Un martedì del tempo pasquale, dopo la domenica in albis

SANTA FAUSTINA KOWALSKA

e la 'domenica della divina misericordia' (San Giovanni Paolo II)

Non conoscevo questa vicenda umana sfociata nella canonizzazione, ossia al riconoscimento da parte della Chiesa della santità di una giovane donna polacca: Faustina Kowalka.Sapevo che  San Giovani Paolo II  aveva una devozione particolare per lei a motivo del messaggio che Lei ha dato al mondo sulla misericordia di Dio. So anche  che il Santo Padre decise di suscitare una fiducia profonda nel popolo cristiano dedicando la 2 domenica di Pasqua alla 'Divina misericordia'. Nelle comunità  sorsero moli gruppi  di cristiani che cercavano di  praticare la devozione suggerita dalla religiosa polacca. Si  può anche vedere il ritratto del Signore Gesù così come l'ha descritto  Suor Faustina.

Confesso che a questa persona raggiunta personalmente dal Signore Gesù non ho riservato particolare attenzione. Nelle mie comunità sapevo di gruppi che si ritrovavano in preghiera davanti a quell'immagine che oggi è molto diffusa, emblema di una 'misericordia' infinita e gratuita.

Papa Francesco - proprio in questi giorni - ha ufficialmente indetto 'il giubileo della miericordia'. Bisognerà che segua gli eventi con premurosa attenzione al servizio di coloro che hanno il coraggio di leggere queste pagine del mio piccolo 'cos', il sito!

E' bene allora che 'riprenda in mano' questa vicenda religiosa e umana: si tratta di una  giovane donne e dei suoi affetti...immersa in un contesto difficile da interpretare, ma di certo vissuto in maniera intensa Oggi si cercano 'gossip' sulle cosidette 'belle donne' del nostro tempo. Riconoscere la bellezza 'fisica' è come contemplare un fiore. Ma si sa un conto e vedere e un conto è guardare. Ecco davanti a Suor Maria  Faustina vedo una 'Presenza' misteriosa che cerca di convinvere questo uomo così refrattario ai suoi destini eterniche Dio, il  Dio del mistero e della vita, il Dio di Gesù, il Cristo, è misericordia. Con altre parole Giovanni, il giovane  discepolo del Signore, da lontano  nei secoli  ha confessato il mistero di  Dio scrivendo: "Dio è amore". Intendo prima di tutto conoscere Santa Faustina, prendendo notizie nel web. E poi se ci riesco cercherò di capire il rapporto tra questa giovane suora e San Giovanni Paolo 2!

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Santa Maria Faustina Kowalska

 
 

 

 

Nascita

Głogowiec, Polonia, 25 agosto 1905

Morte

Cracovia, 5 ottobre 1938

Beatificazione

18 aprile 1993

Canonizzazione

30 aprile 2000

Santuario principale

Santuario della Divina Misericordia a Cracovia

Ricorrenza

5 ottobre

Maria Faustina (in polacco Maria Faustyna) Kowalska, al secolo Helena Kowalska (Głogowiec, 25 agosto 1905Cracovia, 5 ottobre 1938), è stata una religiosa polacca, appartenente alla congregazione delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia, propagatrice della devozione a Gesù misericordioso; nel 2000 è stata canonizzata da papa Giovanni Paolo II. Mistica e veggente, viene venerata in tutto il mondo come l'Apostola della Divina Misericordia e nel suo Diario Gesù le usa l'appellativo di "Segretaria della Divina Misericordia".

Biografia

Nacque in Polonia da Marianna Kowalska e Stanislao Kowalski, terza di dieci figli, fu battezzata con il nome di Elena nella chiesa parrocchiale di San Casimiro.

La famiglia era molto religiosa ed Elena fu educata cristianamente. La sua vocazione religiosa si manifestò fin dall'età di sette anni. Poté frequentare una scuola solo per poco più di tre anni. Ancora adolescente lasciò la famiglia per lavorare come domestica ad Aleksandrów e a Łódź, provvedendo così al proprio sostentamento e aiutando la famiglia.

A 18 anni chiese ai genitori il permesso di entrare in convento, ma la famiglia necessitava del suo aiuto e quindi non acconsentì.

