A Pondikerry

Don Pino....è costretto(!) dagli amici a prendersi un risciò per visitare la bella città francese...

Sempre a Pondikerry

E' una 'famoso francese al quale si deve l'ordinata e accogliente citta....(ne troverò il nome)

A Pondikerry

Il lungo mare....splendido...si passeggia sotto un cielo azzurro denso...il gelato dei nostri tempi attira qualcuno...è lì sulla spiaggia!

A Pondikerry

Davant al centro di .....la targa ci conferma di esserci arrivati....La sua storia è interessante!

A Pondikerry

Ragazze sul fiume....graiose, cordiali, sorridenti...Indossano il sari che li rende 'silouhette'

Sulla spiaggia di Pondicherry

Il monumento a Gandhi

APondicherry

Uno splendido palazzo, attrattiva della città

Un'istantanea

Un sadhu....

Davanti al palazzo

Don Pino si disseta con una noce di cocco!

Sulla spiaggia di Pondicherry

Tempo di elezioni: un comizio 8senza ascolatori) della sinistra marxizta

Al tempio di Srirangam

Un anbiente 'immensamente bello'...Un tempio tutto da visitare

A Sriringam

Siamo 'dentro' in uno dei bracci dell'immenso tempio...La guida tenta di spiegarci qualcosa...!

Sempre al tempio di Sriringam

Ecco, il Nandi...il Toro di Shiva

...sopra un tempio

Una visione straordinaria di tutto il complesso

Davanti al bramano

Qualcuno pensa di trattenere l'energie intellettuale mediante quel piccolo segno che il bramino mette sulla fronte...

Alleppey

Mi è rimasto nella mente e più ancora nel cuore: Alleppey nel Kerala....

 

PICCOLA CRONACA

DI UN VIAGGIO INCREDIBILE'

Da Lissone a Madras a Cochin a Lissone

SECONDA PAGINA

11 giorni per 'conoscere' da vicino l'India

Da Kanchipuram a Pondicherry; da Pondicherry a Tajore;

Da Tajore a Trichy 

 

Questa seconda pagina del ‘Racconto’ di un viaggio dal titolo ‘Incredibile India’ svilupperà una parte del programma che al quarto giorno (giovedì 18 febbraio) prevedeva  la visita di Tanjore con il suo famoso tempio  di Brihadeshwara, una sosta alla colonia francese di Pondicherrv, una camminata per la città lungo il mare.

Il giorno comincia con la ricca colazione nell’accogliente albergo  di Mahabalipuram, un breakfast internazionale che si gusta con piacere: il gruppo infatti tarda a mettersi in moto. La notte ha permesso di riposare  in un silenzio davvero intenso in forte contrasto con la caotica vita per le strade della città. Gli hindi mi pare abbiano ...la casa in strada. E il vociare è rumoroso...Così che la sera precedente al tramonto ci si ritrova dopo cena ai bordi della piscina intenti a confidarsi emozioni e sensazioni. 

Per la verità non ricordo che siano state poste delle domande a partire da ciò che finora si era visto. Forse saranno  bastate le semplici e chiare  spiegazioni della giovane guida. Mi portavo però personalmente dentro il desiderio di capire, di comprendere, di entrare davvero in quel mondo  nel quale mi trovavo e che mi risultava incomprensibile. Era paganesimo quello che  stava sotto i miei occhi oppure templi, riti, sacerdoti, persona e attività tutto aveva una logica e ‘storica’ spiegazione? Qual’era?

Fin dal principio del viaggio, dopo alcune visite che mi hanno impressionato,  mi sono ripromesso appena possibile di studiare l’India, la sua storia, la storia della filosofia indiana, i suoi riti e le sue divinità....Mi assillava il pensiero del mezzo miliardo  di persone che vivevano una vita consapevoli che alla fine avrebbero ‘ricominciato’ da capo a viverne un’altra, magari in una situazione sociale o esistenziale  di condizione  inferiore....

Tornerò su questi pensieri anche perché assistendo  ai riti bramanici mi veniva in mente il meraviglioso tempio di Gerusalemme dove gli ebrei onoravano e pregavano l’unico Dio che li aveva voluti come suo popolo, con sacrifici di animali e offerte rituali (ricordiamo il gesto di Gesù nel tempio....).Eccoci dunque in viaggio.

