Al Monte Pilato sopra Lucerna

Don Pinoi lascia passare un gruppo: sta cercando di salire il picco sopra l'hotel

Sempre al 'Pilatus'

Dall'alto del picco: in un angolo i due 'svizzeri' con il carretteristico 'corno' che invadeva i monti con una musica dolce e struggente

Il piazzale del 'Pilatus' prima dell'antico hotel

Sullo sfondo la penosa costruzione di centro commerciale...bah!

Dal 'Pilatus'

Uno sguardo sul lago dei quattro cantoni...nella nebbia!

Per salire lassù!

La cremagliera ...audace e interessante!

Una cartina del posto

Sulla destra il picco sul quale Don Pino è riuscito a salire...

Lo 'spuntone del 'Pilatus,

Si erge sopra il grande piazzale del Centro commerciale dell'antico Hotel

Chi c'era con noi

Giovanni Venir e la dolce moglie Daniela....

Sulla cremagliera

Giovanni è tranquillo anche se il trenino 'rosso' abborda curve rischiose sopra strapiombi paurosi!

Loro....

Daniela, la docente di arte, moglie di Giovanni e la mia principessa Rachele....

Alla stazione...di partenza e di arrivo

Rac e Dani insieme....in arrivo!

Sempre al 'Pilatus'

Il bell'hotel antico

Don Pino è finalmente sceso...

Raggiunge Daniela e Rachele rimaste a prendere il sole sul piazzale

Discesa...

Va lento, lento...ma arriverà laggiù! Ovviamente è Don Pino!

Alla croce sul picco

Seppur lontano si intravvede che qualcuno lassù....E'...una croce

Episodi di vita normale e pensieri di ogni giorno

 Questa è una pagina in allestimento...

Episodi di vita normale e pensieri di ogni giorno. Questa pagina porta un titolo significativo. Potrebbe spiegarlo bene quanto scrive J.P. Sartre  nella sua opera 'La nausea' che qui riporto:  "La miglior cosa sarebbe scrivere gli avvenimenti giorno per giorno. Tenere un diario per vederci chiaro. Non lasciar sfuggire le sfumature, i piccoli fatti anche se non sembrano avere alcuna importanza, e soprattutto classificarli. Bisogna dire come io vedo questa tavola, la via, le persone, il mio pacchetto di tabacco, poichè è questo che è cambiato. Occorre determinare esattamente la natura e l’estensione di questo cambiamento.” J.P. Sartre, da La nausea.

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Quanto era stato pubblicato dal 1 aprile, è andato perduto per un 'errore' del sito. Sono davvero dispiaciuto perchè erano stati elaborati alcuni pensieri quotidiani di un certo interesse. Ricomincio allora da capo...Sempre in attesa che l'errore possa essere risolto.

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Mercoledì 1 maggio 2013.

Tornato dal viaggio a Malta riprendo con intima gioia a 'percorrere' questo mio sito dove per mesi ho  raccontato eventi, impressioni, pensieri, sentimenti...dove, in una parola, mi sono rifugiato in questo tempo della mia vita, quello del pensionamento. Se la casa che mi è stata data, dove vivo i miei giorni è il 'mio eremo', questo sito, come pure l'altro - gilah.it - è un 'luogo dove mi rifugio. Esso mi permette di stare nella realtà dell'oggi ma soprattutto mi aiuta a vivere ancora quei rapporti  amicali, quelle relazioni sincere con tante persone sia pure lontane fisicamente. che mi impediscono di cadere nella solitudine.... Se cerco il silenzio e mi rifugio nell'eremo è per poter 'sentire' dentro di me finalmente la vita e condividerla. Se nel tempo del ministero ero 'protagonista' nel senso che il 'fare' era una necessità, ora nel tempo del silenzio sono vivo accogliendo gli eventi, cercandone il senso nella logica dell'eterno, ossia alla luce di ciò che è essenziale. Tutto si ridimeniona Tutto riprende il suo senso vero. Emerge invece allettante, il richiamo del 'dopo' che assorbe l'oggi e lo rende solo un tassello del tutto.  S'impone l'attesa...non rassegnata, ma vitale perchè si riempie giorno dopo giorno di ciò che la vita, questo corso inarrestabile del tempo, mi offre. E confesso che ne sento la bellezza....!

Ci sono sorprese nei giorni....eventi inattesi, incontri casuali, pensieri improvvisi, emozioni intime inattese. ....Mi ha sorpreso allora quanto mi è capitato di leggere in uno scritto a proposito della mio quotidiano. Non so dove l'ho pescato, ma mi ha interessato. Sapessi immergermi nel tempo quotidiano tenendo presente quanto qui mi viene suggerito, forse sarei 'diverso', anzi lo sarei di certo! Ecco i suggerimenti sapienziali:

"1. Non prestate ascolto alle cose negative.
2. Non dite cose negative.
3. Non pensate cose negative.
4. Evitate di compiere azioni che possano nuocere agli altri (i danni arrecati al prossimo si trasformano in un boomerang e danneggiano soprattutto voi).
5. Non siate mai meschini.
6. Non serbate rancore verso nessuno.
7. Sappiate sempre comprendere, perdonare ed essere amici di tutti.
8. Se offrite la vostra amicizia, dovete offrirla davvero (un vero amico sa quando deve essere riservato, quando stare al proprio posto, e quando rendersi disponibile e collaborare).
9. Non siate sleali, non tradite il vostro prossimo.
10. Se qualcuno vi irrita, siate pronti a perdonare (perdonare significa offrire all'altro l'opportunità di acquisire una comprensione maggiore. Mostrarsi vendicativi o irosi vuol dire rendere l'altro più cieco e arrabbiato).
11. Non lasciatevi dominare dalla collera. La collera distrugge la felicità.
12. Andate d'accordo con tutti.
13. Non giudicate.
14. Provate solo amore per gli altri nel vostro cuore. Più vedrete la bontà in loro più la bontà nascerà in voi.
15. Non rimproverate nessuno, rimanete sempre calmi, sereni, padroni di voi.
16. Cercate di comprendere qual è il vostro bene supremo".

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Giovedì 2 maggio 2013

Il viaggio a Malta non sembra avermi lasciato qualche 'indimenticabile' impressione. Una bella isola. Una città, la nuova capitale (dopo Mdina) La Valletta è una città moderna. Un traffico intenso, squarci sul grande porto mentre il pullman va per la sua strada...negozi e gente. Case moderne. Molti ristoranti anche lussuosi (soprattutto nei pressi del grande porto). E' decisamente un paese che vive di turismo. Accogliente. Sorridente. Tornerò a parlarne quando potrò aprire una nuova pagina da inserire nel sito all'album fotografico.

Intanto però sfoglio il piccolo diario che mi ero ripromesso di tenere nei giorni maltesi. Bene. Riporto quanto scrissi la sera del 24 aprile mentre attendevo l'pora di cena in albergo: "Sto pregando. Recito il vespero. Alla 'Commemorazione del battesimo' (mercoledì della 4 settimana) leggo: "Cristo celeste luce, squarcia la notte cupa; albeggia il giorno ormai dell'interiore letizia". Il mio riposo imminente  dunque si impregna della letizia pasquale. Anche nella notte cupa, c'è luce: è il Risorto! Egli riempie di gioia l'anima interiore del credente 'battezzato'.

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Venerdì 3 maggio 2013

Qualcuno mi ha fatto sapere di non aver trovato più nulla sul sito. Ha perfettamente ragione: da metà aprile ho spento il computer e mi sono messo in viaggio, ancora una volta. Un viaggio che pensavo fosse interessante. Per la verità lo è stato ma non mi ha emzionato più di tanto. Ho visto una 'presenza religiosa' diffusa, soprattutto chiese in ogni villaggio (365!) e nelle città e cittadine. Molte dedicate alla Madre del Signore, all'Assunta. Per  tutto questo tempo il sito - sacerambro - rimase muto. Spento. Mi accorgo che'questa roba' (il sito) è importante per la mia vita di oggi. Mi permette infatti di ritornare sugli eventi spirituali, pastorali, politici, culturali e mi aiuta a vivere. Non credo sia uno sfizio! E' una necessità. Sarei molto più solo senza il 'sacerambro..."!

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Sabato 4 maggio 2013

Sfogliando le pagine, tante davvero, del mio computer nel 'Preferito: Viaggi' ho trovato un testo che mi era passato di mente. Non lo ricordavo. Il mio affetto per la città Santa di Gerusalemme mi ha indotto, come sapete, a d aprire un sito (www.gilah.it).  Una pagina di questo sito è riservata al Cardinal Martini. Ed è proprio una poesia del grande Prelato su Gerusalemme. E' una parola che canta il suo amore per la città santa dove forse desiderava morire. Penso di postarla nella pagina che è riservata. Comunque la poesia merita di essere letta, nel silenzio, pensando alla città ove si sono compiuti i misteri di Dio e quelli della nostra salvezza.

"Città del gran re apri

il tuo cuore a ogni sangue

Questo «Inno a Gerusalemme» è stato scritto dal cardinale Martini per il numero di «Kos» dedicato a «Ebraismo e Cristianesimo»

“Città dalle mura senza tempo, sia cancellato il tempo delle tue mura: il tempo del pianto e del lutto, il tempo della vergogna / e della sconfitta. Monte di Sion, che proteggi / e disperdi i tuoi figli, cuore della pace e pace del cuore, da te si levano fumi e incensi, in te si costruisce con cenere e mattoni. Gerusalemme, apri il tuo cuore / a ogni sangue, stringi ogni volto nel palmo / delle tue mani, scava nelle macerie / di ogni occhio devastato. Mi si attacchi la lingua al palato, / se dimentico te. Tu sei il centro del mondo e della mia storia. Pozzi di speranza sono i tuoi pozzi, non più pietre d' inciampo / dalle tue cave. Misteriosa Città di Dio, le lacrime di tutti i figli e le figlie / dell' uomo lavino i tuoi sentieri, ogni piede ritorni scalzo sui selciati resi lisci / dalle carezze del Cielo. Gerusalemme, città del gran Re, / scendi dall' alto, accogli i tuoi figli che giungono / da tutta la terra per lodare te, le tue splendide vesti, per essere Regno dei cieli per sempre”.