Faustina cercò di ubbidire ai genitori e partecipò alla vita mondana trascurando le ispirazioni interiori della grazia. Nel suo Diario racconta che un giorno mentre era ad un ballo insieme alla sorella ebbe una visione di Gesù flagellato che le disse: «Quanto tempo ancora ti dovrò sopportare? Fino a quando mi ingannerai?»[1]. Subito dopo si decise per la vita religiosa.

Dopo essere stata respinta da molti conventi, finalmente, il 1º agosto 1925, fu ammessa nella Congregazione delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia a Varsavia. Il 30 aprile del 1926 iniziò il noviziato ricevendo l'abito e il nome di "Suor Maria Faustina".

Nella Congregazione visse tredici anni, soggiornando in diverse case, in particolare a Cracovia, Płock, e Vilnius. Ebbe due direttori spirituali: don Michał Sopoćko, a Vilnius, e padre Giuseppe Andrasz S.I. a Cracovia. Svolse mansioni di cuoca, giardiniera e portinaia e osservò fedelmente la regola religiosa. Adottò uno stile di vita severo e i digiuni indebolirono la sua salute, già cagionevole. Si ammalò di tubercolosi e dovette essere ricoverata due volte in un sanatorio vicino a Cracovia. Di carattere riservato, visse un'intensa vita mistica, senza esteriorizzarla.

Nel 1938, in un dialogo con il Signore, si lamenta che la sua congregazione non ha nemmeno una santa e riceve questa risposta: "...Tu la sei" (Diario 1650).

La morte la colse "nel giorno della sua crociata" il 5 ottobre dello stesso anno a Cracovia, alle ore 22:45, all'età di 33 anni.

 

Gli anni della sua vita religiosa abbondarono di grazie straordinarie: le rivelazioni, le visioni, le stigmate nascoste, la partecipazione alla passione del Signore, il dono dell'ubiquità, il dono di leggere nelle anime, il dono della profezia e il raro dono del fidanzamento e dello sposalizio mistico. Il contatto vivo con Dio, con la Madonna, con gli angeli, con i santi, con le anime del purgatorio. Malgrado il dono di tante grazie straordinarie scriveva nel "Diario": "Né le grazie, né le rivelazioni, né le estasi, né alcun altro dono ad essa elargito la rendono perfetta, ma l'unione intima della mia anima con Dio. I doni sono soltanto un ornamento dell'anima, ma non ne costituiscono la sostanza né la perfezione. La mia santità e perfezione consiste in una stretta unione della mia volontà con la volontà di Dio" (Diario p. 380).

Beatificazione e canonizzazione

Tra il 1965 e il 1967 si svolse a Cracovia il processo informativo relativo alla sua vita e alle sue virtù, la causa fu promossa dall’allora vescovo ausiliare di Cracovia, Karol Wojtyła. Nel 1968 iniziò a Roma il processo di beatificazione che si concluse nel dicembre del 1992. Fu beatificata da Papa Giovanni Paolo II in piazza San Pietro a Roma il 18 aprile 1993 e proclamata santa il 30 aprile 2000. Le sue reliquie si trovano nel "Santuario della Divina Misericordia" a Cracovia.

Il miracolo per la canonizzazione

Per la canonizzazione della beata Faustina Kowalska, la Chiesa cattolica ha ritenuto miracolosa la guarigione di padre Ronald Pytel, avvenuta nel 1995 a Baltimora.

Padre Pytel, nato a Baltimora nel gennaio 1947, era diventato parroco della locale chiesa del Santo Rosario, che era anche santuario diocesano della Divina Misericordia.

Nel 1995 gli venne diagnosticata una stenosi aortica, con calcificazione del ventricolo sinistro. Dal momento che ogni minimo sforzo gli provocava affanno, decise di operarsi il 14 giugno dello stesso anno. L'intervento, consistente nella sostituzione della valvola aortica con una protesi meccanica, sembrava riuscito, ma un mese dopo sorsero complicazioni: comparve una sindrome post-pericardiotomica, con versamento pleuro-pericardico. A quarantotto anni gli fu vietato ogni sforzo, e gli venne consigliato di lasciare l'incarico, con una previsione inoltre di pochi anni di vita.

