LA MIA QUARESIMA 2016

Domenica 14 febbraio 2016

Ieri sono entrato con la comunità nel prezioso e 'favorevole' tempo della Quaresima. A suo tempo ho letto il 'Messaggio' che il Santo Padre ha inviato alla Chiesa per vivere nella fede e con impegno il ttempo quaresimale. Nella predicazizone del giorno ho voiuto ricordare  le proposte cheil Papa   ha inteso fare a tutti noi e un'iniziativa davvero interessante. Le proposte sono due: ha chiesto a tutti di mettersi in sincero e costante ascolto della Parola di Dio  e poi ha invitato alla preghiera con l'iniziativa '24 ore per il Signore'. Infine ha dato l'annuncio di aver istituito  'i missionari della misericordia'. Alla comunità ho spiegato che questa iniziativa era rivolta a coloro che vivono in un contesto di peccato permanente poichè a questi preti ha dato il potere di rimettere i peccati anche quelli più gravi in assoluto e riservati alla SantaSede.

Si tratta di prendere sul serio questo tempo cercando per quanto è possibile di mettere in pratica le  proposte del Santo Padre. Per  quanto mi riguarda, vedrò di   meditare le letture del giorno anche quelle del 'Breviario' molto interessanti assieme all'impegno di prediligere nel quotidiano una delle 'benedizioni' del monte (che mediteremo domani alla Messa del giorno): "Beati i miti...."

.........................

Lunedì 15

febbraio 2016     

Alla Messa del giorno (celebrata a Santa Valeria nella memoria di mio fratello Sandro) al Vangelo ho letto  le 'Beatitudini del monte' secondo  Matteo. Questo annuncio apre dunque la Quaresima, dopo che ieri la Chiesa ambrosiana ha meditato le 'tentazioni di Gesù nel deserto'. Le beatitudini del monte sono come la  'magna charta' del Cristianesimo. Un succedersi di situazioni umane tra le più trascurate ma tra le più diffuse in questa umanità che il  Signore Gesù assume come criterio per annunciare la 'beatitudine'. Alle volte quando annuncio questa pagina evangelica, sogno di essere là sul monte, poco distante dal Maestro per ascoltarne la Parola che sconcerta, turba e costringe alla riflessione. Per questa quaresima  mi sono proposto di viverne in modo particolare una, quella della mitezza: "Beati i miti perchè avranno in eredità la terra". Sì, un tentativo di essere un poco più buono, nei pensieri, nelle parole e dentro nei sentimenti. Uscendo dalla sacristia una ragazza è venuta per dirmi che lei ha scelto un'altra beatitudine: "Beati i puri di cuore perchè vedranno Dio". Forse voleva farmi sapere che lei desiderava sopratutto 'vedere il volo di Dio'. Anime serene e belle ce ne sono ancora, grazie a Dio!

Martedì 16 febbraio 2016

La liturgia di questo secondo giorno di quaresima ha di nuovo offerto alla piccola comunità del Lazzaretto la pagina della Genesi che racconta del peccato originale. La tentazione di Eva, il suo cedimento alle illusorie promesse dell'Altro, il coinvolgimento di Adamo e la triste conclusione della scelta fatta. Nasce con il peccato originale una nuova umanità, nel senso peggiore della parola. Non è più la comunità pensata e voluta dal Signore. E' un'umanità nata dalla presunzione dell'uomo, dal suo desiderio di essere come Dio.  Comincia così il cammino doloroso e faticoso dell'uomo nel tempo. Le domande sulla penosa condizione dell'umanità sono tante e complesse.  Molti scrittori, filosofi, teologi, pensatori   hanno cercato di dare risposte a questi interrogativi sull'esistenza dell'uomo. Comincio questa quaresima prendendo atto che il peccato originale pur risolto dal sacrificio di Cristo svolge ancora oggi  la sua pesante incidenza nell'umanità. Le radici del male non sono state estirpate, ma solo perdonato il peccato commesso. La loro attività è ancora potente e non c'è persona al mondo che non debba fare i conti con loro. Sì, parlo delle radici dell'invidia, dell'egoismo, della superbia, della lussuria..... Sono queste radici che in forza della fede nel Cristo morto e risorto e per la misteriosa azione dello Spirito  che ci è stato dato , dobbiamo neutralizzare: ad esse rispondono le beatitudini del monte, le opere della misericordia. Mi rendo conto,giunto a questa età che è un lsvoro interiore duro che esige costanza , fiducia, speranza. Questa quaresima dunque mi fa conoscere la salvezza di Cristo ma anche la miseria lasciata in me dal peccato d'origine.