Martini Carlo Maria

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Giovedì 2 maggio 2013

Ieri un giorno di festa 'civile' ed anhe memoria di San Giuseppe lavoratore. I sindacati hanno l'occasione per far sentire la loro voce in questo momento così critico e hanno chiesto di privilegaire a livello governativo la questione del lavoro. E', dunque,il  1 maggio la 'Festa dei lavoratori'.Ma chissà perchè da anni si celebra con un grande concerto dove si esibiscono complessi di tutto il mondo davanti non tanto ai lavoratori quanto a una folla di giovani coinvolti in un'atnosfera surreale nella quale, sono quasi sicuro, perdono la loro identità. Chissà perche? La domanda se la sono postaanche molte persone che contano suggerendo di farne a meno, salvo avere un 'niet' duro e deciso da parte di un sindacato importante!.

Ebbene quest'anno in Piazza San Giovanni davanti alla Chiesa del 'Papa', Santa Maria Maggiore' dove è vescovo Papa Bergoglio, un gruppo si è esibito davanti alla folla dei giovani, la RAI 3, permettendo, con  un pezzo blasfemo. Lo riporto da Zenit come ne ha parlato il fondatore di 'Luci dell'Est'. Ma prima voglio pensare a quei giovane sul palco di Piazza San Giovanni. Io credo che Gesù lo ami ma lui non lo sa. Forse non sa neanche che gli è vicino dopo aver dato la sua umanità in sacrificio per lui. Non sa che la parodia dissacrante che ha proposto alle migiiaia di giovani presenti è un 'memeoriale' del suo paziente e fedele amore per lui...Non lo sa...Gesù, se è venuto per i peccatori, gli sarà vicino per offrirgli la gioia di una vita 'perdonata'....Resta comunque ver quanto scrive Zenit....Forse è un segnale della sorda e antica ostilità delle forze ncattive nei confronti di Cristo e della sua Chiesa, anche ai nostri giorni, in tutto il mondo.

ROMA, 07 Maggio 2013 (Zenit.org) - L'Associazione Luci sull’Est invita a sottoscrivere una petizione online, come segno di riparazione e condanna del gesto blasfemo compiuto dal cantante Luca Romagnoli durante il concerto del primo maggio, in piazza San Giovanni a Roma. La nota sarà diretta al cardinale vicario del Santo Padre per la Diocesi di Roma, cardinale Agostino Vallini, che ha condannato con parole ferme e severe l’accaduto.

«Il cantante, leader del gruppo “Management del Dolore Post Operatorio”, durante l’esibizione sul palco ha compiuto un’ignobile parodia del gesto della Consacrazione del Corpo e del Sangue di Gesù – spiega il direttore di Luci sull’Est, Silvio Dalla Valle – replicando i gesti del sacerdote nel momento più solenne delle Messa, ha alzato le mani che tenevano vistosamente un preservativo di colore bianco, proferendo parole che ricalcano quelle pronunciate durante la consacrazione. A seguito del gesto blasfemo il cantante si è calato i pantaloni e soltanto allora Rai 3 ha mandato in onda la pubblicità».

«Questo gesto è di inaudita gravità – continua Dalla Valle – non soltanto per l’atto blasfemo in sé, ma anche per il luogo in cui è stato compiuto. Infatti è stato colpito un luogo rappresentativo di tutta la cristianità, la piazza antistante la Basilica di San Giovanni in Laterano, che di recente è stata protagonista dell’ingresso di Papa Francesco nella sua sede propria, la cattedrale di Roma. L’insieme di monumenti e spazi aperti che si trovano in questo luogo costituiscono un simbolo per il cristianesimo e quindi l’atto di blasfemia compiuto dal cantante deve essere annoverato fra i molti episodi di cristianofobia che si stanno verificando nel mondo. Il fatto è ancora più grave se si pensa che il concerto del primo maggio viene trasmesso integralmente dalla televisione di Stato, finanziata da innumerevoli cittadini contribuenti di fede cattolica».

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Domenica 5 maggio.

Oggi, stavo a pranzo, quando una telefonata mi comunicava che si era improvvisamente spento Giuseppe Lissoni. L'avevano trovato ieri steso nel cortile della ditta forse già da qualche ora morto. L'ha trovato sua moglie. Uno schianto, per Lei. Per Giuseppe un infarto....Ho ritrovato nella mia memoria tutti quei momenti che ho vissuto con lui. Giuseppe era un uomo di fede. Fin da giovane passò lunghi anni con Don Re all'Alpe Motta. Discreto., umile, sereno, generoso, intelligente. Aveva fondato in Lissone una strana Associazione: "I cavalieri del Convivio". Ne era l'anima. Aveva per me, sua parroco, un sincero sentimento di amicizia. non ha mai esitato a mettersi a disposizione della comunità tutte le volte che ne avevamo bisogno. Lui e tutto il suo gruppo. Voglio qui ricordare quanto fece per anni al tempo della Festa patronale dei SS. Pietro e Paolo. Rimase famoso. A sera dopo la messa vespertina la gente si ritrovava nella piazza perchè 'I cavalieri' avrebbero portato 'il risotto'. Ne faceva di cinque tipi....La sera finiva così.... chiacchierando mentre si mangiava il risotto dei Cavalieri! Pare una favoletta: era invece la testimonianza di una persona generosa....Domani mi recherò alla sua casa in Lissone per incontrare la signora e i due figli.....Poi pregherò sulla sua salma. Celebrerò la Messa di domattina per Lui. Il Signore lo accolga e lo ponga...là dove Egli sapeva stare nella gioia....di servire....

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Mercoledì 8 maggio 2013

E' venuto in visita Mons. Bruno Molinari prevosto di Seregno che mi ha invitato ad accogliere, ospitandolo, S. Em. il cardinal Rylko che in famiglia è amico da lunga data. Sono contento di passare alcune ore con Lui mentre si appresta a fare memoria in Seregno della visita del Beato Giovanni Paolo alla fine di maggiio. Terrà una conferenza in Aula Mons. Gandini, celebrerà la S. Messa  martedì 21 maggio alle 18 in Basilica, assisterà poi al Concerto organizzato per la 'memoria' dell'antico evento sempre in Basilica.

Sia il benvenuto nel mio eremo dove vivo la mia attesa.....La sua parola mi aiuterà a dare senso non solo al mio presente di pensionato ma anche al mio futuro....La sua amicizia mi permetterà di 'rivedere' senza nostalgia momenti felici della mia vicenda sacerdotale....

 

 S. Eminenza  Cardinale Stanislao Rylko,

presidente del Pontificio Consiglio dei laici

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Lunedì 6 maggio 2013

Mercoledì 1 maggio,  un giorno di festa 'civile' ed anhe memoria di San Giuseppe lavoratore. I sindacati hanno l'occasione per far sentire la loro voce in questo momento così critico e hanno chiesto di privilegaire a livello governativo la questione del lavoro. E', dunque,il  1 maggio la 'Festa dei lavoratori'.Ma chissà perchè da anni si celebra con un grande concerto dove si esibiscono complessi di tutto il mondo davanti non tanto ai lavoratori quanto a una folla di giovani coinvolti in un'atnosfera surreale nella quale, sono quasi sicuro, perdono la loro identità. Chissà perche? La domanda se la sono posta anche molte persone che contano suggerendo di farne a meno del concerto in quella giornata, salvo avere un 'niet' duro e deciso da parte di un sindacato importante!.

Ebbene quest'anno in Piazza San Giovanni davanti alla Chiesa del 'Papa', Santa Maria Maggiore' dove è vescovo Papa Bergoglio, un gruppo si è esibito davanti alla folla dei giovani, la RAI 3 permettendo, con  un pezzo blasfemo. Lo riporto da Zenit come ne ha parlato il fondatore di 'Luci dell'Est'. Ma prima voglio pensare a quei giovane sul palco di Piazza San Giovanni. Io credo che Gesù lo ami ma lui non lo sa. Forse non sa neanche che gli è vicino dopo aver dato la sua umanità in sacrificio per lui. Non sa che la parodia dissacrante che ha proposto alle migiiaia di giovani presenti, è un 'memoriale' del suo paziente e fedele amore per tutti noi...Non lo sa...Gesù, se è venuto per i peccatori, gli sarà vicino per offrirgli la gioia di una vita 'perdonata'....Resta comunque vero quanto scrive Zenit....Forse è un segnale della sorda e antica ostilità delle forze cattive nei confronti di Cristo e della sua Chiesa, anche ai nostri giorni, in tutto il mondo.

ROMA, 07 Maggio 2013 (Zenit.org) - L'Associazione Luci sull’Est invita a sottoscrivere una petizione online, come segno di riparazione e condanna del gesto blasfemo compiuto dal cantante Luca Romagnoli durante il concerto del primo maggio, in piazza San Giovanni a Roma. La nota sarà diretta al cardinale vicario del Santo Padre per la Diocesi di Roma, cardinale Agostino Vallini, che ha condannato con parole ferme e severe l’accaduto.

«Il cantante, leader del gruppo “Management del Dolore Post Operatorio”, durante l’esibizione sul palco ha compiuto un’ignobile parodia del gesto della Consacrazione del Corpo e del Sangue di Gesù – spiega il direttore di Luci sull’Est, Silvio Dalla Valle – replicando i gesti del sacerdote nel momento più solenne delle Messa, ha alzato le mani che tenevano vistosamente un preservativo di colore bianco, proferendo parole che ricalcano quelle pronunciate durante la consacrazione. A seguito del gesto blasfemo il cantante si è calato i pantaloni e soltanto allora Rai 3 ha mandato in onda la pubblicità».

«Questo gesto è di inaudita gravità – continua Dalla Valle – non soltanto per l’atto blasfemo in sé, ma anche per il luogo in cui è stato compiuto. Infatti è stato colpito un luogo rappresentativo di tutta la cristianità, la piazza antistante la Basilica di San Giovanni in Laterano, che di recente è stata protagonista dell’ingresso di Papa Francesco nella sua sede propria, la cattedrale di Roma. L’insieme di monumenti e spazi aperti che si trovano in questo luogo costituiscono un simbolo per il cristianesimo e quindi l’atto di blasfemia compiuto dal cantante deve essere annoverato fra i molti episodi di cristianofobia che si stanno verificando nel mondo. Il fatto è ancora più grave se si pensa che il concerto del primo maggio viene trasmesso integralmente dalla televisione di Stato, finanziata da innumerevoli cittadini contribuenti di fede cattolica».