Padre Pytel era stato fin da bambino devoto a suor Faustina Kowalska. Nella sua chiesa si celebrava, il 5 ottobre di ogni anno, nel giorno anniversario della morte di suor Faustina, una giornata di preghiera. Il 5 ottobre 1995, al momento delle preghiere per la guarigione, alcuni sacerdoti carismatici pregarono insieme a padre Pytel, tenendo sul suo capo una reliquia dell'allora beata Faustina. A un certo punto gli fecero baciare la reliquia, e il parroco cadde a terra come paralizzato. Quando si rialzò dopo qualche minuto, si sentì completamente guarito. I medici che lo visitarono successivamente considerarono inspiegabile il recupero totale e improvviso dell'efficienza fisica.

Il caso fu sottoposto alla Congregazione per le cause dei santi che, il 20 dicembre 1999, promulgò il decreto sul miracolo, confermando che la guarigione rapida, completa e duratura, non era spiegabile per la scienza[2].

La Divina Misericordia

La fama della sua santità crebbe insieme alla diffusione del culto alla Divina Misericordia e per le grazie ottenute tramite la sua intercessione.
Il 22 febbraio 1931 suor Faustina scriveva nel suo Diario: «La sera, stando nella mia cella, vidi il Signore Gesù vestito di una veste bianca: una mano alzata per benedire, mentre l'altra toccava sul petto la veste, che ivi leggermente scostata lasciava uscire due grandi raggi, rosso l'uno e l'altro pallido [...] Gesù mi disse: "Dipingi un'immagine secondo il modello che vedi, con sotto la scritta: Gesù confido in te! Desidero che quest'immagine venga venerata [...] nel mondo intero. Prometto che l'anima che venererà quest'immagine non perirà. [...] Voglio che l'immagine [...] venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua: questa domenica deve essere la festa della Misericordia.»[3]

Papa Giovanni Paolo II scrisse una enciclica: Dives in Misericordia, la seconda del suo pontificato (1980), interamente dedicata alla devozione appresa dall'umile suora polacca ed è stato lui che l'ha proclamata santa, il 30 aprile 2000. In quell'occasione il Papa ha stabilito per la prima volta la Festa della Divina Misericordia, da celebrarsi ogni anno nella prima domenica dopo Pasqua.

La Coroncina alla Divina Misericordia

In una rivelazione privata nel 1935 Gesù richiese a Suor Faustina una particolare forma di preghiera detta "Coroncina alla Divina Misericordia". La misericordia di Dio, la grazia della conversione e del perdono dei peccati, soprattutto nell'ora della morte, sarebbero stati concessi all'anima che avesse recitato la coroncina della divina misericordia[4]: «La mia misericordia avvolgerà in vita e specialmente nell'ora della morte le anime che reciteranno questa coroncina»[.

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 Ho cercato di 'capire' se e come il Papa Giovanni Paolo II abbia conosciuto e parlato con Suor Faustina Di certo è noto a tutti quanto fiducia avesse nella Divina Miseriordia. E' stato, per così dire, il cuore del suo pontificato.  Ecco una prima annotazione.

Giovanni Paolo II amava profondamente la Divina Misericordia e il messaggio che Gesù stesso aveva lasciato alla giovane suora Faustina Kowalska di Cracovia, morta in concetto di santità, nel 1938.

Giovanni Paolo II venne a conoscenza della storia di Sr. Faustina nel 1941. In quel periodo, infatti, lavorava nella fabbrica chimica Solvay, a Lagiewniki, un sobborgo della periferia di Cracovia. Prima di iniziare il lavoro, si fermava nella Cappella del Convento di Sr. Faustina Kowalska e lì sostava in preghiera. Da allora la Divina Misericordia è stata sempre al centro della sua spiritualità e della sua vita, imparando a vincere il male con il bene (cfr. Rm 12, 21) e vedendo in essa il limite invalicabile che Dio ha posto al male.

Vissuto sotto due dittature, Giovanni Paolo II non ha mai perso la speranza, proprio perché consapevole che, come ha ribadito Benedetto XVI di recente, l’ultima parola sul male dell’uomo e della storia è di Dio, è della sua Misericordia, capace di far nuove tutte le cose (cfr Ap 21,5) [25 marzo 2011]. “La Misericordia è il nome stesso di Dio, il volto con il quale Egli si è rivelato nell'antica Alleanza e pienamente in Gesù Cristo, incarnazione dell'Amore creatore e redentore.