Mercoledì 17 febbraio 2016

Seguo ogni giorno alcune vicende, drammi, esperienze del nostro mondo. Mi servo del web. Riporto  ogni volta l'impressione di trovarmi immerso in un'umanità terribilmente segnata al 'male' del quale ho scritto ieri. Anche la liturgia di questo giorno mi ha portato alle origini della violenza fratricida. La prima lettura infatti racconta di Caino e Abele. Ricordo che nel tempo della mia degenza in ospedale stavo in camera con una persona davvero molto intelligente,parlando con un sacerdote si era dichiarato ateo. Persona davvero      attenta ai rapporti umani visto che anche dopo il ricovero dall'ospedale ci siamo tenuti in comunicazione. Ebbene, un giorno parlammo della storia dell'uomo. A un certo  momento, guardandomi dal suo letto mi chiese se ero d'accordo con lui definendo la storia dell'uomo una storia di guerre e violenze. Gli risposi che potevo condividerlo, ma a tanta violenza in tutti i continenti e in tutti i tempi ha risposto il 'misteriosoi Dio' che nel Figlio suo  fatto uomo ha salvato questa umanità  Quella volta mi era venuto in mente il racconto della genesi. L'inzii della violenza dopo che l'uomo e la donna si sono trovati padroni di se stessi, trovandosi paurosameente liberi. Una libertà che doveva fare il bene ma che ha iniziato a fare scelte di male. Oggi sembra che la violenza e la potenza di morte che l'uomo possiede stia facendo di questo mondo un immenso cimitero Solo lo sguardo sull'uomo della croce mi aiuta ad avere fiducia, nonostante tutto, nella potenza del bene, ossia del Cristo che tutto redime, anche il male più segreto e per questo più temibile. Anche la preghiera del Breviario, all'ora nona, con le sue antifone richiama la nostra  difficile condizione umana: "Abbandoniamo, fratelli, la strada del male" - "Dio dei nostri padri fà che non andiamo in rovina coi nostri peccati" - Sulle tue vie, Signore, tieni saldi i miei passi"!!!!!!

Giovedì 18 febbraio 2016

 L'esperienza del peccato, nelle varie forme che la coscienza riconosce, appartiene ad ogni anima. A patto che viva il suo tempo in modo sincero.  Purtroppo non è dato 'a tutti di riconoscere il male fatto a se stessi e agli altri. La Chiesa nella liturgia ce lo ricorda invitandoci a fare silenzio per un poco. E' proprio uno dei momenti (assieme all'esame di coscienza della sera) più 'personali'. Questo interiore ritorno alla propria intimità fa nascere il desiderio del perdono. Solo a questa condizione sarà possibile entrare nella intimità del Padre e in Gesù Figlio suo sentire sulla propria pelle la gioia dell'incontro. Un'introduzione questa a dir poco strana, ma doverosa ascoltando la parola di Dio del giorno ( nella S. Messa e all'ufficio delle letture) : di quaresima con insistenza la chiesa ci conduce alla scoperta della nostra condizione morale, ossia alla conoscenza dei nostri peccati.Ma la Chiesa, madre tenera ci chiede questo 'ritorno' quotidiano alla nostra coscienza per farci conoscere la verità della tenerezza del Padre e l'amicizia (S. Teresa!) del Figlio suo e nostro  Signore, Gesù il Cristo. Riconoscere di essere peccatori è aprirsi al venire dell'amore di Dio che tutto e tutti ama. Nell'ufficio delle letture, alla 'lettura breve' ho letto  quanto Giovanni ha scritto alla sua gente...tanto tempo fa e in situazione difficile per la fede che professava: "Fratelli, se diciamo che siamo senza peccato  inganniamo noi stessi e la  verità non è in noi. Se riconosciamo i nostri peccati Egli, che è fedele e giusto  ci perdonerà i peccati e ci purificherà da ogni colp"( (1 Gv  1,8-9)

 Venerdì 19 febbraio 2016

E' il primo venerdì di Quaresima. Giorno di diguno e di magro.Giorno 'aliturgico'.Giorno senza Eucaristia. Si è  aperto con i primi vesperi più o meno solenni (con quattro letture) e si è chiuso con la recita del vespero del giorno con due letture tratte dall'antico Testamento. Sarebbe interessante cercare di cogliere l'intenzione della Chiesa che ha proposto sei letture alle comunità impegnate a vivere la quaresima. Andremmo per le lunghe. Mi piace invece fare un pensiero di chiusura della prima settimana di questa quaresima. Giorni vissuti educati alla consapevolezza dell'esistenza  del  peccato, nel mondo e nel cuore dell'uomo e della donna. E sul peccato  mi pare che sia importante  e decisivo ai giorni nostri ritrovarne il senso, le conseguenze,  morali e sociali.  E' un lavoro impegnativo, davvero. In questi  giorni quaresimali  ho riscoperto la mia  'povertà, il mio peccato. Ritornerò su questo pensiero quando avrò pù tempo per pensare e mi troverò  nella condizione di poterne scrivere.  