Si va da  Manabalipuram a  Pondicherry. Cento chilometri lungo il  mare.  Passano villaggi dove possiamo intravvedere a qualità della vita di quella gente del Tamil Nadu.  Il paesaggio è tipicamente indiano: la gente vive fuori delle loro case. Forse rientrano  quando vanno a dormire. Tutto il resto avviene ‘fuori’,: le donne sono indaffarate.

 

 

Uomini non mancano, fanno i mestieri ai bordi delle strade, bambini si rincorrono... le vacche ‘sacre’ gironzolano nell’indifferenza o forse nel rispetto della gente. Sono animali che mostrano la fame: scheletriche mucche  che ...ruminano tra i  rifiuti sparsi un poco dovunque. Qualcuna muggisce.....Sembra una vita segnata dal tempo: forse è ancora quella dei secoli  passati. Ho letto che la TV è arrivata ma una sola nei villaggi....

La scala sociale indiana. Il sistema delle caste

Sono i contadini, la casta sociale  infima, quella dalla quale difficilmente si può risalire. Sono gli Shûdra quelli la cui natura è destinata alle più varie funzioni di lavoro manuale pesante. Lavoratori. Sono coloro che usano la forza fisica nelle loro occupazioni professionali, sono identificati con l’Età del Ferro, il cui colore simbolico è il cenere scuro. La fisionomia mentale degli Shûdra è caratterizzata dall’attaccamento alle apparenze, all’emozione e la superficialità, classe lavorativa.

I shudra

Ma sono sereni. Accettano una condizione di vita che sanno non essere l’ultima...Li abbiamo incontrati e tanti lungo il viaggio. Mi domando se in loro c’è una speranza del dopo....E qual è? Sanno di essere ‘dentro’ il ‘samsara’ (Cfr. excursus 1) e fanno il loro lavoro senza risentimento, senza invidia, almeno mi pare, forse rassegnati, cercando di superare quel ‘karma’ (Cfr. Excursus 1) che li tiene prigionieri.

 I paria, l'ultima casta sociale

Ora il nostro ‘bus’ corre davvero. Alle volte fa paura. Ma l’autista è davvero bravo. E’ sicuro. Finalmente arriviamo a Pondicherry. Siamo curiosi: qui i francesi hanno costruito la loro residenza. E’ una bella cittadina sul mare. E’ tempo di elezioni. Per le strade si svolge la campagna elettorale. Manifesti giganti su macchine passano per le vie. Al mare c’è un gruppo (di certo è un candidato) che fa propaganda  elettorale anche con  la banda.  Sulla riva un gruppo di giovani sta ‘allestendo’ una piccola domestica discoteca. E la musica è quella moderna!

Ma cerchiamo di  conoscere meglio la città. Nel sito della città si legge che essa è ‘qualcosa del tutto diversa dal resto dell’India’. La tradizione francese, l’atmosfera serena della città, l’influenza dell’Ashram d’Aurobindo (della quale parleremo avendola visitata) e la spiaggia si combinano per fare di Pondicherry una meta affascinante. L’influenza francese sulla città si ritrova nel ‘kepis’ rosso dei poliziotti, l’ortografia dei nomi , sulle insegne dei negozi e in pannelli indicatori e su qualche bella villa di stile francese. La città è divisa tra un quartiere francese (la Ville Blanche) e un quartiere indiano (la Ville Noire). Qui i francesi sono arrivati il 4 febbraio 1673. Vent’anni dopo venne conquistata dagli olandesi per poi essere ripresa dai francesi in un trattato di Ryswick nel 1699. Si deve a Francois Martin,l’amministratore , lo sviluppo della città. Nel 1742. per 70 anni ci fu un’instabilità a motivo dell’alternanza del dominio prima francese e poi britannico. Solo nel 1814 la città viene data ai francesi che la tennero fino al 1954, quando essa divenne città dell’India. Il trattato di cessione fu firmato a Delhi nel 1956.