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Oggi, giovedì 9 maggio 2013, la Chiesa celebra la grande 'festa antica' dell'Ascensione al cielo del Maestro. Si leggono le pagine evangeliche che riportano il  suo saluto ai discepoli radunati, quaranta giorni dopo la sua resurrezione. E' 'festa' solo religiosa. Un tempo lo era anche civile (in altri paesi lo è ancora!). Ho raccolto i miei pensieri che offrirò penso alla comunità nelle liturgie che domenica prossima celebrerò. Il ritorno di Cristo al Padre  prelude nella vicenda del Cristo al compimento della sua promessa agli smarriti discepoli. La promessa che non li avrebbe lasciati soli ma avrebbe  mandato loro il 'Paraclito', lo Spirito che li aiuterà a capire  le sue parole fino alla fine del mondo e li accompagnerà nei secoli. E' vicino questo evento. Sarà l'altra domenica: la Pentecoste, la terza grande solennità dei cristiani dopo la Pasqua , e il Natale.

Pregando il breviario alla'Ufficio delle letture mi sono imbattuto in una poesia del grande Manzoni. Avevo già in mente da tempo di riprendere in mano 'I promessi sposi' ed ecco mi viene offerta una stupenda poesia sulla quale mi sono soffermato per cogliere le emozioni del poeta mentre si scioglie in quel canto. Viene 'pregata', in parte, nell'ufficiatura dell'Ascensione, ma  questa poesia sollecita la riflessione sull'imminente futuro, l'evento misterioso del dono dello Spirito.

Su Wikipedia ne ho trovato il testo completo, la narrativa relativa e qualche riflessione. Lo riporto per intero. Può davvero sostenere la mia 'meditazione' sugli eventi di Cristo e sulla storia della sua comunità nel mondo'.

LA PENTECOSTE

vv. 1-81

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vv. 81 ss.
Noi T’imploriam! Placabile
Spirto discendi ancora,
A’ tuoi cultor propizio,
Propizio a chi T’ignora;
Scendi e ricrea; rianima
I cor nel dubbio estinti;
E sia divina ai vinti
Mercede il vincitor.
Discendi Amor; negli animi
L’ire superbe attuta:
Dona i pensier che il memore
Ultimo dì non muta:
I doni tuoi benefica
Nutra la tua virtude;
Siccome il sol che schiude
Dal pigro germe il fior;
Che lento poi sull’umili
Erbe morrà non colto,
Né sorgerà coi fulgidi
Color del lembo sciolto
Se fuso a lui nell’etere
Non tornerà quel mite
Lume, dator di vite,
E infaticato altor.
Noi T’imploriam! Ne’ languidi
Pensier dell’infelice
Scendi piacevol alito,
Aura consolatrice:
Scendi bufera ai tumidi
Pensier del violento;
Vi spira uno sgomento
Che insegni la pietà.
Per Te sollevi il povero
Al ciel, ch’è suo, le ciglia,
Volga i lamenti in giubilo,
Pensando a cui somiglia:
Cui fu donato in copia,
Doni con volto amico,
Con quel tacer pudico,
Che accetto il don ti fa.
Spira de’ nostri bamboli
Nell’ineffabil riso,
Spargi la casta porpora
Alle donzelle in viso;
Manda alle ascose vergini
Le pure gioie ascose;
Consacra delle spose
Il verecondo amor.
Tempra de’ baldi giovani
Il confidente ingegno;
Reggi il viril proposito
Ad infallibil segno;
Adorna la canizie
Di liete voglie sante;
Brilla nel guardo errante
Di chi sperando muor.

Tema:  Composta fra il giugno del 1817 ed il settembre del 1822,  è l'inno sacro più importante perchè riesce a rappresentare in modo completo l'unione dell'aspetto religioso e di quello umano, ed è il più poetico. Pentecoste significa cinquantesimo giorno dopo la Pasqua quando lo Spirito Santo discende sugli Apostoli, i quali da quel giorno iniziarono la predicazione delle dottrine di Cristo . L’inno si divide in tre parti:

 

Il significato globale dell’Inno è che l’umanità, redenta dal Salvatore, non ha tuttavia la forza morale di conservare la Grazia: il corpo è debole e le tentazioni della terra sono tante, perciò occorre che il miracolo della Pentecoste, della discesa dello Spirito Santo in soccorso dell’umanità, si rinnovi quotidianamente.

Nella Pentecoste si evidenzia una maturazione della religiosità del Manzoni. Mentre negli altri inni Dio scende verso l'uomo per sua Grazia (il divino scende verso l'umano), nella Pentecoste Dio è presente negli uomini (fusione del divino e dell'umano), è forza operante in mezzo agli uomini, diffondendo la pace, la giustizia, l'eguaglianza. 

 

Parafrasi

Chiesa, madre dei Santi, immagine della città celeste, eterna conservatrice del sangue incorruttibile di Cristo, tu che da tanti secoli soffri, combatti e preghi e che per tutta la terra ti accampi vittoriosa, campo di coloro che sperano nella vita eterna, chiesa del Dio fattosi uomo, dov'eri mai? In quale posto ti eri rifugiata al tuo nascere, quando Cristo, condotto dai malvagi a morire sul Golgota, arrossò di sangue le zolle del Calvario, glorioso altare ove si compì il suo sacrificio? E quando il corpo divino di Cristo, uscito dalle tenebre della morte, emise il respiro possente di una nuova vita immortale; e quando, recando in mano il prezzo del riscatto, la sua sofferenza e la passione, salì dalla polvere di questa terra al Padre, dov'eri tu, che eri stata compagna della sua passione, consapevole della natura divina ed umana del Cristo, figlia immortale della sua vittoria? Desta, ma solo per temere, tranquilla solo nella dimenticanza, stavi tra le riposte mura del Cenacolo, fino a quel sacro giorno, in cui discese su di te lo Spirito rinnovatore ed accese nella tua mano la fiaccola della fede, perennemente risplendente, quando ti collocò in alto, come faro di luce dei popoli e diede alle tue labbra le parole fluenti della verità.

Come la rapida luce, ovunque si posi, suscita i vari colori sugli oggetti, così risuonò molteplice la voce dello Spirito Santo: l'Arabo, il Parto, il Siro l'udirono nella loro lingua. Pagano adoratore di idoli, sparso per qualsiasi lido, volgi lo sguardo a Gerusalemme, odi il messaggio divino: stanca del vile culto degli dei pagani, la terra torni a Dio.

E voi che date inizio ad una nuova età più felice, spose destate dall'improvviso sussultare del bambino che portate in grembo, o già prossime al travaglio del parto, non levate il vostro canto alla falsa Giunone: il figlio che cresce nel vostro grembo è figlio di Dio.

Perchè, baciando i figli, la schiava sospira ancora? Ed ammira con invidia il seno che nutre i figli liberi? Non sa che il Signore eleva con sé i miseri al regno dei Cieli? Che Egli pensò a tutti i figli di Eva durante la sua passione? I cieli annunciano una nuova libertà dalla schiavitù del male ed un'umanità rinnovata; nuove conquiste e gloria ottenuta con più belle prove, una nuova pace, incrollabile davanti ai terrori ed alle lusinghe infide, che il mondo schernisce, ma che non può togliere.

O Spirito! Supplichevoli dinanzi ai tuoi altari parati a festa, soli per selve inospitali, erranti per mari deserti, dalle Ande gelide al Libano, dall'Irlanda alla montagnosa Haiti, sparsi per il mondo, ma spiritualmente uniti per tua opera, noi ti imploriamo!

Benigno Spirito, discendi ancora propizio, sia ai tuoi fedeli, che a chi ti ignora: scendi e ridesta a nuova vita, rianima i cuori spenti nel dubbio ed il vincitore, lo Spirito Santo, sia divina ricompensa dei vinti.

Discendi come amore: mitiga l'ira e la superbia negli animi, dona quei pensieri che rimarranno inalterati anche nel giorno della morte: la tua virtù nutra benefica i tuoi doni; così come il sole, che fa schiudere dal lento germe un fiore, che, non raccolto, morirà sulle erbe basse e non crescerà con i risplendenti colori della corolla aperta, se, fuso con lui nell'aria, non tornerà il mite raggio del sole che dà vita ed infaticabile alimenta.

Noi ti imploriamo! Sugli abbattuti pensieri dell'infelice scendi come vento ristoratore, aria consolatrice, come bufera sui pensieri gonfi di superbia del violento: ispiragli uno sgomento che gli insegni la pietà.

Grazie a te il povero volga gli occhi al cielo che è suo, trasformi i lamenti in gioia, pensando a Cristo, cui somiglia, il quale volle essere povero; il ricco, a cui è stato donato con abbondanza, doni al povero con amicizia e con quel riserbo che rende gradito il dono.

Rivelati nel riso dei bambini, indescrivibile per purezza, spargi il casto rossore sul viso delle fanciulle, manda alle suore che vivono nascoste le segrete e pure gioie della contemplazione, consacra l'amore pudico delle spose. Modera l'indole troppo fiduciosa dei giovani sicuri di sé, dirigi i propositi dell'uomo maturo a fini che non possono fallire, adorna la vecchiaia di pii e santi desideri, brilla nello sguardo errante di chi muore, sperando nella salvezza eterna.

 


 Lunedì 13 maggio

Ho rivisto, con un pizzico di emozione, il santuario mariano di Caravaggio. Erano con me le mie due cugine: la principezza Rachele ela baronessa Pinucci. Ho incontrato ilpadre confessore che mi ha affettuosamente accolto. Hoincontrato anche Arturo, quello del bar dove centinuaia di pellegrini di Garbagnate prima e di Lissone poi si recano con il 'bonus' per un gelato, una toast....Ma soprattutto ho sostato davanti alla statua della Vergine esposta alla devozione dei fedeli. Si elebrava anche la Messa: il santuario era colmo....Abbiamo pegato insieme reitando il rosario. E poi un poco di silenzio....Non voglio tornare sul passato ma non ho  saputo fermare le immagini dei pellegrinaggi vissuti con la 'mia gente'....alla sera o con le persone anziane nel pomeriggio....Ho ricordato la presenza per tanti anni di Monsignor Allievi. Ho cercato di ricordare qualche pensiero delle mie omelie....Sono uscito per tornare a casa....la gioia di aver dialogato con la Madre del Signore in uno dei suoi santuari dove Lei ha voluto rendersi presente 'mi appartiene'....