Come Suor Faustina, Giovanni Paolo II si è fatto a sua volta apostolo della Divina Misericordia. La sera dell'indimenticabile sabato 2 aprile 2005, quando chiuse gli occhi a questo mondo, era proprio la vigilia della seconda Domenica di Pasqua, e molti notarono la singolare coincidenza, che univa in sé la dimensione mariana il primo sabato del mese e quella della Divina Misericordia. In effetti, il suo lungo e multiforme pontificato ha qui il suo nucleo centrale; tutta la sua missione a servizio della verità su Dio e sull'uomo e della pace nel mondo si riassume in quest'annuncio, come egli stesso ebbe a dire a Cracovia-Lagiewniki nel 2002, inaugurando il grande Santuario della Divina Misericordia:
«Al di fuori della misericordia di Dio non c'è nessun'altra fonte di speranza per gli esseri umani»”. (Domenica della Divina Misericordia, 30 marzo 2008). “Solo la Divina Misericordia è infatti in grado di porre un limite al male; solo l’amore onnipotente di Dio può sconfiggere la prepotenza dei malvagi e il potere distruttivo dell’egoismo e dell’odio” (2 aprile 2008).

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A Cracovia ci sono stato diverse volte. In casa di S. Eminenza il Cardinal Rylko accolto con semplicità e gioia dalla mamma. Ci  sono stato per preparare il viaggio  dei seregnesi in Polonia quando era Arcivescovo di Cracovia Karol Woytilae   in aereo, da solo,  perchè  il governo cecoslovacco non  mi aveva concesso il visto perchè giornalista. Ci  sono stato almeno altre tre volte in visita anche alla casa natale  di San Giovanni Paolo II. Ma non sono mai passato in visita al santuario delle divina misericordia  eretto dal Cardinal Makaski nella memoria di Santa  Faustina e per annunciare al mondo il suo messaggio di speranza: la divina misericordia ci segue nel nostro difficile cammino nel tempo. Ho trovato questo 'memoriale' quasi una descrizizone del bel sanuario. Potrebbe essere tenuto presente nel programmare un viaggio in Polonoia.

 

Il Santuario della Divina Misericordia a Łagiewniki, Krakow

 

"Ecco vengo in questo santuario come pellegrino"

Giovanni Paolo II,
Lagiewniki, 1997

All'inizio il santuario si trovava nel convento delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia sulla collina di Łagiewniki. Il convento fu eretto negli anni 1888-1891 grazie ai fondi donati dal principe polacco Aleksander Lubomirski al cardinale di Cracovia Albin Dunajewski. In uno degli edifici conventuali si trovava la Casa di Misericordia, istituto di educazione gestito dalle suore per le ragazze e le donne che necessitavano di un profondo rinnovo morale.

Durante la prima guerra mondiale una parte del complesso conventuale fu convertita nell'ospedale militare dove le suore curavano i feriti. Durante l'occupazione nazista della Polonia nel convento alloggiavano soldati tedeschi. Le suore non smisero di gestire l'istituto educativo e in più aiutavano i deportati e organizzavano l'insegnamento segreto dei ragazzi.

Nel periodo tra la prima e la seconda guerra mondiale nel convento visse e morì suor Faustina Kowalska. Lo sviluppo del santuario è fortemente legato alla sua vita e attività. Fino alla seconda guerra mondiale il convento fu un complesso chiuso invece dopo la morte di suor Faustina divenne meta di numerosi pellegrinaggi legati al culto della Misericordia Divina.

Nel 1992 la cappella della Congregazione delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia divenne il Santuario della Misericordia Divina. Il santuario iniziò a svilupparsi in maniera dinamica tra l'altro grazie alla beatificazione (1993) e canonizzazione (2000) di suor Faustina Kowalska nonché ai pellegrinaggi del Santo Padre. Łagiewniki divenne il centro mondiale del culto della Misericordia Divina. Visto il numero sempre più elevato di pellegrini provenienti da tutto il mondo divenne indispensabile la costruzione della basilica e delle strutture socio-pastorali.

Nel 1996 l'arcivescovo metropolita di Cracovia cardinale Franciszek Macharski costituì la Fondazione del Santuario della Misericordia Divina, che nel 1997 iniziò a raccogliere i fondi per l'ampliamento della basilica e che tuttora gestisce i lavori a esso legati.

Il progetto della basilica e di altri edifici fu elaborato dal prof. Witold Cęckiewicz del Politecnico di Cracovia. Il 7 giugno del 1997 il Santo Padre pose la sua firma sul progetto dell'ampliamento del santuario. 5 anni dopo, il 17 agosto del 2002 Giovanni Paolo II consacrò la basilica eretta accanto al convento e proprio in questa basilica affidò il mondo alla Misericordia Divina.