Giunti a Pondicherry la guida ci precede passeggiando per la città   che appare ai nostri occhi totalmente occidentale,  con  chiari riferimenti allo stile francese: strade larghe, case belle, colorate ordinate, percorsi rettilinei. In giro ci sono i risciò in bici. Qualcuno si fa premura di  rendermi meno faticosa la lunga passeggiata. Così mi vedo su uno di questi risciò accompagnato dal sorriso  gentile e scherzoso  della mia gente. Si passa davanti alla sede del governatorato francese di un tempo: al portone d'ingresso della bella  villa,  la polizia con il caratteristico Kepis che posa con  alcuni del gruppo. Si raggiunge la spiaggia: una promenade che ci suggerisce una bella passeggiata lungo mare.  Ho letto qualche commento di turisti. Non sono d’accordo: “Che cosa significa la promenade effettivamente? Un sacco di rocce, mare soupy, una passeggiata, e, nella zona giusta, una serie di bancarelle di cibo. Questo è tutto. Quindi non è molto stimolante per quanto mi riguarda....”. Là, all’inizio della promenade il grande monumento a Gandhi.

Ci giocano i ragazzi...la bancarelle sono disperse lì attorno........ E’ tempo di raggiungere il piccolo bus per riprendere il viaggio  ma portandosi all’interno del Tamil Madu. Si va a Tanjore.  

Dimenticavo una visita estremamente importante a Pondicherry. Dobbiamo cercare di saperne di più. La guida prima di farci fare la lunga passeggiata fino alla promenade sul mare ci aveva condotto in visita a una  casa di Rue de la Marine. E’ la sede dell’Ashram di Sri Aurobindo. Ma cosa significa Ashram? Il termine Ashram (indica, nella tradizione indiana sia un luogo di meditazione e romitaggio che uno dei quattro stadi della vita  L’Ashram che abbiamo visitato è un romitaggio dove i saggi vivono in pace in mezzo alla natura. Molti ashram servono da scuole residenziali. Oggi il termine viene principalmente usato come riferimento a una comunità formata primariamente per l'innalzamento spirituale dei suoi membri, spesso guidati da un mistico, da un capo religioso o da un maestro spirituale.

E lì a Pondicherry c’era e c’è una comunità fondata dal maestro Sri Aurobindo. La visita  è stata breve per la verità. All’ingresso abbiamo dovuto toglierci  le scarpe, attraversare la strada ed entrare nel ‘romitaggio. Un giardino con piante e fiori in aiuole graziose, divise da sentieri che attraversiamo superando con qualche difficoltà persone in meditazione sedute per terra, vestite all’indiana...Ma con sorpresa troviamo che sono occidentali. Oggi mi sono   detto che dovevo capire qualcosa di più, visto che questo posto è sostenuto dall’Unesco a rappresenta – l’Auroville – certamente un ‘esperienza unica al mondo.

Sri Aurobindo è nato a Calcutta il 15 agosto 1872. Studiò in Inghilterra. All’inizio del 1900 s’impegna  attivamente in politica e si fa conoscere in india con i suoi editoriali a favore del nazionalismo indiano. Le sue convinzioni sono non-cooperazione con gli inglesi e la resistenza passiva. Venne imprigionato.

A partire da questo anno in carcere Sri Aurobindo cambia vita. Si dedica alla meditazione e allo Yoga che danno origine a una filosofia  sorprendente: dalla liberazione dell’India arriva a una filosofia giocata sull’avvenire dell’uomo, la new age dello Spirito e l’apparire di una speranza nuova. E’ ricercato dalla polizia ma si rifugia a Pondicherry. Era il 4 aprile 1910. Dal 1926 interrompe ogni rapporto con i suoi discepoli. Si fa vedere solo tre o quattro volte all’anno. Si impegna nell’edizione di una rivista di filosofia e a comporre un grande poema epico: “Savitri”. Nel 1926 affida la responsabilità dell’Ashram a la ‘Mère’ una francese, Mirra Alfassa nata a Parigi. Ella continua l’opera del Maestro fino al novembre del 1973. Il 28 febbraio 1968 la Mère fonda la comunità d’Auroville. Oggi la comunità conta più di 2000 discepoli di tutte le parti dell’India e stranieri . Realizza così il suo sogno di costruire un mondo in cui tutti gli esseri umani di buona volontà, sinceri nelle loro aspirazione possano vivere liberamente nelle città del mondo obbedendo a una sola autorità quella della verità Suprema.

Nel 1953 ha creato il Centro Internazionale dell'Educazione a Pondicherry, un'esperienza nuova e audace in ambito educativo. Non ricordo dove ci siamo fermati per il pranzo. E’ compresibile. Non era certo un ristorante o un hotel lungo la via a interessarci. L’attenzione era tutta quanta portata su ciò che vedevamo. Non solo città, monumenti. Ma loro, gli indiani in contesti diversi. Essi non finiscono mai di attirare la nostra attenzione per il modo di vestire, per le condizioni di vita, per l’inesauribile lavorio che ce li mostra sempre in movimento...