 Sabato  20 febbraio

All'uomo moderno confessare di aver sbagliato è perlomeno difficile. Alle volte si sente dire che un'omicida ha confessato, che un mafioso si è pentito, che un politico si è reso conto della sua debolezza che lo ha condotto alla corruzione.Ma di che confessione si tratta? Quella che forse  si è 'costretti a fare' o che si ritiene opportuno nella situazione in cui ci si trova. Una confessione questa che porta al giudizio. Un tribunale ne prende atto e commina la pena. Ma nella coscienza, cioè in quell'anima che ha peccato e ha confessato  è giunta la   pace? Ha motivo di sentirsi 'nuovo'? Nel carcere può ricominciare la sua vita? Nelle opere di misericordia  ci  viene  indicata anche la visita a chi si trova in  prigione. Del resto vediamo il Papa e l'Arcivescovo recarsi nelle prigioni, in particolari circostanza liturgiche. E' una delle opere di misericordia: "Visitare i carcerati' Quell'anima là dentro si apre all'incontro e esprime il suo desiderio di essere in pace. Voglio direche non basta la giustizia umana: chi sbaglia ha bisogno del perdono. Il peccato non lo rimette il giudice. Ecco le parole di oggi, tratte dal profeta Osea: "Il mio giudizio sorge come la luce perchè voglio l'amore e non il sacrificio" E ancora ciò che dice Gesù agli scribi e ai farisei che lo perseguitano perchè da fastidio: "Se aveste compreso che cosa significhi 'Misericordia io voglio e non sacrifici....."

Domenica  21febbraio 2016

Si apre la seconda settimana di quaresima, detta 'della samaritana'. C'è un filo conduttore  che spiega l'intenzione della Chiesa nella scelta dei testi liturgicci, sia quelli della lsanta Messa come quelli della 'preghiera delle ore', il 'breviario'. La Quaresima appare infatti un tempo 'favorevole' pr la presa di coscienza del peccato nella coscienza del credente. E' uno scandaglio spirituale dentro quel mondo interiore  noto solo a noi. Non  temo di servirmi di una parola che indica una realtà presente nell'uomo ma che è come nascosta, l'anima. E' la quaresima dunque un opportunità per ritrovare l'anima dentro di noi poichè la modernità in mille modi e tempi ce l'ha fatta dimenticare mettendo in risalto il 'corpaccio', la carne ( e non solo quella fisica, anche quella....per così dire, spirituale). A pensarci bene come possiamo capire ciò che ha fatto Gesù che confessiamo Figlio di Dio per noi? Deve esserci un motivo decisivo perchè Cristo muoia sulla croce. E il motivo è che Egli era immerso in un'umanità che ha peccato e che  doveva essere redenta dal suo peccato. La morte di Cristo in croce è il prezzo pagato per la remissione del male in noi  e nel mondo!  A mano a mano che si prende coscienza della nostra condizione morale, dopo la notizia che Gesù di Nazareth Figlio di Dio, ci ha liberato dal peccato 'eterno', dalla dannazione, cresce il desiderio della pienezza di vita, della santità. A partire da questa presa di coscienza s'impianta in noi la voglia di  vivere i nostri giorni 'in santità a grazia'. La Pasqua di Cristo, desiderio del credente viene così celebrata nella gioia di un dono immenso ricevuto c he apre a un rinnovato impegno di vita 'buona' (direbbe il nostro Arcivescovo). La pagina della Samaritana in conclusione ci mostra una donna che avendo riscoperto  il proprio peccato si volge a Cristo per chiederGli in dono  la sua grazia. Per la verità non mi pare ci sia altro da fare....Nella nostra vicenda umana non c'è chi abbia questo potente potere  di perdonare e quindi di immetterci nella via che porta a Dio se non Gesù Cristo.