 Venerdì 17 maggio 2013

In questo sito sto curando pagine e pagine dedicate al continente indiano, raccontando un indimenticabile viaggio nell'incredibile India. Mi riprometto poi di riprendere la memoria di giorni antichi quando con un gruppo di di garbagntesi visitai non solo l'India del Nord ma anche il Nepal.  Ho 'visto' da vicino come viene vissuto il rapporto tra Dio e l'iuomo sia nell'India come nel Nepal. Ho visto templi maestosi e impressionanti, ho visto fiumi e fiumi scorrere per le pianure dell'India del Nord, il Gange dove si immergono al sorgere del sole i devoti certi di ricevere il perdono del loro peccato, ho visto la 'dea bambina' a Katmandu, ho visto i sacrifici di animali, ho visto idoli dappertutto e i 'devoti' chini in preghiera....Pregando il Salmo 134 ho raccolto la fede dell'Israele antico: "Signore, il tuo nome è per sempre....Gli idoli dei popoli sono argento e oro, opera delle mani del'uomo. Hanno bocca ma non parlano, hanno occhi e non vedono,  hanno orecchi e non odono, non c'è respiro nella loro bocca.Sia come loro chi li fabbrica e chiunque in essi confida"....L'ebreo antico aveva timore di vivere in mezzo a popoli che adoravano gli idoli, paura di cadere nella tentazione di lasciare il vero Dio, il Dio dei padri. Perquesto rifiutano sdegnosamente, quasi imprecando gli idoli onorati dai popoli vicini e lontani....Ma poco dopo, sempre recitando il vespero, nel tempo della Chiesa tra le preghiere conclusive  ne ho trovato una che mi ha rasserenato: "Dio Padre ha voluto effondere anche sui pagani il dono dello Spirito Santo...Padre che hai fatto brillare nelle tenebre del mondo, la luce del tuo Figlio, rivela ai pagani di oggi lo splendore della tua verità...." Penso al miliardo di persone che vivono in quel continente...sono pagani anche se hanno elaborato una stupefacente filosofia che è riuscita nei secoli a  determinare il ritmo della vita delle persone e della società. Il Padre del Signore Gesùà li ama come figli suoi...Il Signore Gesù li ha salvato con il suo sacrificio...Lo Spirito santo muove la devozione sincera dei pagani ....E' davvero il mistero della salvezza che non si è compiuta solo per noi occidentali....Dio, come è grande il tuo amore per questa umanità....!

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23.05.2013

Mi è capitato di leggere il titolo a tutta pagina di un articolo su 'Il messaggero' che mi ha davvero preoccupato....Di certo anche altri quotidiani avranno detto più o meno la stessa cosa: "LItalia sull'orlo del baratro'. Si sa da tempo quanta fatica facciano molta gente e molte famiglie a vivere il quotidiano.....La povertà comincia a mostrare la sua 'orribile presenza' nella vita sociale (suicidi, abbandoni, gesti eclatanti, provocazioni,....).

Mi sono chiesto allora cosa posso fare io, piccolo uomo di questo paese....Ho con me una sola arma: la preghiera. Allora mi sono detto perchè non recitare il quotidiano Rosario alla Madredel Signore, 'aiuto dei cristiani' con l'intenzione di chiederLe con insistenza e fiducia di 'guardare questa sua terra amata' e l'intera Europa in difficoltà? Penso alle cattedrali dei paesi europei a Lei dedicati, penso ai santuari sparsi in tuta Europa: a Lei dunque mi rivolgerò perchè interceda a favore di questa umanità sofferente, Lei per secoli amata e cercata con fiducia!

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24.05.2013

Una citazione da San Paolo, all'alba di questo giorno, recitando il breviari0, mi ha sollecitato a impregnare la mia giornata di 'carità'. Tante vote ho parlato alla mia gente di questa potenza spirituale', dono dello Spirito al cristiani...Ma non basta.  Occorre una 'corrispondenza' e non è facile. La 'carità' come l'intende Gesù e come l'ha vissuta Lui,  rende capaci di arrivare al cuore degli altri...Se questo avviene allora davvero la carità ha preso il suo posto nella nostra anima.

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26.05.2013

Oggi è la solennità del mistero di Dio Uno e Trino. La Chiesa si è fermata a contemplare il mistero di Dio, del Dio dei Padri che Gesù ci ha fatto conoscere nella pienezza della Verità, come amore puro e immenso essendo una comunione di persone nella realtà della loro unica divinità. Ho pregato con il Breviario del giorno. All'alba, la preghiera della prima ora. Una delle due letture.la seconda, è tratta da S. Agostino.Mi ha non solo interessato ma mi ha fatto pensare molto. Offro a voi  un passaggio di questa parola di Agostino, tratta  dal suo trattato  sulla 'Trinità'i: "Liberami, Signore dal 'multiloquio 'di cui io soffro nel profondo della mia anima che è misera al tuo cospetto e si rifugia nella tua misericordia. Anche se taccio con la mia bocca non riesco tuttavia  a tacere con i miei pensieri. Se pensassi solo quello che ti piace non ti chiederei di liberarami da questp multiloquio. Sono invece molti i miei pensieri, pensieri umani, pensieri vani. Donami di non acconsentirvi e allorchè  arrivano ad affascinarmi fà che io sia capace di respingerli senza indugiare in essi imbambolato. ...Signore Dio unico, Dio Trinità tutto quanto detto da me in questi libri, proviene da te, lo conoscano anche coloro che sono tuoi; se c'è qualcosa di mio, ignoralo tu e venga ignorato anche dai tuoi. Amen"

Non mi rimane, impietrito, che riconoscere di aver sentito raccontare la mia vita 'presente'.....

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Lunedì 27 maggio 2013.

Ho fermato un pensiero improvviso che mi ha turbato. Un pensiero e un'immagine: una giovane donna su un letto di una casa di cura, le mani rattrappite, le gambe e i piedi stirati e tesi,  un limpido volto e due occhi che fremono, guardano, osservano. Ma tace,. Sembrano inespressivi. Ma ruotano instancabili. E' Gabriella. Una ragazza splendida sposa di un giovane che amava teneramente dal quale desiderava le coccole, la tenerezza in una casa signorile pche   i genitori gliel'avevano preparata quando andò all'altare....Giorni fa desideravo vederla...è da oltre un mese che non le faccio visita...Ci vado perchè sento che mi 'vede' come quando veniva per casa , nel mio studio e sorridente, mi raccontava la sua vita, i suoi desideri, le sue attese....ma io non avevo capito  niente..... Qualche giorno dopo ebbe un incidente e rimase per giorni in coma. Poi lentamente si riprese ma rimase  immobile., ..passò per ospedali e case di cura...ora è assistita amorevolmente e alimentata con le tecniche del nostro tempo.....Un'altra Eluana Englaro....la stessa cndizione umana: ma il papà non la lascia mai; mai chiederà che sia privata dei supporti che la mantengono in vita...per lui non è accanimento terapeutico...è solo un'attesa....la coccola, lui sì la coccola e lei credo e spero che lo senta...la mamma serena di fronte a una figlia che vive in un mondo che non conosciamo...Ecco: oggi il pensiero di lei mi ha preso e mi costringe a cogliere in questa presenza particolare nella mia vita l'urgenza di saper stare attenti e rispettosi davanti alla sofferenza intima delle persone anche quando ti si presentano sorridenti, di un sorriso luminoso su un volto angelico, ma profondamente triste come quella di Gabri..... Dopodomani andrò a farle visita e le darò un bacio: i suoi occhi mi fisseranno e forse si sentirà dire: "Perdonami Gabri...ti voglio bene".

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Mercoledì 29 maggio 2013

Con Don Sergio, il mio amato vicariol, sempre cortese ho seguito alla TV la mattinata che si è tenuta in Duomo dove sono stati convocati i presbiteri della diocesi per comunicazioni importanti. Si trattava infatti di 'chiudere' i cantieri aperti dal ministero di Tettamanzi e dare indicazioni definitive per la pastorale del futuro.

La mattinata, stando al documento consegnato al termine a tutti i presenti, ha come titolo, abbastanza significativo: "Dai cantieri alle linee diocesane". Un titolo che spiega bene le reali intenzioni dei nostri pastori per il futuro della Chiesa milanese.  Gli interventi sono stati quattro:Il primo relativo all'uso del lezionario ambrosiano; il secondo  ha chiarito le linee diocesanoe sulla pastorale d'insieme nella forma della comunità pastorali; il terzo a cura di Don Tremolda ha presentato le novità, per così dire, per l'iniziazione cristiana dei fanciulli; il quarto ha spiegato le linee diocesane sulla prima destinazione dei prebisteri giovani.  I quattro cantieri aperti dal Card. Tettamanzi. Ha chiuso l'arcivescovo con un intervento che ha presentato un 'ipotetico' (mi pare che la parola sia quella giusta) piano pastorale dal titolo: "Il campo è il mondo..."

Prima di procedere in un'altra pagina di questo sito (Eventi di Chiesa/Diocesi di Milano) a esprimere il mio parere personale su quanto è stato deciso in alta sede, sottolinee due patrole nuove usate dai relatori che possono aprire a un futuro diverso dall'attualità. Nella relazione di Mons. Delpini è stata spiegata la decisione di non chiamare più 'Il direttivo' quel gruppo di persone, presbiteri e laici, che finora hanno guidato le Comunità pastorali 'inventate', ma 'diaconia'. Chissà se basti una parola a determinare un vissuto di anni....Nella terza relazione, a proposito della iniziazione cristiana dei fanciuli, Mons. Tremolada ha ripreso un'antica formula usata ai tempi dei decreti delgati nelle scuole pubbliche e private: Comunità educante, per dire insomma che il cammino cristiano dei piccoli è affidato alla comunità di persone che ovviamente a questo punto non sono solo i catechisti....

L'Arcivescovo a parte alcune precisazioni iniziali mi è parso ancora vago. Attendiamo ovviamente la sua lettera pastorale che avrà come titolo"Il campo è il mondo: vie da percorrere incontro all'umano". Mi pare interessante e, se mi viene permesso, riprende quanto ho avuto modo di dire al Presule a Seveso dandogli il saluto di benvenuto in Diocesi, quando  ricordai all'arcivescovo che in particolare ai preti venga chiesto di essere 'uomini', umini veri, capaci di capire, accogliere , amare l'uomo anche quando sembra che non si accorga di noi!........