Dopo il pranzo (non abbiamo mai mangiato...male!,anche nei ristoranti indiani e non solo negli alberghi di lusso con cucina internazionale e self-service) riprendiamo il viaggio. Ci si muove verso l’interno. Entriamo nella fertile pianura che è il motore agricolo del Tamil. Vasta e coltivata. Ancora villaggi e la gente che lo anima sulle porte di casa, intenti nei lavori quotidiani. Soprattutto le donne.Non mancano le vacche sacre. Qualche elefante in sosta  in uno dei tanti villaggi. Uno spettacolo interessante che ci proietta nei ricordi di tempi antichi quando pure noi vivevamo da contadini nella fertile pianura padana....Ma qui si respira un’aria ...immobile. Ci sembra che il tempo si sia fermato. Si vive ancora come un tempo: il terzo millennio è una storia nostra, occidentale che neppure li sfiora.Vediamo  volti di  uomini ancora giovani segnati dalle rughe, mani da lavoratori mai stanchi, donne compagne fedeli di un uomo e  d’intorno i piccoli che giocano tra le piante, aldilà della strada sulla quale corre veloce il nostro bus.

Finalmente si arriva a Tajore, dopo ....ore per coprire la distanza da Pondicherry a Tajore. . E’ una città a 115 chilometri  di Madurai che visiteremo domani ed è situata nei pressi del delta del fiume Canvery. Tanjore fu la capitale dell'antica dinastia indiana dei Chola. Durante il loro impero divenne un importante centro culturale e artistico. Nei suoi pressi sorgono alcuni dei più importanti esemplari dell'architettura dravidica come il Brihadisvara, un grande tempio dedicato al dio Shiva fatto costruire da RajaRaja il grande intorno al 1000 d.C. con l'imponente santuario di ben tredici piani e copertura piramidale. E’ una città che ha un’attività notevole. Le principali fonti di reddito derivano dal commercio del fiorente artigianato (seta, oggetti in rame, gioielli, broccati e tappeti) e dei prodotti agricoli (riso, tabacco, canna da zucchero, palme da cocco, frutta).

Non abbiamo tanto tempo. Per questo la guida ci porta subito a visitare il gioiello della città, patrimonio dell’umanità dell’Unesco, il tempo dravidico (Cfr. Excursus .....Dravida)di  Kovil Peruvudaiyar, noto anche come Tempio Brihadeeswara. E’  un tempio indù dedicato a Shiva ed è una eccezionale espressione dell’arte della dinastia dei Cholas nel  Tamil Il tempio fa parte del UNESCO. Questo tempio è uno dei luoghi più pregiati dell'India. Il tempio sorge in mezzo a mura fortificate che sono stati probabilmente aggiunti nel 16 secolo. Il vimana o (tempio torre) è di 216 ft (66 m) di altezza ed è tra le più alte del suo genere in tutto il mondo. Il Kumbam (apice o la struttura a bulbo in alto) del tempio è scolpito su una pietra. Vi è una grande statua di Nandi (toro sacro), ricavata da una singola roccia, all'ingresso di misura circa 16 metri di lunghezza e 13 metri di altezza. La struttura dell’intero tempio è di granito.

Entriamo per le tre porte d’ingresso assieme a una folla di devoti e di turisti. Dobbiamo toglierci le scarpe. Camminiamo  solleciti e d’improvviso ci troviamo di fronte e una statua enorme di toro. E  Nandi, il toro che difende Shiva. C’è dappertutto dove c’è Shiva. Lo protegge . lo difende. Ci si ferma a ...,toccarlo con curiosità. E’ imponente e finemanene decorato, sotto  il suo elegante baldacchino,. Entriamo, ci guardiamo d’attorno stupiti. Nei paurosi corridoi interni ci attende un brahamo che ha il suo piattino con il rosso del bindi che alcuni di noi  accettano che venga messo sulla fronte. 