 Lunedì 22 febbraio 2016

Inizia una settimana  'coraggiosa' perche sia le letture del giorno come le riflessioni del breviario toccano temi e questioni di vita. E' l'insegnamento di Gesù, il Maestro. Lui tocca esperienze dell'uomo di allora....e di oggi denunciando il  loro limite. Se la samaritana  viveva in una situazione morale disastrosa, in serenità (non mi pare che si era resa conto della situazione 'immorale' in cui viveva) al tempo del Signore l'adulterio doveva essere.... frequente.  E' Lui stesso che mette al primo posto, tra le mancanze,  le esperienze sessuali. Egli denuncia infatti non solo ciò che avevano detto  i saggi: "Non commettere adulterio' ma fa emergere ciò che è all'origine dell'adulterio:  un pensiero, un desiderio. In fondo pare che l'adulterio come momento di vita concreta, un rapporto carnale (con tutto il corpo: le mani, l'occhio)  c'è perchè nella propria vita intima (pensiero e desiderio) il raspporto è già stato vissuto. Nel breviario, nella seconda lettura tratta da un'opera di S. Ambrogio "Trattato su Giuseppe" ho potuto leggere: "Imparino gli uomini (pensando a Giuseppe in Egitto) a guardarsi dagli sguardi delle donne. Possono esere amati appassionatamente  anche coloro che non vogliono essere amati ( un mio pensiero: sono le donne che guardano  con desiderio l'uomo o è l'uomo che si lascia prendere dal desiderio di una donna? Alle volte osservando i comportamenti ai nostri giorni mi pare che  è facile osservare  una donna quando 'desidera: purtroppo mi pare che sia un caso piuttosto frequente, oggi!) Continua S. Ambrogio: "Infatti fu amato appassionatamente Giuseppe nonostante  egli disdegnasse colei che lo desiderava. E la Scrittura lo ha giustificato in modo mirabile dicendo:'La moglie del suo padrone mise gli occhi su  Giuseppe vale a dire che non fa lui a mettersi in mostra e non fu lui a conquistare l'incauta, ma essa stese le sue reti....Disse poi a Lui: "Giaci con me'.  Le prime armi dell'adultera sono quelle degli occchi, le seconde quelle delle parole, ma chi non è sedotto dagli occhi può resistere  alle parole. E' possibile la difesa  quando il sentimento è ancora libero!" E' condiviso da tutti il giudizio che noi oggi viviamo in una umanità non solo sessuata ma dominata dalla sessualità fino a spingersi oltre i limiti della natura (penso al dibattito in atto in Parlamento,  in Europa infatti pare che tutto sia ormai già deciso ) sui rapporti omosessuali . E si urla il diritto  di dichiarare matrimonio il rapporto  tra persone dello stesso sesso, fino a chiedere come diritto di riconoscere proprio figlio quello del partner . 

 

  Un inizio della seconda settimana di quaresima  'travolgente' perchè la Parola di Dio ci mette davanti la nostra  difficile condizione umana, sempre tentata al male, nel pensiero, negli affetti, nelle scelte|

 Martedì  23 febbraio 2016

 E' un'esperienza comune. Posti davanti a una persona dimentichiamo che Lei non è 'solo' quello che vediamo, la persona con la quale ci intratteniamo. Ella infatti è 'vera', completamente vera   nel suo intimo, nei suoi pensieri, nei suoi sentimenti. Dimentichiamo che ognuno di noi è un 'piccolo grande mistero'. Nella sua pienezza di verità è noto solo a colui che 'legge il cuore'. Ma in parte il piccolo momdo interiore personale è noto a se stessi. L'altro che ti sta davanti pensi di conoscerlo bene...in realtà ti manca una luce partuicolare per entrare nel suo  mondo. Insomma quando si dice che al mondo siamo 'soli' è perchè è quasi impossibile svelarci nella nostra intima verità così da essere 'compresi' Questa lunga forse incompleta e supponente riflessione sul mistero dell'umano (direbbe l'arcivescovo)  permette di delineare un ambito etico, morale dove è facile peccare. Gesù nel vangelo del giorno lo ricorda per non illuderci. Si ricorre infatti al giuramento per avvalorare le nostre affermazioni. Non è una buona cosa chiamare  a testimone delle nostre decisioni il Padre eterno. A partire dalla realtà del nostro intimo basta essere rispettosi della verità: "Sia il vostro parlare: 'Sì, Sì; no, no" Il di più viene dal Maligno. Eccolo dunque definito un ambito del peccato. Portare degli esempi a questo proposito si andrebbe per le lunghe. Basti ricordare che il giuramento in sede di giudizio fatto sulla Bibbia  non sempre o quasi mai è garanzia della verità delle nostre parole. Penso però anche ai rapporti interpersonali. Sono il terreno fertile di bugie perchè non è facile 'rivelarsi' per quello che si è! Si ricorre al 'falso' magari ammantato di dolci, affettuose espressioni delle quali alle volte ci si accorge ma raramente. Come quando una giovane donna dice al suo uomo l'amore che nutre per lui e nel contempo vive una relazione con qualche altro. Forse sarebbe buona cosa stare di più in silenzio: quando si è chiamati a 'dire' il proprio pensiero dovremmo fare in modo che esso sia 'Sì, sì; no, no'.