Attualmente il complesso del santuario è composto da due piani, da una torre panoramica, dalla via crucis con bassorilievi di Czesław Dźwigaj e dalle strutture socio-pastorali, tra cui i parcheggi e gallerie commerciali.

Il santuario è stato costruito a forma di nave ed è composto da: una parte superiore che può contenere 4 mila fedeli e da una parte sottostante dove tuttora si stanno svolgendo lavori di finimento. Nella parte di sotto si trova la cappella centrale dedicata a suor Faustina e quattro cappelle laterali. Nella cappella della basilica viene custodita l'immagine di Gesù Misericordioso venerata in tutto il mondo. Sotto l'immagine si trovano le reliquie della santa suor Faustina Kowalska.

Davanti al santuario è situata la torre panoramica alta 77 metri con 315 scalini e con la galleria panoramica all'altezza di 41,60 metri. Dalla torre, che è il punto più alto di Cracovia, è possibile ammirare i monti Tatra.

Presso il santuario è aperto il Consultorio di Misericordia dove persone con diversi problemi possono ricevere aiuto.

 

Il Santo Padre Giovanni Paolo II durante i suoi pellegrinaggi in Polonia due volte visitò il Santuario della Misericordia Divina, nel 1997 e nel 2002. Quattro anni più tardi nella basilica pregava anche il papa Benedetto XVI. Allora fu inaugurato il monumento a Giovanni Paolo II.

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L'0MELIA DI PAPA GIOVA NNI PAOLO II  PER LA CANONIZZAZIONE DI SUOR FAUSTINA

Lunedì 8 giugno 2015 ha fatto visita a Don Angelo Pessina ricoverato presso l'Istituto Don Orione in Seregno. Mi fece  sapere che cercava noizie su Suor Faustina Kowalska che  Giovanni Paolo II ha elevato agli altari. C'era un bellissimo computer nell'ordinata cameretta. . L'ho aperto e ho cercato  il mio sito "www.sacerambro.it" perchè sapevo che avevo aperto una pagina  proprio su di Lei. Non ricordavo dove l'avevo postata. Mi dispiace. Ma tornato in studio sono riuscito a collegarmi con questa 'parola' nella pagina 'Schizzi mentali'. Mi riprometto di tornare da Don Angelo perchè possa avere notizie sul conto della Santa tanto cara a Giovanni Paolo II. E proprio per questo ho cercato la omelia del grande Pontefice nel giorno della canonizzazione di  Suor F austina. Eccola.

 

CAPPELLA PAPALE PER LA CANONIZZAZIONE 
DELLA BEATA MARIA FAUSTYNA KOWALSKA

OMELIA DEL SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO II

Domenica, 30 aprile 2000

1. "Celebrate il Signore perché è buono, perché eterna è la sua misericordia" (Sal 118, 1). Così canta la Chiesa nell'Ottava di Pasqua, quasi raccogliendo dalle labbra di Cristo queste parole del Salmo; dalle labbra di Cristo risorto, che nel Cenacolo porta il grande annuncio della misericordia divina e ne affida agli apostoli il ministero: "Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi... Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi" (Gv 20, 21-23).

Prima di pronunciare queste parole, Gesù mostra le mani e il costato. Addita cioè le ferite della Passione, soprattutto la ferita del cuore, sorgente da cui scaturisce la grande onda di misericordia che si riversa sull'umanità. Da quel cuore suor Faustina Kowalska, la beata che d'ora in poi chiameremo santa, vedrà partire due fasci di luce che illuminano il mondo: "I due raggi – le spiegò un giorno Gesù stesso - rappresentano il sangue e l'acqua" (Diario, Libreria Editrice Vaticana, p. 132).

 

2. Sangue ed acqua! Il pensiero corre alla testimonianza dell'evangelista Giovanni che, quando un soldato sul Calvario colpì con la lancia il costato di Cristo, vide uscirne "sangue ed acqua" (cfr Gv 19, 34). E se il sangue evoca il sacrificio della croce e il dono eucaristico, l'acqua, nella simbologia giovannea, ricorda non solo il battesimo, ma anche il dono dello Spirito Santo (cfr Gv 3,5; 4,14; 7,37-39).