Ci troviamo davanti a molti linga, ossia il fallo simbolo del dio Shiva. Sono tutti coperti da fiori appassiti, i resti di qualche puja fatta dai sacerdoti su richiesta ovviamente dei fedeli. Arriviamo fino all’antro della divinità. Ci stanno i sacerdoti. Ci fermano. dapprima, poi in lunga fila ci muoviamo verso il luogo dove Shiva imponente si mostra....Guardo e provo un’ indicibile tristezza....Quanto desiderio di vita c’è nei devoti che portano il loro dono al sacerdote....La cercano lì e impegnano, si dice, con la loro offerta e quindi con il rito brahamanico la divinità a fare ciò che chiedono: un paganesimo vero, intriso di una religiosità incomprensibile, ma vera. Torniamo fuori a respirare aria pura. Ci fermiamo a contemplare la massiccia mole del tempio: la gente  è raccolta a frotte sui prati, in particolare le giovani donne che ci sorridono e si lasciano riprendere con qualcuna di noi....Una visita che non dimenticherò mai perché mi ha permesso di capire quanto desiderio di Dio ci sia nel cuore dell’uomo anche se poi si riduce a cercarlo secondo filosofie che non esauriscono l’ansia del conoscere. L’India è il paese dove si ricerca non tanto Dio ma la conoscenza. Del mondo e di se stesso per giungere a un Tutto nel quale perdersi dopo reincarnazioni senza tempo....

In quei giorni assieme allo stupore, all’incredulità, alla superficiale  ironia, mi nasceva ‘dentro’ una domanda alla quale sapevo di dover dare una risposta appena tornato a casa. Possibile che uomini colti come i filosofi indiani delle diverse scuole abbiano accettato e continuino ad accettare discutendo all’infinito, quanto avevano ricevuto dalla loro tradizione, dagli antichi testi, dalle riflessioni di maestri famosi, su miti, leggende, divinità? Essi elaborano dottrine  in piena libertà e ne discutono creando però scuole di discepoli che operano nella società che resterà sempre legata comunque a questa visione della vita. Sono sicuro che discuteranno fino alla fine del mondo. Il libro che sto leggendo ‘Storia della filosofia dell’India” ne è una conferma. Attingerò a questo testo per toccare alcuni dei temi più delicati e importanti della loro ricerca razionale per capire il mondo religioso e sociale di quel popolo.

Continuiamo il viaggio. Dopo la visita al grandioso tempio di Brihadeeswara;  riprendiamo il nostro traballante e rumoroso pulmino per giungere a Trichy. Qualche notizia sulla città che visiteremo all’indomani.

Tiruchirappalli è una città, la quarta del Tamil Nadu e si chiama anche Tiruchi o Trichy . La città . è nota  a livello internazionale per una marca di sigaro conosciuto come il sigaro Trichinopoly che è stato esportato in grandi quantità per il Regno Unito nel 19 ° secolo.. Essa ha una popolazione di 752.066. La popolazione è prevalentemente indù , e ci sono numeri consistenti di cristiani, musulmani ; sikh e giainisti  sono presenti in numero minore. La lingua più parlata è il Tamil. Tiruchirappalli ha un certo numero di storici templi indù e fortezze. Domani vedremo quello più famoso: il tempio di Sriramgam.

 Trichy ( abbreviazione di Tiruchchirappalli, nome impronunciabile secondo me anche per gli stessi abitanti della citta’ ) si trova tra le campagne nel cuore del Tamil Nadu ed e’ una citta’ piuttosto ricca e florida sia economicamente ( il fiume Cauvery sul quale si affaccia rende tutta la zona estremamente fertile ) che culturalmente ( questa citta’ fin dall’antichita’ e’ sempre stata un importante centro della cultura Tamil ). Il suo simbolo, davvero magnifico, e’ il Rock Fort Temple, che si erge maestoso sulla citta’ vecchia. Penso che gli abitanti della citta’ siano molto fieri di avere come simbolo qualcosa di cosi’ bello ed insolito, che rende questo luogo per certi versi unico al mondo.

Il forte e i due santuari ( uno dedicato a Siva e l’altro, in cima, dedicato a Ganesh ) sorgono su di un imponente agglomerato roccioso rossastro antichissimo, pare che sia quanto di geologicamente piu’ antico si possa trovare sulla terra, ha quasi 4 miliardi di anni!! Dalla cima si puo’ godere di uno splendido panorama su tutta la citta’ e sui templi dell’isola di Srirangam.

 

 

FINE DELLA SECONDA PARTE

 

 

i

Il tempio di Brihadeshvara, patrimonio dell'Unesco