Mercoledì 24 febbraio 2016

In questi primi giorni di quaresima ho tentato di conoscere il mio peccato nel vissuto della mia vita, nell'oggi così impegnativo e mi ha sorpreso l'antifona all'ingresso della liturgia eucaristica del giorno: "Anima mia, basta ormai col peccato. Pensa che puoi cadere a un tratto nell'eterno tormento, dove non c'è penitenza e il pianto non vale più a nulla.  Convertiti ora che  il tempo della salvezza ti è dato e grida al Signore Gesù: "Pietà di me, tu che salvi".Più chiaro di così! Ma i giorni scorrono senza avvertire 'questa verità. La riscoperta del peccato in noi fa volgere lo sguardo fiducioso e appassionato al Signore Gesù perchè Lui solo può toglierci il male di dosso:

E il male agisce sempre in noi. Ce lo ricorda il Maestro in questa pagina del Vangelo. L'antica legge del taglione altro non è che credere di avere il diritto di vendicarsi dell'offesa ricevuta. La vendetta, dunque. Nel piccolo del quotidiano come nelle grandi vicende dei popoli,la vendetta procede implacabile da cuori 'bacati' o da ragioni di stato. La prepotenza ricevuta scatena spesso la prepotenza in noi. Che  sia così il nostro quotidiano? Non c'è da stare allegri! Questa radice che risale agli antichi tempi (Caino e Abele) non è facile estiparla. Assieme alla gelosia e all'invidia il desiderio di 'farla pagare' a chi ci ha fatto del male riempie il cuore di sentimenti che fanno soffrire, al'insaputa - e questo è il bello - di chi ha offeso . Il male 'tenuto vivo' in coscienza fa vivere giorni tristi. per questo si cerca chi può condurre alla pace un cuore che brama vendetta!

Giovedì 25 febbraio2016

"La tua parola, Signore, è verità e vita" E' l'antifona del salmo responsoriale di questo giorno di quaresima, il giovedì della seconda settimana . Una parola che mi lascia per lo meno curioso. Perchè la Chiesa ha inserito una pagina dei proverbi dove si parla ancora della donna?  E in un modo che stupisce perchè  della donna si parla per la sua 'identità di tentatrice': "...il comando (dei genitori) è una lampada  e l'insegnamento è una luce, e un sentiero di vita l'istruzione che ti ammonisce, ti proteggeranno dalla donna altrui, dalle parole seducenti della donna sconosciuta. Non  desiderare nel cuor tuo la sua bellezza, non lasciarti adescare dai suoi sguardi......Si può portare il fuoco sul petto senza bruciarsi i vestiti o camminare sulle braci senza scottarsi i piedi? Così chi si accosta alla donna altrui, chi la tocca non resterà impunito" Viene immediatamente in mente una regola dei dieci comandamenti: non desiderare la donna d'altri. Ma mi domando perchè si è voluto ancora tornare su questo ambito umano nella liturgia quaresimale. Sembra quasi che si voglia mettere in guardia l'uomo dalla donna....E' così? Oppure c'è un altra ragione? Nella società attuale è evidente la naturale provocazione per l'uomo la presenza di una donna. La parola di oggi nella liturgia  forse desidera far presente alla donna la sua 'natura' (al di là della sua volontà) e all'uomo la sua debolezza davanti alla donna. Per questo qui si rammenta un comandamento di Dio.  Come ogni comandamento, anche se si propone  in negativo "Non...." in realtà è un'indicazione positiva che  illumina sia l'uomo come la donna sulla loro reale condizione umana. Scoprire questa debolezza significa dare spazio a una decisione di libertà per un verso e di impegno etico per un modo retto di vivere i propri giorni. Sarà così? Comunque oggi la parola di Dio, nel Vangelo, invita a riflettere sulla preghiera. Gesù dice ai suoi discepoli: "Tu quando preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta  e prega il Padre tuo che è nel segreto. E il Padre tuo che vede nel segreto, ti ricompenserà" Una preghiera  dunque personale, nel silenzio  in un rapporto intimo con il Padre. Il tema è davvero importante. In questa Quaresima potrò riprenderlo tenendo presente anche che la prosisma settimana  la comunità pastorale di Seregno entrerà nel tempo degli esercizi spirituali.

Venerdì 26 febbraio 2016

Il secondo venerdì di quaresima. E' il giorno della 'Via Crucis'. Nelle comunità oggi alla S. Messa si sostituisce il pio esercizio della 'Via Crucis'. Si passa da una stazione  all'altra e si cerca di pensare la drammatica situazione di Gesù che sale al Calvario.  La preghiera-meditazione spinge alla condivisione: partecipare alla dolorosa salita al monte dove  Gesù sarà innalzato tra cielo e terra e con la sua braccia sanguinanti aperte e fissate al legno della croce sembra 'raccogliere' nella sua intimità sofferente l'umanità intera. La preghier-meditazione però è anche4 un tentativo di capire la relazione che esiste tra Lui che so ffre sulla via  che porta al Calvario e la  personale situazione morale.  Alla luce del dolore di Cristo conosciamo la noistra responsabilità. Lui soffre perhè l'umanità ha peccato e continua a peccare. La Via Crucis è un percorso 'dentro di noi' per riconoscere  il male che c'è anche se non percepito .

