La gioia di 'stare insieme ancora una volta

ANCHE A MALTA...

LA DOLCE ISOLA’

24 aprile 2013. A Linate un piccolo gruppo di persone attende l’ora del’imbarco. Stanno cominciando i sette giorni programmati per conoscere una terra, un popolo, una storia, una società....Malta! L’isola più grande di un arcipelago che conta qualche decina di isole tutte disabitate tranne due, appunto Malta e poi Gozo  e  in parte una terza Comino. E’ gente che si conosce. Amano stare insieme. Si...sfottono alle volte, col sorriso pronti alla risata sana e sincera. Le signore sono riservate, è vero ma condividono la gioia di vivere un’esperienza lontane, per ...qualche ora,  dal quotidiano. Ci sono anch’io. Mi hanno accolto nel gruppo con premura, attenti alle mie difficoltà... deambulatorie. Tutti quanti.... A pensare che detesto dare fastidio agli altri. Ma accetto...con umiltà. In fondo devo pur convivere con la mia età. Parto con loro senza avere ...nessun’idea di questa isola spersa nel Mediterraneo. Ma mi avevano detto che era interessante, accogliente, luminosa, perfino bella per natura e per storia.....Prima di partire ho cercato una poesia maltese: sono infatti convinto che nelle strofe di un canto o di una poesia si dicono impressioni e si offrono emozioni difficili da raccontare diversamente.... Una sorpresa: un giovane calciatore della società di calcio della più grande città di Malta – Birchircara – che ha giocato per la Champions, compagno di famosi calciatori italiani come Cassano e Gilardino  in società italiane, dalla Udinese alla Triestina torna infine alla sua isola. Ha scritto un libro di poesie (“L’eco del silenzio”, Edizioni Joker). appena pubblicato. Un giovane per  il suo lavoro di calciatore  sballottato per città che sente il richiamo della sua terra:  Guido Gallovich, scrive: “«La storia/ mi ha inflitto/ l’esilio  più triste: condannato a vivere/ non lontano dalla mia terra/ ma lontano/ dal mio tempo». E ancora, alla luna di Malta: “ «Lassù, chiodo fedele/ a cui noi/ ciechi/ appendiamo/ il nostro unico cielo».

Anche Pirandello ha suggerito al suo biografo una sua impressione sull'isola: "L'isola tu la vedi ancor oggi nutrita e glabra, con un dissenso evidentissimo, tra l'aspetto  esteriore e la creta intima, Chi arrivi dal mare scorge uno scenario di muraglie grigie come la chiesa di giardini pensili favolosi e tra gli alti ripari penetrando mell'insenatura cilestre approda al cuore stesso delle terre...

Beh...raccontiamo la vicenda, sinteticamente, secondo il programma della Canguro, l’agenzia di viaggi in Lissone  il cui ‘capo’ è con noi, gentile, sorridente, paziente, disponibile, intelligente: Lucio. Una giovane guida,  Cristina, davvero carina e scoppiettante, inarrestabile nel raccontare perfettamente a suo agio nel ‘dire’ e nel presentare la sua amata isola.. Ci  prenderà all’indomani, all’Hotel Golden Tulip Vivaldi.per recarci dapprima ai Giardini Barrakka Superiore. Davvero una splendida vista sul porto maggiore, davanti stanno le tre città fortificate che visiteremo.  Mi prende  ‘dentro’ quel posto....Faccio diverse foto (ma c’è Gianni che coglie  anche angoli nascosti...(è un segugio  di fotografo!). Si va poi alla Cattedrale di San Giovanni Battista. Impressionante e lussuosa  chiesa, luogo di preghiera dei Cavalieri di Malta. E’ fatta di lapidi su sepolcri!....E’  così? Una sosta davanti ai dipinti del Caravaggio: “La decollazione di Giovanni Battista” e “San Gerolamo scrivente”....Nella grande sala sosto per cercare di mettere a fuoco qualche pensiero che mi è passato per la mente...(vorrei studiare questa figura di artista, già Cavaliere di Malta ma dalla vita avventurosa...) .

Nello stesso giorno si visitano le tre città   che si trovano proprio di fronte a Valletta, separate dalla baia. Vittoriosa, la prima capitale dei Cavalieri di San Giovanni, anch’essa avvolta da una poderosa cinta muraria, Cospicua, incastonata fra le due penisole su cui si sviluppano Vittoriosa e Senglea.....Pensavo di...farcela....Ma sentivo crescere la pesantezza delle gambe....Mi spiaceva vedere camminare speditamente il gruppo ed io arrancare....Il primo giorno mi aveva già segnato.. L’itinerario del secondo giorno mi è sembrato piuttosto interessante per tre motivi. Anzitutto la visita alla casa della Società della Dottrina cristiana fondata da Gorg Presca che Benedetto XVI canonizzò nel 2007, primo santo maltese. La sua fondazione è nota come M.U.S.E.U.M (Magister Utinam Sequatur Evangelium Universus Mundum – Signore fa che tutto il mondo segua il Vangelo). Non ne sapevo nulla. Nel depliant che ci viene dato da un laico vengo a sapere che al suo tempo ( seconda metà dell’800) aveva riconosciuto il ruolo  dei laici, uomini e donne, nella Chiesa (anticipando il Concilio in mezzo a sospetti e a rifiuti anche da parte dell’autorità religiosa)  Insegnò loro la teologia e diede loro la Bibbia in mano. Chiese loro di donarsi a Cristo in una vita celibe avendo come base le virtù dell’umiltà e della mansuetudine....E’ il ‘patrono’ dei catechisti e delle catechiste di tutto il mondo. In secondo luogo la grotta di San Paolo e le catacombe dette di San Paolo. Infine una visita che mi ha lasciato di stucco: Mdina, la ‘città silenziosa’,  l’antica capitale di Malta.Una città ‘unica’ davvero....Mentre camminavo per le strette viuzze  avvolto in un silenzio quasi irreale  sono andato con il pensiero a una delle città dell’Uzbekistan, anch’essa , come Mdina, dal colore di terra bruciata,  quel giallo spento , dalla quale quasi all’improvviso sorgono minareti e costruzione splendide (Cfr. la pagina su ‘Samarcanda’)  rivestite di ceramica azzurra e verde.....Sentivo i miei passi sul selciato...Una città dolce, calma... nessuna bancarella per strada, solo in una piazzetta un caffè.... Quando si arriva, dopo un’ora di tragitto da La Valletta immersi tra palme, ulivi e fichi, la prima cosa che colpisce è la tranquillità. Per questo Mdina è conosciuta come “la città silenziosa”. A renderla affascinante, la posizione: con i suoi 190 metri di altezza sul livello del mare è un punto privilegiato per osservare dall’alto l’intera isola e, in particolare, Rabat, il quartiere abitato all’esterno delle mura. