comunità locali, gustare la gioia della conoscenza.

E' così che il giorno che si è aperto, al quarto anno del mio pensionamento, è un giorno di grazia: mi è possibile infatti comprendere quanto sia stato delicatamente amato..... Grazie Signore!

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Lunedì 5 ottobre 2015

Ma che vergogna! Un'altra volta. E' dal 1 settembre che non 'penso' al mattino...il pensiero del giorno. No, per la verità. Questo non è vero. Un poco per pigrizia un poco per difficoltà personale, un poco per giorni vissuti altrove sono arrivato ad oggi per scoprire un lungo tempo di un silenzio su questo sito....

E' ora di riprendere in mano..la penna e ricomiciare a narrare il mio vissuto...in tempo reale.

Cercherò, questa volta di rimanere fedele a questo proposito. Ma ho qualhe timore...segno di una stanchezza anche mentale propria degli anni che vivo.

In settembre ho vissuto giorni 'culturali e amicali davvero  interessanti: il viaggio in Spagna, in particolare ad Avila (Santa Teresa) e nell'andalusia. Tornato stanco ma sereno...Mi sono ripreso e pochi giorni dopo ho ripreso la macchina e con le mie 'pulzelle di casa' ho raggiunto anche quest'anno Chiavari per un tempo di  vacanza. Ed ora ho ripreso il mio ministero nella comunità pastorale cittadina nella misura del possibile, ovviamente. Ed eccomi allora a  inserire in questa paginetta il 'mio pensiero' quotidiano.

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Mercoledì 7 ottobre 2015

Mi sono ripromesso di seguire da vicino i lavori del Sinodo dei vescovi sulla famiglia, in corso a Roma con il Santo Padre. Il documento preparatorio elenca tutte le questioni relative al tema della famiglia  che oggi il Papa ha definito la 'Carta costituzionale della Chiesa'.  I mass media pare che portino un interesse particolare anche perchè ci sono sul tappeto scelte pastorali davvero 'critiche'. La vita della gente anche se in modo caotico si svolge 'dentro' una comunità di affetti come la famiglia e lì oggi, nel tempo di 'profonde mutazioni dei costumi e del pensiero etico, emergono prepotentemente aspetti e problematiche davvero provocatorie nei confronti della dottrina della Chiesa. Raccolgo allora la riflessione che il Papa ha rivolto alla gente nell'udienza di quest'oggi in Piazza san Pietro: "«lo “spirito famigliare” è una carta costituzionale per la Chiesa», il Papa ha constatato come «uno sguardo attento alla vita quotidiana degli uomini e delle donne» mostri in modo immediato «il bisogno che c’è ovunque di una robusta iniezione» di tale “spirito”. Ha chiuso poi la sua piccola omelia invitando tutti i presenti a pregare per i padri sinodali e per la diffusione dello 'spirito famigliare' nella realtà della famiglie del tempo presente.

«lo “spirito famigliare” è una carta costituzionale per la Chiesa», il Papa ha constatato come «uno sguardo attento alla vita quotidiana degli uomini e delle donne» mostri in modo immediato «il bisogno che c’è ovunque di una robusta iniezione» di tale “spirito”. - See more at: http://www.osservatoreromano.va/it/news/carta-costituzionale-della-chiesa#sthash.talyr52Z.dpuf

 

«lo “spirito famigliare” è una carta costituzionale per la Chiesa», il Papa ha constatato come «uno sguardo attento alla vita quotidiana degli uomini e delle donne» mostri in modo immediato «il bisogno che c’è ovunque di una robusta iniezione» di tale “spirito”. - See more at: http://www.osservatoreromano.va/it/news/carta-costituzionale-della-chiesa#sthash.talyr52Z.dpuf

 

«lo “spirito famigliare” è una carta costituzionale per la Chiesa», il Papa ha constatato come «uno sguardo attento alla vita quotidiana degli uomini e delle donne» mostri in modo immediato «il bisogno che c’è ovunque di una robusta iniezione» di tale “spirito”. - See more at: http://www.osservatoreromano.va/it/news/carta-costituzionale-della-chiesa#sthash.talyr52Z.dpuf