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Venerdì 31 maggio 2013

Ho preparato l'omelia  che dirò nelle assemblee eucaristiche di domani. Come sempre, da quando sono in pensione, scrivo il testo. Ora infatti posso davvero rispettare i fedeli presenti ai quali non devo offrire alcuni pensieri, anche se precisati, detti a braccio.

L'omelia di domenica si è sviluppata sul tema della speranza a partire dalla lettera di San Paolo ai romani con un riguardo particolare alle parole di Gesù ai suoi discepoli perchè si fidano e si affidano alla provvidenza di Dio per giungere al Regno, proprio come gli uccelli del cielo e i gigli del campo dei quali si occupa il Padre....

La speranza cristiana proietta al Regno, alla vita eterna. E Gesù domanda ai suoi discepoli di cercare il Regno, tutto i resto sarò donato nel tempo dal Padre.

La vita eterna. Come non desiderarla? Eppure molte persone non la conoscono e non la desiderano, e  lasciano che la loro vita umana si spenga nel morire senza un 'dopo'.

In questi giorni anche alla TV si è dato rilievo alla morte di Franca Rame, ai suoi funerali partecipati da tante donne vestite di rosso, cantando 'O bella ciao..." e salutato da un grido del suo uomo, Dario Fo: "Ciao..." e da un intervento del figlio nel quale ha gridato che Dio è comunista ed è femmina....

Ho pregato per Lei, per tutti loro, rispettando le loro opinioni anche se mi hanno fatto male! Vorrei che Gesù l'accogliesse nel suo Regno, in quella vita eterna che è la sua promessa a chi crede....

E qualcuno  ha scritto a Dario Fo: Adriano Celentano. Ne ho parlato nell'omelia riportando alcune espressioni tratte dal suo blog. Qui le riprendo :".....«. Caro Dario, anche se tu non hai mai voluto credere, per tua fortuna le cose stanno diversamente da come hai sempre pensato. Immagino quale tipo di spettacolo ora starà facendo Franca ai piedi di Gesù (quel Gesù che con tanto AMORE hai rappresentato nel `Mistero buffo´) e cosa mai si starà inventando per convincere il Figlio di Dio a darle un piccolo permesso, di scendere fra di noi un'ultima volta, giusto il tempo di venirti a dire che avevate sbagliato tutto e quindi di non sentirti solo e di essere allegro `perché è da questi luoghi - ti direbbe - che comincia la VITA VERA´. Luoghi, come disse San Paolo quando per un breve periodo fu rapito in Cielo con tutto il corpo: `nessuna penna potrà mai descrivere la bellezza di ciò che i miei occhi hanno visto´!''.

Non credo di aggiungere altro...Saper dire la nostra fede anche a non credenti seppure amici, è una testimonianza che ci giudica....!

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Venerdì 7 giugno

Con Rachele, Giovanni e la moglie  per una promessa loro fatta tempo fa ho raggiunto un amico di vecchia data: Dante Rivetti che produce vino, ottimo vino,  delle langhe. Si trova a Bricco di Neive.E' stata per loro una 'sorpresa'. Non sapevano del mio arrivo. Ci andavo anche per fare scorta di vino per il prossimo anno. Questa volta però, e credo che sia l'ultima, ci sono andato portando con me una splendida e classica immagine del 'Bambin di Praga' che mi fu donata a suo tempo dal rettore di Arenzano. Volevo lasciarla a quella famiglia: a Dante e alla sua donna, a Ivan il figlio e la sua donna e alla loro piccola Vittoria, alle due sorelle di Ivan con l'invito a leggere quanto avevo stampato sull'antica devozione al 'Bambino'. L'intenzione mia era quella di lasciare in quella casa un segno religioso che li aiutasse a dare un senso al loro duro lavoro tra le vigne, sulle colline albesi, soprattutto ora che si sono fatti ricchi.

La piccola Vittoria ha a lungo accarezzato la statua di Gesù Bambino, coprendola di baci e accarezzandola......con evidente stupore.Sono rimasti stupiti anche i 'grandi' : il dono li ha interessati. Leggendo la storia e conoscendone la devozione, arriveranno a pensare al Signore Gesù con affetto. E' ciò che importa....

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Lunedì 10 giugno 2013

Ho cercato di mettere a memoria l'antifona mariana di questo tempo liturgico. E' bella. Carica di affetto e di sentimento, di amore per la Madre del Signore. La sento vicina in questo periodo di stanchezza interiore. La sento sostenermi mentre vago per il giorno in cerca di qualcosa che valga la pena di fare....Eccola:

"Inviolato fiore, purissima Vergine,

porta lucente del cielo,

Madre di Cristo amata, Signora piissima

odi quest'inno di lode.

Casta la vita scorra, sia limpido l'animo,

così ti implorano i cuori. Per la tua dolce supplica, a noi colpevoli

scenda il perdono di Dio.

Vergine tutta santa, Regina bellissima

Inviolato fiore"

A sera quando termino la preghiera del Breviario mi soffermo su questa invocazione. Entra nell'anima un bisogno di amore...e una pace serena come se Lei, Madre di Cristo amata, mi tenesse fra le sue braccia materne...."

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Martedì 11 giugno 2013

Ho fatto visita alla salma della signora Teresina Mussi, la donna del 'Borgo' in Lissone. Uno dei suoi figli mi aveva comunicato il suo decesso. E questa mattina ho pregato sulla salma nell'obitorio della Casa di riposo di Lissone. Ho benedetto il Signore per la sua testimonianza: amava il suo piccolo santuario per il quale con la modestia delle sue possibilità preparava la festa, a mezz'agosto. il 15 quando la Chiesa celebra l'Assunta. Preparava per le amiche e per tutti tanti dolci...coinvolgeva le persone del rione....Sorridente, paziente, rispettosa di tutti, sena mai una lagna per le sue sofferenze....Una donna che 'amava' la sua parrocchia. Ricordo che ad ogni Natale mi faceva pervenire una busta con gli auguri e un buona offerta per le necessità della parrocchia. A Cesenatico per anni ha seguito il gruppo degli anziani che portava al mare... Questa mattina ho pregato per lei con qualche piccola lacrima agli occhi: quel viso un poco disfatto,mi parlava del 'nostro passato'...'Nostro' perchè l'abbiamo vissuto insieme....Lei sempre davanti in prepositurale, negli ultimi tempi con il suo bastone segno di una vecchiaia che cominciava a farsi sentire....Le passavo vioino e sempre faceva sentire il suo  saluto cordiale e simpatico..Teresina, ti accolga il Signore che in vita hai pregato tanto e che tanto hai amato....!

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Mercoledì 12 giugno 2013

Al vespero del giorno (3 settimana del salterio, mercoledì) si prega il salmo 125 . Il salmo si chiude con versetti dal ritmo ben diffuso in tutto il salterio (Cfr. il Mgnificat): composti per lo più da due frasi o emistichi che mi hanno suggerito una riflessione. Il salmo parla della gioia di coloro che 'deportati in Babilonia tornano a casa'. Il salmista confessa: " Chi semina nelle lacrime, mieterà con gioia". La parabola del seminatore gli serve per 'rivedere il tormento della deportazione 'e nel contempo la gioia del ritorno. Poi il salmo continua: "Nell'andare se ne va e piange, portando la semente da gettare, ma nel tornare viene con giubilo, portando i suoi covoni" Ancora l'immagine del seminatore. Quella wsemente così preziosa buttata tra le   zolle della terra feconda pare uno sciupio. Ma il contadino che all'estate dopo il raccolto ritorna a casa portando il frutto di quella terra, vi giunge nel canto e nella gioia. Due sono dunque i tempi: il primo pare sia quello della prova che va afrontata con coraggio e nelle lacrime, il secondo è il tempo della gioia poichè essa è 'dentro il tempo'. Voglio dire che l'uomo moderno ha perso per strada il secondo momento della vita. Si impegna e si spegne in un oggi senza futuro, non gli riesce di raccogliere il frutto della sua fatica umana...Gli manca il 'poi', quel felice ritorno a csa 'portando i covoni' del  frutto di una vita pensata all'orizzonte dell'eterno. L'uomo moderno ha bisogno di ritrovare il suo futuro perchè la gioia, quella vera, gli possa nascere dentro e nel canto  di lode chiudere la sua esistenza!

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Giovedì 13 giugno 2013

E' sera. Ho terminato il Breviatio con la recita della Compieta. Attorno  me un grande silenzio. La mia gente sta davanti al televisore. C'è sempre per loro un programma che li fa sognare.....Mi ritiro volentieri nel mio studio.....Questa sera a compieta ho fatto mente a un versetto dell'inno che dice: "Ospite dolce di chi crede in Te...". La preghiera mi ha condotto dentro la mia vita intima: anche questa mattina ricevendo il Corpo di Cristo  ho chiesto a Gesù di farsi sentire, di accompagnarmi durante il giorno che faticoso si compie.....Sento  l'essere solo e questa parola dell'inno della sera mi ha costretto a 'sentire'  la dolcezza di una Presenza intima ma che non sempre si fa sentire....Lui è mio ospite, dolce  anche perchè l' accolgo nella luce della fede.....

Domenica 16 giugno 2013

Oggi mi è capiatyo una cosa strana. Tornando dalla Basilica dopo aver celebrato e predicato sulla prima delle 6 antitesi evangeliche in Matteo  mi sono sentito fortemente interpellato quasi spinto a farmi un tuffo nella coscienza proprio a partire dalle mie riflessioni. La prima di queste antitesi del Vangelo di Matteo parla dell'omicidio che sarà sempre sotto posto a giudizio. Gesù precisa che non solo l'omicida ma anche chiunque dice 'parolacce al fratello': imbecille (raka aramaico) stupido, pazzo sarà sottoposto a giudizio!