Ricordo quando giovane prete guidavo in Collegiata la via  crucis mentre la comunità partecipava con canti e invocazioni. Era un momento 'bello': in ginocchio davanti alle formelle delle 'stazioni' cantavo la mia fede e vivevo con profondo senso di gratitudine la 'passione' del mio Signore. Ci sono esperienze che rimangono nella propria vita intima. Questa è una delle tante che hanno dato ai miei giorni di ministero un senso e un valore mai dimenticati. Così, anche oggi,  secondo venerdì di quaresima!

Sabato 27 febbraio 2016

La settimana si chiude con un imprevisto rifiuto di Gesù da parte della sua gente, al suo paese dove è creciuto. Se nei giorni di queste due settimane abbiamo preso coscienza della nostra condizione di peccatori rifiutare Gesù è per lo meno pericoloso.  Gesù che passava per quelle contrade sosta tra la sua gente e sente la  loro perplessità davanti alle sue  parole nella sinagoga.  Deve averli stupiti.  Si fanno infatti tante domande e finiscono per non accoglierlo, in concreto per rifiutarlo. E Gesù, amareggiato, avverte tuta la sua 'solitudine'. Sente di rinnovare l'esperienza degli antichi profeti del suo popolo, quelli che sono stati rifiutati ed anche uccisi. Un giorno lo rinfaccerà alla sua gente. Quella espressione: "Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria...." lascia intravvedere la sua amrezza. Era passato per fare del bene come altrove ma non può perchè 'loro' sono l'uomo che non si permette di capire meglio la persona che ha davanti  e non lo accetta. Riprende il suo cammino e il suo impegno di  evangelizzatore nella  Galilea delle genti. Ciò che stiamo vivendo oggi è una cultura che cerca di spingere ai margini il messaggio di Gesù...Questo, almeno nella società opulenta occidentale inpregnata di individualismo sempre alla ricerca di una libertà totale, perfino dalle leggi di natura.Arriverà poi a rifiutare Gesù stesso. Dirà, come ho letto in una riflessione di un pensatore del nostro tempo: "Gesù ci dai fastidio. Chi sei per importunarmi con le tue idee? Non ci sei necessario....". Resteremo con il nostro peccato, ci trascineremo nel tempo senza una meta, soffriremo senza senso, cercheremo ciò che ci pare importante per la nostra vita....ma  un giorno Lui verrà, nelle forme più diverse per darci la spettacolare conoscenza della verità...C'è sempre Lui, oggi, come ieri e come sempre. L'esperienza  fallita a Nazareth non blocca l'annuncio evangelico: Lui con alcuni dei suoi amici....con noi....continuerà ad annunciare la tenerezza e la misericordia del Padre.  Anche a costo della vita!

 Domenica 28 febbraio 2016

Oggi si celebra la terza domenica di quaresima, detta 'di Abramo'. La pagina evangelica  meriterebbe  una lunga riflessione. Non esegesi, dunque ma una lettura approfondita del suo potenziale spirituale. La 'scena' presenta Gesù in polemica con i discepoli 'che avevano creduto' in Lui. Alla fine li troviamo con i sassi in mano. Non dunque una conversione che porterebbe alla fede in Gesù, ma un'irritazione per   la chiarezza del pensiero di Cristo nella dura polemica con loro.

Mi soffermo su un 'momento' di questo duro scontro con i giudei:" Anzitutto la supponenza di questi giudei che si sentivano figli di Abramo, il padre dei credenti e per questo ritenevano di essere a posto con Dio, Questo legame di sangue con Abramo bastava loro per rispondere seccamente alle accuse di Gesù: “Noi non siamo nati da prostituzione: abbiamo un solo Padre, Dio!”. Al che Gesù risponde prontamente facendo presente ch questa loro sicurezza avrebbe dovuto condurli a riconoscerLo poiché : “Io da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma è Lui che mi ha mandato”. E’ chiaramente una aperta e forte rivelazione della sua identità: Egli è Dio da Dio! Impensabile che quei giudei potessero capire questo discorso.  Cresce allora in loro l’irritazione, soprattutto quando Gesù, senza mezzi termini dice loro: “Voi avete per padre il diavolo”.