Attraverso il cuore di Cristo crocifisso la misericordia divina raggiunge gli uomini: "Figlia mia, dì che sono l'Amore e la Misericordia in persona", chiederà Gesù a Suor Faustina (Diario, 374). Questa misericordia Cristo effonde sull'umanità mediante l'invio dello Spirito che, nella Trinità, è la Persona-Amore. E non è forse la misericordia un "secondo nome" dell'amore (cfr Dives in misericordia, 7), colto nel suo aspetto più profondo e tenero, nella sua attitudine a farsi carico di ogni bisogno, soprattutto nella sua immensa capacità di perdono?

 

E' davvero grande oggi la mia gioia, nel proporre a tutta la Chiesa, quasi dono di Dio per il nostro tempo, la vita e la testimonianza di Suor Faustina Kowalska. Dalla divina Provvidenza la vita di questa umile figlia della Polonia è stata completamente legata alla storia del ventesimo secolo, il secolo che ci siamo appena lasciati alle spalle. E', infatti, tra la prima e la seconda guerra mondiale che Cristo le ha affidato il suo messaggio di misericordia. Coloro che ricordano, che furono testimoni e partecipi degli eventi di quegli anni e delle orribili sofferenze che ne derivarono per milioni di uomini, sanno bene quanto il messaggio della misericordia fosse necessario.

Disse Gesù a Suor Faustina: "L'umanità non troverà pace, finché non si rivolgerà con fiducia alla divina misericordia" (Diario, p.132). Attraverso l'opera della religiosa polacca, questo messaggio si è legato per sempre al secolo ventesimo, ultimo del secondo millennio e ponte verso il terzo millennio. Non è un messaggio nuovo, ma si può ritenere un dono di speciale illuminazione, che ci aiuta a rivivere più intensamente il Vangelo della Pasqua, per offrirlo come un raggio di luce agli uomini ed alle donne del nostro tempo.

 

3. Che cosa ci porteranno gli anni che sono davanti a noi? Come sarà l'avvenire dell'uomo sulla terra? A noi non è dato di saperlo. E' certo tuttavia che accanto a nuovi progressi non mancheranno, purtroppo, esperienze dolorose. Ma la luce della divina misericordia, che il Signore ha voluto quasi riconsegnare al mondo attraverso il carisma di suor Faustina, illuminerà il cammino degli uomini del terzo millennio.

Come gli Apostoli un tempo, è necessario però che anche l'umanità di oggi accolga nel cenacolo della storia Cristo risorto, che mostra le ferite della sua crocifissione e ripete: Pace a voi! Occorre che l'umanità si lasci raggiungere e pervadere dallo Spirito che Cristo risorto le dona. E' lo Spirito che risana le ferite del cuore, abbatte le barriere che ci distaccano da Dio e ci dividono tra di noi, restituisce insieme la gioia dell'amore del Padre e quella dell'unità fraterna.

4. E' importante allora che raccogliamo per intero il messaggio che ci viene dalla parola di Dio in questa seconda Domenica di Pasqua, che d'ora innanzi in tutta la Chiesa prenderà il nome di "Domenica della Divina Misericordia". Nelle diverse letture, la liturgia sembra disegnare il cammino della misericordia che, mentre ricostruisce il rapporto di ciascuno con Dio, suscita anche tra gli uomini nuovi rapporti di fraterna solidarietà. Cristo ci ha insegnato che "l'uomo non soltanto riceve e sperimenta la misericordia di Dio, ma è pure chiamato a «usar misericordia» verso gli altri: Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia (Mt 5, 7)" (Dives in misericordia, 14). Egli ci ha poi indicato le molteplici vie della misericordia, che non perdona soltanto i peccati, ma viene anche incontro a tutte le necessità degli uomini. Gesù si è chinato su ogni miseria umana, materiale e spirituale.

Il suo messaggio di misericordia continua a raggiungerci attraverso il gesto delle sue mani tese verso l'uomo che soffre. E' così che lo ha visto e lo ha annunciato agli uomini di tutti i continenti suor Faustina, che nascosta nel suo convento di Lagiewniki, in Cracovia, ha fatto della sua esistenza un canto alla misericordia: Misericordias Domini in aeternum cantabo.