Nella  mia riflessione, quella che mi ha costretto a fare un processo interiore personale, tra le altre cose dicevo: "..... Il rispetto che si deve alle persone (non solo quelle di casa....e ai cosiddetti superiori se li riconosciamo!) è forse passato di moda.? Possiamo gridare nelle  piazze   ogni insulto immaginabile, dobbiamo permetterci di giudicare senza ritegno tutto e tutti, usando dei mezzi di comunicazione in modo scorretto? ....Ma perché viviamo in questo modo. E’ forse vero quanto il pensatore Tomas Hobbes cercò di dimostrare e cioè che ‘homo homini lupus’ ossia che lo stato iniziale della natura umana è una "guerra di tutti contro tutti", e la vita divenga solitudine, brutalità, violenza e miseria?

Per la verità il significato della parola rispetto indica  prima di tutto in noi  uno sguardo sincero su  chi ci sta davanti e con il quale si vuole vivere una relazione...anche difficile. Questo guardare l’altro, (non solo vedere, dunque,  che è passeggero) implica sempre il riconoscimento della persona, chiunque essa sia , anche se in quella circostanza  è ‘odiata’. L’altro non è l’inferno come diceva Sartre. L’altro non è un lupo.... Il rispetto nasce e si forma nel momento in cui la differenza viene accettata come dato inevitabile e forse anche come valore! Chi non ha rispetto degli altri non ne ha neppure per se stesso, non riesce a stimare correttamente la propria persona e, quindi, difficilmente riuscirà a stabilire dei rapporti equilibrati con gli altri, perché chi non rispetta se stesso – anche nelle proprie debolezze – difficilmente rispetterà gli altri quando manifesteranno le loro!

Mica male per mettermi in ginocchio....

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Martedì 18 giugno 2013

La notizia che segue è apparsa pubblicata su 'Nord' il quotidiano sul web della Lega  Nord: ''L'Europa sta tramontando, siamo stanchi, vecchi, sia come societa' civile che come Chiese. Dobbiamo ripensare noi stessi in termini radicali''. Lo afferma alla Stampa il cardinale Angelo Scola.". per la verità ho cercato conferma sul sito della Diocesi di Milano e su altri siti riservati ad Angelo Scola. Non ho trovato nulla. Per questo ho qualche dubbio sulla autenticità di queste affermazioni. Però mi pare molto strano che un cardinale di Santa Madre Chiesa, che dovrebbe ricordarsi della presenza dello Spirito nella Chiesa che la 'mantiene giovane' sia uscito con queste affermazioni. Comunque lo verificherò ancora....

Torna alla mia mente l'antifona che apre il Magnificati nei secondi vesperi della domenica della undicesima Settimana.Mi è rimasta nel cuore per giorni:"L'Onnipotente  Santo, donando a noi lo Spirito' nell'esistenza languida e caduca, ha radicato una speranza eterna".

 Di certo il Cardinale Scola l'avrà  recitata pure lui al vespero di domenica 9 giugno 2013.. L'antifona per la verità gli dà ragione: questa esistenza è 'languida e caduca' (fate attenzione alle due parole!) Però il Signore santo e onnipotente nel dono del suo Spirito ha dato la speranza...Non possiamo permetterci di dimenticarla per strada anche se ai nostri occhi tutto parla di....vecchiume e  tutto fa pensare che Europa e Chiesa stiano ...tramontando!

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20 giugno 2013

E' ormai sera avanzata. Nel mio studio dopo aver pregato recitando Compieta, prima di prendere sonno, penso a 'quella sera'  passata in una cameretta della casa per esercizi spirituali dei Padri di Rho... Quella volta sapevo che mi attendeva un'alba particolarmente attesa. Mi sarei svegliato presto...per essere pronto a portarmi con i miei  compagni di classe al Duomo. Ci sarebbe stata tanta gente.Sapevo che c'era tutta la mia famiglia...macava solo papà.... Era la sera del 20 giugno 1958:  55 anni fa.....

Dopo tanti anni, nel silenzio del mio studio, avverto che la memoria di quella sera e del giorno dopo quando sarei stato ordinato prete di Cristo per sempre, vivo ciò che desideravo avvenisse .Ricordo che  attendevo quell'ora....anche se frastornato dal susseguirsi di momenti importanti e decisivi per la mia giovane vita, forse, non  in piena consapevolezza. .Un'ora che sembrava scorrere come un fiume in piena. Tutto avveniva dentro di me....e come un fulmine a ciel sereno , in questo silente eremo, mi colpisce il ricordo dell'assoluta pace che mi  aveva invaso quella sera.......Non c'è altro stasera...solo Lui che mi viene appresso e mi dà una carezza e con tenerezza mi dice  di 'conoscere la fedeltà' con la quale ho vissuto da quella sera  la 'chiamata' che mi aveva rivolto. Questa sera, solo, (non ho più comunità!)  sento la gioia del dono che 55 anni fa mi apprestavo a farGli.La mia vita!

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Venerdì 21 giugno 2013

Un giorno importante perchè ricorre il 55 anniversario della mia ordinazione sacerdotale. Ma è anche giorno di dolore per l'improvvisa scomparsa di Don Giuseppe Villa, fratello di Don Vittorio Villa con il quale ho vissuto i miei primi anni di ministero in Seregno. Il Signore lo accolga fra i suoi santi per la sua bontà. umiltà. disponibilità, serenità....Un prete vero...Seregno perde un testimone!  Ma è anche un giorno importante perchè a Lourdes è uscito il Gave, facendo danni non da poco. Ho riportato un video che documenta la situazione. Prego perchè al più presto riprenda la preghiera a Maria

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Martedì 25 giugno 2013

Nell'ufficiatura di questo giorno (quarta settimana, martedì) all'ora nona la lettura breve riprendeva una frase di Col 1,19-20: "Fratelli, piacque a Dio di fare abitare  in Cristo ogni pienezza e per mezzo di Lui riconciliare a sè tutte le cose rappacificando con il sangue della sua croce, cioè per mezzo di Lui, le cose che stanno sulla terra e quelle nei cieli". Un pensiero è corso per la mia mente e un'emozione ho provato: questo mondo è stato amato da Dio che lo volle ancora tutto suo per mezzo di Colui nel quale sta tutta la pienezza della vita di Dio. Questo mondo  per l'infinita incomprensibile misericordia di Dio, mistero d'amore, è nella pace poichè è stato 'riconciliato' dal Signore. Quando sento notizie di guerre e di violenze, quando assisto a cattiverie senza fine che scuotono questa umanità dovrei avere dentro la certezza che nonostante tutto questo Dio 'tanto ha amato il mondo....' e lo ama. Non verrà meno il suo amore perchè Cristo è morto per questo, una volta per sempre.Vorrei poter vedere le cose del mondo in questa luce per portarmi dentro la fiducia nel futuro, la serenità nel presente anche se ovviamente sento la prova che scuote la fede di molti. Mi ritorna alla mente quella parola di Paolo (ancora lui!): "Cristo ha vinto il mondo..." lo ha vinto morendo per la sua liberazione dal male , lo ha vinto per l'effusione del suo sangue perchè    su questo mondo non scenda l'ira di Dio ma la sua infinita misericordia.

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Mercoledì 26 giugno 2013

Sento...il vuoto attorno a me...La preghiera mi pone in dialogo con il Signore...e sono momenti sereni, perfino lieti....ma l'umano pare scomparire di giorno in giorno...Sorridevo quando dicevo che vivo in un eremo....Mi piaceva starmene solo alla scrivania per leggere e scrivere...Ma ora l'eremo è un luogo non più fisico, bensì spirituale....Mi ritrovo sovente a interrogarmi quasi per giudicarmi come fossi 'uno che non ha alcun interesse'....Mi accuso: sento qualcuno che mi dice di recarmi al 'baretto' della comunità...magari per fare una partita a carte. con i..vecchi pensionati ..Mi irrita solo a pensarci...La difficoltà a impostare relazioni e a sostenerle nel tempo è enorme...Mi pare addirittura impossibile....La vita, il quotidiano assorbe ciascuno anche coloro che so essere amici veri...Vivo nel mio eremo con la 'principessa', quella  signora che tutto ha lasciato da anni per stare con me...Una cugina riservata e generosa.....Signore, il lamento del salmista sale adal cuore sofferente e diventa voce che sussurra il suo bisogno di 'comunione'...Fatti sentire, forte forte....

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Giovedì 27 giugno 2013

Ilaria, la segretaria del Patriarca latino di Gerusalemme, sua beatitudine Twal Fouad mi ha fatto avere, via e-mail, una lettera personale del Patriarca. Una sorpresa e una grande gioia. Qui non la riporto. La inserirò nell'altro sito -  www.gilah.it - per un sincero commento grato e rispettoso.Il patriarca ha tanti di quei problemi che solo l'avermi pensato mi riempie di stupore: sa stare vicino alle persone....! Ora sono in attesa della 'lettera' che riporrò memore e grato nella mia corrispondenza.....Confesso che questa parola mi ha suggerito di riprendere la proposta a suo tempo avanzata, e cioè di costituire una 'comunità mediatica' dal nome Gilah (Gerusalemme, gioia di Dio!) per suggerire la preghiera per quella terra amata e tanto sofferente, per qualla comunità cristiana partita all'indomani del ritorno del Signore Gesù al Padre, la comunità apostolica...Vedrò se mi rimangono forze sufficienti per aprire questo cammino che vorrei percorrere con tante persone che hanno condiviso  il mio ministero pastorale....

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Venerdì 28 giugno 2013

Quasi d'improvviso mi sono ricordato di avere scritto 'un commento' personale  del Vangelo di Marco. Sono andato a rileggerlo.  Il commento richiede di essere rivisto. Per la verità mesi fa l'avevo preso 'in mano' e avevo cominciato a 'riscriverlo' in una modalità diversa, accompagnandolo anche da notizie storiche e archeologiche...Ma poi mi sono un'altra volta fermato. Il testo è disponibile, il mio commento...Ho pensato di verificarlo usando studi importanti (la bibliografia è immensa....) come 'L'Evangelo secondo Marco' di Josef Schmid edito da Morcelliana (uno studio datato ma a mio  parere ancora valido) e altri commenti..... Ma sono studi di esegeti peparati: mi servono per non dire stupidaggini. Il mio testo invece è scritto giorno dopo giorno come fosse al seguito del Maestro e un poco da giornalista (come lo è tutto sommato Marco): osservare ciò che fa Gesù e sentire ciò che dice e come lo dice... Devo però rivederlo perchè questo piccolo progetto non si realizza nella pagine che ho scritto... Nessuna velleità...E' un  piacere ...spirituale  personale'.....Mica scrivo per pubblicare....!