La supponenza, la presunzione sono la causa di diffusi atteggiamenti di riserva se non di rifiuto  di Gesù il Cristo.anche ai nostri giorni.   Ma la forma di rifiuto più diffusa  ai nostri giorni è l’indifferenza nei confronti  di Gesù e del suo messaggio. L’indifferenza che dice Papa Francesco si traduce nell’indifferenza globale nei confronti di chi è nel bisogno. Comunque rifiuto secco o indifferenza gelida non lasciano spazio alla parola del Signore.  nell’esistenza di molti cristiani.

La Chiesa  continuerà nei secoli, anche in quelli così detti bui, ad annunciare il Signore Gesù nel quale Dio mistero indicibile ci ha fatto visita. Lo afferma Lui stesso: “Prima che Abramo fosse, Io sono” Abramo è il passato, Lui il presente: “Io sono” che traduce il nome rivelato da  Dio a Mose: “Io  Jahvè”. Io sono!"

Ho riportato un passaggio della mia 'piccola omelia tenuta nella liturgia domenicale al Lazzaretto. Tanto per confermare la mia fede in Gesù, il Signore.

 

 Lunedì 29 febbraio 2016

Inizia la terza settimana di quaresima. ' un cammino' lungo e impegnativo, la Quaresima. Ma i giorni passano e rapidi. Come ha chiesto Papa Francesco all'inizio del giorno celebrando la Santa Messa possiamo meditare la Parola di Dio che è abbondante, poichè le letture del giorno sono tre. E la parola di Dio (Genesi, proverbi e vangelo di Matteo) ci ha  'svegliati ' da un torpore religioso  che ci ha preso. Questa società infatti ci ha ome adddormentati fino a farci dimenticare il peccato, ossia il male, che purtroopo entra nelle coscienza fino a penetrare le leggi che regolano la convivenza. Ci stiamo dimenticando di essere 'peccatori'.  Nelle due settimane precedenti la Chiesa ha scelto  delle letture per permetterci di riconoscere la nostra condizione umana, salvata sì da Cristo ma pur sempre sotto la pesante signoria del male. Dai giorni del peccato originale l'umanità uscita 'libera' da Dio si è trovata immersa nel potere del male (Caino e Abele, la legge del taglione, l'adulterio sono i temi evidenziati dalla Parola di Dio). Spero davvero che questo primo tratto quaresimale abbia permesso a tutti anche se in misura diversa, di riconoscersi peccatori e quindi desiderosi della grazia che salva in Gesù Crocisso e risorto, la grazia della Pasqua.

Ora in questa sezione di quaresima la Parola di  Dio ci suggerisce le modalità per vivere in modo più autentico, più vero la quaresima in atto: preghiera, digiuno, elemosina, conversione interiore al Signore. Oggi Matteo ci invita a riflettere sulla preghiera. E' la pagina del 'Padre nostro' preceduto  dalla raccomandazione di non sprecare parole, pregando. Mi torna alla mente l'insegnamento di Santa Teresa d'Avila, maestra di preghiera (Giovanni Paolo II), dottore della Chiesa. E' Lei che nei suoi scritti mi ha fatto capire che la preghiera è 'amicizia', ossia accoglienza e dialogo con Colui che ci ha amato per primo. Un'amicizia che fa capace l'anima di  parlare con Gesù e attraverso l'incontro con Lui giungere ino al Padre suo (Padre nostro). Di Lei ha scritto in una sua catechesi Papa BenedettoXVI :

La Santa sottolinea poi quanto è essenziale la preghiera; pregare, dice, «significa frequentare con amicizia, poiché frequentiamo a tu per tu Colui che sappiamo che ci ama» (Vita 8, 5). L’idea di santa Teresa coincide con la definizione che san Tommaso d’Aquino dà della carità teologale, come «amicitia quaedam hominis ad Deum», un tipo di amicizia dell’uomo con Dio, che per primo ha offerto la sua amicizia all’uomo; l’iniziativa viene da Dio (cfr. Summa Theologiae ii-ii, 23, 1). La preghiera è vita e si sviluppa gradualmente di pari passo con la crescita della vita cristiana: comincia con la preghiera vocale, passa per l’interiorizzazione attraverso la meditazione e il raccoglimento, fino a giungere all’unione d’amore con Cristo e con la Santissima Trinità". Noi siamo soliti 'recitare le preghiere'. Qualche volta e racconatare in un dialogo confidenziale le noistre pene al Signore. Ma difficilmente avvertiamo questo misterioso rapporto con Gesù così da mettersi in ascolto di Lui, dandoGli il cuore ossia i sentimenti e gli affetti e la mente, i pensieri. Questa è preghiera. Confesso che non è facile, per davvero, pregare così. Bisognerebbe allora ricordare quanto Papa Benedetto ha detto di Lei: "

Un altro tema caro alla Santa è la centralità dell’umanità di Cristo. Per Teresa, infatti, la vita cristiana è relazione personale con Gesù, che culmina nell’unione con Lui per grazia, per amore e per imitazione. Da ciò l’importanza che ella attribuisce alla meditazione della Passione e all’Eucaristia, come presenza di Cristo, nella Chiesa, per la vita di ogni credente e come cuore della liturgia. Santa Teresa vive un amore incondizionato alla Chiesa: ella manifesta un vivo « sensus Ecclesiae » di fronte agli episodi di divisione e conflitto nella Chiesa del suo tempo '

Ecco dunque la nostra prima risposta al Signore mentre 'camminiamo' lungo la strada che porta alla Pasqua del Signore Gesù.