5. La canonizzazione di Suor Faustina ha un'eloquenza particolare: mediante questo atto intendo oggi trasmettere questo messaggio al nuovo millennio. Lo trasmetto a tutti gli uomini perché imparino a conoscere sempre meglio il vero volto di Dio e il vero volto dei fratelli.

Amore di Dio e amore dei fratelli sono infatti indissociabili, come ci ha ricordato la prima Lettera di Giovanni: "Da questo conosciamo di amare i figli di Dio: se amiamo Dio e ne osserviamo i comandamenti" (5, 2). L'Apostolo qui ci richiama alla verità dell'amore, additandocene nell'osservanza dei comandamenti la misura ed il criterio.

Non è facile, infatti, amare di un amore profondo, fatto di autentico dono di sé. Questo amore si apprende solo alla scuola di Dio, al calore della sua carità. Fissando lo sguardo su di Lui, sintonizzandoci col suo cuore di Padre, diventiamo capaci di guardare ai fratelli con occhi nuovi, in atteggiamento di gratuità e di condivisione, di generosità e di perdono. Tutto questo è misericordia!

Nella misura in cui l'umanità saprà apprendere il segreto di questo sguardo misericordioso, si rivela prospettiva realizzabile il quadro ideale proposto nella prima lettura: "La moltitudine di coloro che erano venuti alla fede aveva un cuore solo e un'anima sola e nessuno diceva sua proprietà quello che gli apparteneva, ma ogni cosa era fra loro comune" (At 4, 32). Qui la misericordia del cuore è divenuta anche stile di rapporti, progetto di comunità, condivisione di beni. Qui sono fiorite le «opere della misericordia», spirituali e corporali. Qui la misericordia è divenuta concreto farsi «prossimo» verso i fratelli più indigenti.

6. Suor Faustina Kowalska ha lasciato scritto nel suo Diario: "Provo un dolore tremendo, quando osservo le sofferenze del prossimo. Tutti i dolori del prossimo si ripercuotono nel mio cuore; porto nel mio cuore le loro angosce, in modo tale che mi annientano anche fisicamente. Desidererei che tutti i dolori ricadessero su di me, per portare sollievo al prossimo" (Diario, p. 365). Ecco a quale punto di condivisione conduce l'amore quando è misurato sull'amore di Dio!

E' a questo amore che l'umanità di oggi deve ispirarsi per affrontare la crisi di senso, le sfide dei più diversi bisogni, soprattutto l'esigenza di salvaguardare la dignità di ciascuna persona umana. Il messaggio della divina misericordia è così, implicitamente, anche un messaggio sul valore di ogni uomo. Ogni persona è preziosa agli occhi di Dio, per ciascuno Cristo ha dato la sua vita, a tutti il Padre fa dono del suo Spirito e offre l'accesso alla sua intimità.

7. Questo messaggio consolante si rivolge soprattutto a chi, afflitto da una prova particolarmente dura o schiacciato dal peso dei peccati commessi, ha smarrito ogni fiducia nella vita ed è tentato di cedere alla disperazione. A lui si presenta il volto dolce di Cristo, su di lui arrivano quei raggi che partono dal suo cuore e illuminano, riscaldano, indicano il cammino e infondono speranza. Quante anime ha già consolato l'invocazione "Gesù, confido in Te", che la Provvidenza ha suggerito attraverso Suor Faustina! Questo semplice atto di abbandono a Gesù squarcia le nubi più dense e fa passare un raggio di luce nella vita di ciascuno.

 

8. Misericordias Domini in aeternum cantabo (Sal 88 [89], 2). Alla voce di Maria Santissima, la «Madre della misericordia», alla voce di questa nuova Santa, che nella Gerusalemme celeste canta la misericordia insieme con tutti gli amici di Dio, uniamo anche noi, Chiesa pellegrinante, la nostra voce.

 

E tu, Faustina, dono di Dio al nostro tempo, dono della terra di Polonia a tutta la Chiesa, ottienici di percepire la profondità della divina misericordia, aiutaci a farne esperienza viva e a testimoniarla ai fratelli. Il tuo messaggio di luce e di speranza si diffonda in tutto il mondo, spinga alla conversione i peccatori, sopisca le rivalità e gli odi, apra gli uomini e le nazioni alla pratica della fraternità. Noi oggi, fissando lo sguardo con te sul volto di Cristo risorto, facciamo nostra la tua preghiera di fiducioso abbandono e diciamo con ferma speranza: Gesù, confido in Te!