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Domenica 30 giugno 2013

Oggi ho celebrato l'Eucaristia a San Salvatore in Seregno e a S. Ambrogio. Il Vangelo della domenica era di Giovanni. Con poche frasi,crude e realistiche narra la morte di Colui che lo volle con sè, il Maestro di Galilea, quel Gesù che disse di essere il Figlio di Dio. Ho sviluppato una pensiero a partire proprio dalla morte del Cristo in croce. Perchè? mi sono chiesto.

Tolgo dalla omelia di quel giorno quanto segue e lo confermo, a sera, solo, nel mio eremo: "

  • ....Insieme  posti davanti a Gesù proviamo a pensare al nostro morire che è un evento della nostra vita, il più certo, sapete.  quello definitivo... pensiamo a coloro che ci hanno lasciato e abbiamo amato e alla luce di questo evento su un monte, fuori della città di Gerusalemme, nel calar del sole  ascoltiamo ciò che disse un grande prete di Milano -  parafrasando forse Agostino -  a coloro che piangono i loro morti...Loro ci dicono:  "Se mi ami non piangere! Se tu conoscessi il mistero immenso del cielo dove ora vivo; se tu potessi vedere e sentire quello che io vedo e sento in questi orizzonti senza fine e in questa luce che tutto investe e penetra, tu non piangeresti se mi ami. Qui si é ormai assorbiti dall'incanto di Dio e dai riflessi della sua sconfinata bellezza.... Nelle tue battaglie,  nei tuoi momenti di sconforto e di stanchezza,pensa a questa meravigliosa casa, dove non esiste la morte, dove ci disseteremo insieme  nel trasporto più intenso, alla fonte inesauribile dell'amore e della felicità. Non piangere più  se veramente mi ami!"
  •  Questa è dunque la ragione del morire di Cristo su quella croce. La  morte di Gesù Cristo è la nostra speranza!  Questo ha fatto il Signore Gesù morendo sulla croce....Questa è la nostra fede.

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3 luglio 2013 

Stiamo programmando un gita di un giorno in visita al famoso 'Pilatus' sopra Lucerna, un picco dal quale è possibile vedere laghi dei quattro cantoni.

Penso dopo mesi di eremo di vivere una giornata di 'libertà': la macchina dà questa sensazione...Liberi. Nel tempo è solo un 'momento' da vivere con un atteggiamento interiore preciso. Passando per città e paesi, attraversando laghi e fiumi, costeggiando campi verdi, circondati da monti ancora innevati, immersi nella favola di un mondo che nel silenzio della creazione mi attende...tutto questo è anche una semplice gita....come quella che sto per vivere con Giovanni Venier e la sua signora, Daniela e la mia principessa Rachele.... Questa sensazione di libertà mi conduce a fare un percorso interiore, dopo la sosta di mesi nella caasa del pensionamento. Proprio come ho trovato ben chiarito in un passaggio di uno scrittore contemporaneo che trascrivo ringraziandolo.

Dal blog di Dario Sorgato, scrittore e viaggiatore. Una riflessione che condivido: "C’è un solo viaggio possibile: quello che facciamo nel nostro mondo interiore. Non credo che si possa viaggiare di più nel nostro pianeta. Così come non credo che si viaggi per tornare. L’uomo non può tornare mai allo stesso punto da cui è partito, perchè, nel frattempo, lui stesso è cambiato. Da se stessi non si può fuggire. Tutto quello che siamo lo portiamo con noi nel viaggio. Portiamo con noi la casa della nostra anima, come fa una tartaruga con la sua corazza. In verità, il viaggio attraverso i paesi del mondo è per l’uomo un viaggio simbolico. Ovunque vada è la propria anima che sta cercando. Per questo l’uomo deve poter viaggiare.

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4 Luglio 2013

Dal salmo 70: "Non mi respingere nel tempo della vecchiaia * non abbandonarmi quando declinano le mie forze". E' tardi e avverto come non mai il peso di un tempo della mia vita , quello terminale, che sembra trascorrere in una nube che tutto avvolge togliendo ogni significato a forme e colori......Per questo mi rivolgo con il sospiro del salmista a Colui che è 'luce' perchè diradi questa nebbia che mi fa paura.

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Venerdì 12 luglio 2013
Il proposito di raggiungere Lucerna per poi prendere la cremagliera che porta al Monte Pilatus si è compiuto! Ci sono andato oggi con Giovanni Venier, la moglie Daniela e la mia principessa Rachele. Partiti un poco tardi  da Seregno    con un poco di difficoltà abbiamo raggiunto Alpnachstad dove si trova  la stazione della cremagliera che porta al Pilatus. Una ripida salita di circa mezz'ora audace attraversando prati e foreste, grattando rocce, passando per tunnell senza luce, fin lassù....dove già una volta ero stato con Giorgio ma in una giornata così nebbiosa  da impedire ogni vista.....

 

 Raggiunto il 'Pilatus Kulm, ci troviamo davanti a un...moderno supermercato...( stona davvero, lassù!) più in là invece stava con il suo  fascino storico l'Hotel Pilatus-Kulm, costruito ndel 1890 e la sua magnifica terrazza romantica con un belvedere alpino unico. Un paradiso escursionistico, con una natura intatta e itinerari di ogni livello. Il più grande Parco alpinistico della Svizzera centrale sul Fräkmüntegg (1416m).

 Rimaniamo lassù....Lo sguardo dalla terrazza scende lungo il pendio dei monti, qua e la chiazze di neve...Ma Giovanni voleva vedere bene il lago dei quattro cantoni. Si decide di salire il picco che sovrasta l'hotel. Sono gradini sconnessi...Ci  penso un poco e poi mi decido: lentamente salgo...mi fermo, respiro...  a lato passa di continuo gente giovane  e adulta con passo fermo e sicuro..Li invidio....Ma salgo...salgo fino a raggiungere il picco. Non so quanti gradini ho fatto... Da lssù la vista doveva essere meravigliosa... purtorppo dal lago di Lucerna è salita la nebbia  che a poco a poco ha avvolto  l'intero panorama. Alle volte chiazze di azzurro parevano lasciarci entrare in quel mondo fatato per lasciare intravvedere angoli di lago. Davvero un invito alla contemplazione...se non ci fosse stato chi lassù ha portato una modernità stupida....Ho rivolto al  Signore la preghiera quotidiana: "Benedite monti e colline il  Signore, benedite creature tutte che germinate dalla terra, benedite sorgenti il Signore...".  Di lassù  una lamentosa e robusta, perfino struggente ..musica nel silenzio dei monti muti sotto un cielo azzurro,risuonava dappertutto. Non capivamo cosa fosse...E poi li abbiamo visti: due  pastori svizzeri nei loro costumi in un angolo sotto di noi suonavano  con il  lungo corno poggiato a terra quel 'canto' amabile, che risuonava nell'aria tersa e penetrava l'anima...di continuo, quasi fosse un 'grido' sofferto....

Qualche foto e poi giù a raggiungere Daniela e Raxchele che si prendevano il sole. Si riparte ancora con crimagliera. Sostiamo nel baretto del piazzale diella stazione di   Alpnachstad  e poi via...Purtroppo abbiamo sbagliato  percorso per evitare la lunga file del Gottardo. Ma questo ci ha portato a superare uno dei passi più selvaggi della Svizzera, il Susten pass che è un valico alpino 'altezza massima del passo (2224 mt) posto nelle Alpi Urane. Collega il Canton Berna con il Canton Uri.. Scendeva la sera, le ombre stavano per coprire la enorme momntagna. Ma l'abbiamo superata per raggiungere l'autostrada che ci ha riportato a Seregno. Erano le 23.30 quando Giovanni parcheggiava dava nti a casa mia la mia carissima Dacia. Stanchi, sì...ma felici!

(La documentazione fotografica si trova sui tre  'slideshow'.

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Sabato 13 luglio 2013

Si fa vicina la GMG in Brasile.  Papa Francesco affronta per la prima volta due eventi importanti che segneranno il suo pontificato: la prima uscita per andare nel mondo, nel suo mondo dell'America per portare Gesù e annunciarlo a un popolo di profonda fede in Cristo; e l'incontro con i giovani del mondo. Dovrà essere ppronto a 'dire' qualcosa di nuovo soprattutto dovrà annunciare la gioia della fede in Gesù.  Saranno giorni impegnativi per lui. Lo aiuteranno di certo. Ma sarà Lui e soltanto Lui a 'mostrare' Cristo nella sua persona , ad annunciare le sue parole di verità e di pace, di impegno e di speranza,ed anche  nei suoi gesti che susciteranno di certo sorpresa e commozione. Prego per Lui. La fatica si stemperi nella pace del suo cuore e si manifesti sul suo viso sempre sorridente....

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Domenica 14 luglio 2013

 Ho iniziato la  lettura della lettera enciclica di Papa Francesco: "Lumen fidei". E' impegnativa già dalle prime pagine anche se si lascia leggere volontieri. Si sente la penna di Benedetto XVI sotto sotto...Ma si nota anche il tratto 'umano' di qella di Papa Bergoglio. Ne farò oggetto di meditazione quotidiana. Mi aiuterà a purificare la mia fede e a rinnovarla...in questo 'tempo' così 'aperto' come è quello del pensionamento per un sacerdote. Spiegherò perchè lo ritengo 'aperto'...più avanti

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Venerdì  2  Agosto 2013

UNA GIORNATA SPECIALE ALL'ALPE GIUMELLO IN VALSASSINA

(I due slideshow che seguono ........  sono una documentazione di momenti vissuti..lassù!)