Martedì 1 marzo 2016

Alla preghiera, in quaresima, si aggiunge il digiuno. La parola del Signore oggi nel brano d Matteo valorizza  nella vita spirituale il digiuno e la Chiesa lo ha inserito come esperienza da vivere in questo tempo 'favorevole'. Il Signore Gesù e i suoi discepoli vivono in una società dove il 'digiunare' era una pratica importante soprattutto in particolari momenti e in contesti  critiici. Pare che addirittura ci fosse chi 'mostrasse' di praticare il digiuno, pubblicamente 'con un'aria disfatta'  .  Ai suoi discepoli Egli chiede di digiunare 'davanti a Dio' nel segreto della propria vita interiore. Il digiuno  torna ad essere un momento spirituale perchè è legato a Dio, come un'offerta gradita a Lui che 'lo ricompenserà'!

Ai nostri giorni c'è chi fa digiuno nella forma dello 'sciopero della fame' per ragioni politiche (qualche personaggio politico ne ha fatto un'arma)o per ragioni personali per rendere evidente, pubblica la difficoltà del  momento. Il digiuno praticato  dai cristiani (ci sono norme ben  precise) ha la sua origine in ambito 'spirituale'. In altre parole è una manifestazione che 'Dio val bene  il cibo' o comunque un modo di vivere fondato sul godimento.Ne ha scritto  Papa Benedetto XVI nel messaggio per la quaresima del 2008. E' un'ampia e intelligente lettura spirituale del digiuno: "Nel Nuovo Testamento, Gesù pone in luce la ragione profonda del digiuno, stigmatizzando l'atteggiamento dei farisei, i quali osservavano con scrupolo le prescrizioni imposte dalla legge, ma il loro cuore era lontano da Dio. Il vero digiuno, ripete anche altrove il divino Maestro, è piuttosto compiere la volontà del Padre celeste, il quale "vede nel segreto, e ti ricompenserà" . Egli stesso ne dà l'esempio rispondendo a satana, al termine dei 40 giorni passati nel deserto, che "non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio". Il vero digiuno è dunque finalizzato a mangiare il "vero cibo", che è fare la volontà del Padre". Papa Benedetto è un uomo del suo tempo che conosce bene. per questo aggiunge nello stesso messaggio: "Ai nostri giorni, la pratica del digiuno pare aver perso un po' della sua valenza spirituale e aver acquistato piuttosto, in una cultura segnata dalla ricerca del benessere materiale, il valore di una misura terapeutica per la cura del proprio corpo. Digiunare giova certamente al benessere fisico, ma per i credenti è in primo luogo una "terapia" per curare tutto ciò che impedisce loro di conformare se stessi alla volontà di Dio. Nella Costituzione apostolica Pænitemini del 1966, il Servo di Dio Paolo VI ravvisava la necessità di collocare il digiuno nel contesto della chiamata di ogni cristiano a "non più vivere per se stesso, ma per colui che lo amò e diede se stesso per lui, e ... anche a vivere per i fratelli" (cfr Cap. I). La Quaresima potrebbe essere un'occasione opportuna per riprendere le norme contenute nella citata Costituzione apostolica, valorizzando il significato autentico e perenne di quest'antica pratica penitenziale, che può aiutarci a mortificare il nostro egoismo e ad aprire il cuore all'amore di Dio e del prossimo, primo e sommo comandamento della nuova Legge e compendio di tutto il Vangelo". Comunque resta vero che si pratica il digiuno per altri motivi e sempre con finalità 'umane'. E' un altro segnale della perdita di valori spirituali, come il sigiuno, nella vicenda personale. La Quaresimna è tempo favorevole dunque per dare spazio a esigenze spirituali in noi.

E' una scena davvero cruda del famoso film sulla passione di Gesù. Ma la Pasqua di Gesù non termina con la sua morte sulla croce. La risposta del Padre sarà la sua resurrezione. L'evento che introduce nela storia di questa umanità un futuro diverso da quello che il morire ci mostra, un futuro che è un inizio finalmente di una vita di comunione felice con chi morendo sulla croce ci ha amato e salvato.