...Un pensiero al giorno! Mi sono trovato   all'alpe Giumello in alta Valsassina. Ci sono andato per 'stare accanto a persone amiche', a gente  per le quali nutro simpatia e riconoscenza. Lassù su un costone del monte hanno la loro casa di campagna.  Ci sono entrato, un poco timoroso,  da ospite e dall'interno attraverso la porta il mio sguardo è finito sulla cerchia dei monti che la circondano proiettandosi poi fin giù nella valle......Non sapevo della bellezza di quel posto...Mi pareva che la Valsassina fosse una semplice vallata , senza alcun vero interesse nè culturale nè  paesaggistico. Mi devo ricredere tanto che potrebbe essere davvero una meta interessante per gite di un giorno. C'erano con me Gianni e Cristiana, a<mici di sempre, e la mia principessa, Rachele. Due persone squisite ci hanno accolto  per il pranzo, Adriana e Gigi....un posto di ristoro dove si mangia il 'piatto locale'...Un menù straordinario che non ho trovato altrove anche se nella mia vita ho conosciuto ristorantti e hotel famosi. Si era quasi ai 1500 metri! E si stava davvero bene...Ho, intimamente ringraziato il Signore...Nella tarda età infatti mi concede esperienze amicali che rasserenano e sostengono nell'ultima parte del cammino della vita Si era ormai il vespero...quando ci siamo lasciati portando nnella memoria stupendi angoli di mondo, vicino a casa.....Salutiamo il bel cucciolo di cane (non ricordo la razza...), le ultime foto di Gianni e poi giù per la Valsassina per arrivare a casa...Un pensiero al giorno: benedite opere del Signore, il Signore! Benedico il Signore che ci concede momenti sereni nel quotidiano 'fastidioso' e pure anche doloroso (come per Adri...). Benedico e rendo grazie per i suoi doni. Lui è fedele nel suo amore proprio come quei monti che stabili stanno davanti a una graziosa casa di vacanza dove è possibile ancora...sognare!

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 Giovedì 8 agosto 2013

Alle volte mi torna alla mente quanto e come il mio ministero pastorale mi abbia tenuto impegnato per oltre 50 anni....Oggi, faccio un ripasso solo per verificare quanto San Gregorio Magno  scrive nel suo libro: "La regola pastorale". Mi sembra davvero che mi abbia letto nell'anima..."Spesso le cure assunte col governo delle anime disperdono il cuore in diverse direzioni così che ci si ritrova incapaci di affrontare problemi singoli perchè la mente è confusa e divisa in molte occupazioni: perciò un sapiente avvertito ammonisce: 'Figlio non applicarti a molte attività' (Sir 11,10) E ciò per dire che la mente divisa in diverse operazioni non può raccogliersi nella considerazione esigente di ciascuna; e mentre è trascinata al di fuori da una cura prepotente si svuota di quella unità dello spirito prodotta dall'intimo timore: diviene sollecita nella disposizione di cose esteriori e ignara solamente di sè, sa pensare a molte cose ma non conosce se stessa....". Nella sera che conduce a notte piena ho interrogato il mio 'tempo mezzo secolo di ministero'. Mi sono ritrovato nelle riflessioni di questa saggio dottore della Chiesa. Solo ora che vivo un breve tempo nello stato nuovo di pensionato, anche se nell'obbedienza vivo esperienze 'varie' di ministero pastorale,  costato quanto abbia 'perso di me stesso' occupandomi sempre con generosità e con sincere intenzioni di pastore di comunità di ...tante cose legate ai miei doveri di pastore.

Per questo vivo l'ultimo tempo della mia vita di prete cercando di mettere a nudo la mia vita interiore agli occhi miei per offrirla così come è a Colui che tutto conosce anche i più segreti sentimenti del cuore e i pensieri più nascosti dell'anima.......

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Venerdì 9 agosto 2013

Oggi nella liturgia ricorre la memoria di Santa Teresa Benedetta della Croce, patrona dell'Europa. In mattinata ho celebrato la S. Messa con vivo fervore pensando a quella donna, ebrea, atea,  filosofa, convertita  alla fede cattolica, carmelitana. L'ho pensata con un poco di nostalgia...umana. La comunità pastorale in Lissone ha voluto sceglierla come 'testimone' della fede. Quella comunità per la quale per anni ha svolto il mio ministero pastorale  porta il suo nome: Santa Teresa Benedetta della Croce. Ricordo quel giorno in cui il giovane educatore del seminario carmelitano di Arenzano venne in comunità per presiedere la liturgia che si concluse con la benedizione della splendida statua della santa...Vorrei almeno per un volta entrare in quella splenida prepositurale, recarmi all'angolo dove sta l'edicola che accoglie la statua e dire una semplice e sincera preghiera, affidando il mio futuro anche alla sua amabile protezione....

 Continuerò a curare la pagina a Lei riservata. Intanto medito una sua preghiera: "Divino Cuore del mio Salvatore faccio voto di approfittare di tute le occasioni per far piacere a Te e quando mi troverò davanti a una scelta, sceglierò ciò che piace più a Te. Sono contenta di tutto, Signore......Il cammino della fede ci porta più lontano di quello della conoscenza filosofica: ci porta al Dio personale e vicino, a Colui che è tutto amore e misericordia, a una certezza che nessuna conoscenza naturale può dare. L'importante è disporre di un angolo tranquillo in cui quotidianamente incontrarci con Dio come se davvero non esistesse nessun altro: giungere insomma a rivedere in tutto e per tutto noi stessi.....

Accetto con gioia la morte che Dio mi ha destinato, in perfetta sottomissione alla sua volontà. Prego il Signore di accettare la mia vita e la  mia morte a sua lode e gloria"!

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Domenica 11 agosto 2013

Al vespero di questa domenica ho pregato il samo 110. Mi sono bloccato al versetto che recita"...pietà e tenerezza è il Signore"!

 Mi sono sentito spinto a capire....poichè la 'pietà' secondo la teologia cattolica è un concetto teologico che descrive l'affetto, il rispetto e l'obbedienza che il credente ha per Dio e per le cose sacre. La Pietà è uno dei sette doni dello Spirito Santo, cioè una di quelle disposizioni abituali che qualificano il rapporto del credente con Dio , rendendolo capace di desiderare quello che Dio desidera, e raggiungere quella confidenza che gli permette di rivolgersi alla divinità chiamandolo Padre.

 

Sebbene la pietà nel senso cristiano sia principalmente un attributo del rapporto del credente con Dio, essa lo dispone anche ad un atteggiamento di delicatezza e di rispetto verso il prossimo come un riflesso del sentirsi figli dello stesso padre" Così si legge alla voce 'Pietà'! Ho pensato che questo sentimento  non mi ha sempre accompagnato durante la vita....'Pietà per Dio'? Se la 'pietas romana era l'affetto che un figlio portava al padre, la pietà per Dio mi  dovrebbe condurre a desiderare di amare Dio, ma  soprattutto di sentirmi amato da Lui. E' questo il senso della versetto del salmo: "Pietoso è il Signore....prova per me un affetto   che nessun'altra creatura può donarmi.... Questa certezza mi ha accompagnato nella vita, anche quando essa mi si presentava faticosa, incomprensibile, dolorosa...Soprattutto mi ha  sorpreso  l'altra parola che mi permette di entrare nel mondo intimo di Dio: "Egli è tenerezza...!". Sta per chiudersi una domenica d'agosto: nel mio eremo c'è tanto silenzio. Ma nel mio animo c'è tanto desiderio di affetto. Ora so che Lui si volge a questo suo figlio accarezzandolo   come fosse un bimbo fra le sue braccia perchè non abbia a desiderare nessun altro affetto umano...solo quello di chi mi vuole bene veramente! Quiesto pensero mi porta a condividere la  pietà e la tenerezza di Dio nel mio vissuto quotidiano, nei rapporti con ogni persona che incontrerò. Non credo si possa parlare in questo caso di 'pietismo'...Credo che  l'amore che Dio ha per me e la sua tenerezza non possano  indicarmi altro che quello di amare ogni creatura e nutrire tenerezza per ogni persona, i piccoli ma anche gli anziani, i malati e i sani, l'uomo che fatica e la donna che ama....!

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Mercoledì 14 agosto 2013

Questa pagina si chiude con un'invocazione.  "Salvami, sono tuo'. E' un versetto del salmo 118. i miei giorni srotolano verso l'Incontro, avverto ogni giorno di più il bisogno di gridare al Signore il mio desiderio della sua 'Presenza'. Se Lui mi sta accanto allora , solo allora, sarò salvo....Ciò che mi prende quando mi giudico e giudico la mia storia, è simile all'angoscia.... Ho vissuto una storia fedele...sì. Non basta, però...Non credo sia questo il motivo che potrebbe rendermi sereno....Non ho amato abbastanza però....Mi è forse mancato qell'amore totale che unisce intimamente alla Persona amata. Non ho vissuto questa relazione perchè il ministero  ha assorbito tutte le mie energie umane, fisiche e spirituali...Non c'è merito alcuno in questo: c'è un vuoto che solo la grazia di Cristo può riempire. Per questo grido: "Signore, sOno tuo...." Prendi possesso di tutta la mia persona e fà che possa superare l'angoscia che alle volte mi prende sapendo che ti appartengo e che tu solo puoi 'salvarmi'....

FINE DELLA PRIMA PAGINA

'PENSIERO DEL GIORNO'

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Inondazione a Lourdes - 21 giugno 2013

La devozizone all'Immacolata non verrà meno. Quando il fiume si ritirerà andremo di nuovo numerosi pellegrini a 'quella grotta' perchè da lassù qualcuno ci attende e ci guarda.

A Alpe Giumello in Valsassina

Si arriva alle 12.30. Il ristorante shampalà (Paradiso) ci attende per un pranzo 'locale'. Un menù dei vecchi tempi gustoso....(polenta oncia...!)

Accanto al ristorante

Le piccole benderuole vengono dal Tibet dove è stato il padrone del ristorante per imprese alpinisitiche. Sono le preghiere dei monaci tibetani

Al ristorante ....felici di stare insieme!

Ma...,.li vedi come si satollano!

Dalla finestra della casa di vacanza di Adriana e GigiL

La bella casa di Gigi

E' un posto incant4evole...regna il silenzio, ci dice Adriana...e si assapora la natura con i suoi profumi...non manca il canto degli uccelli

Sul ballatoio di casa Arosio

Gigi e D on in conversazione....

Sull'ampio prato di casa:

Lei, Adriana, si coccola il suo cucciolo

Accanto alla...preghiere dei monaci tibetani

Tanto per dire che ci si vuole bene!

Cris accarezza il cucciolo

Lei è pratica di cani...ne ha due in casa!

Prima di riprendere la strada per tornare a casa

C'è simpatia...c'è voglia di amicizia...c'è desiderio di bellezza...si lascia un piccolo mondo antico per piombare su una cittadina appesantita dal caldo!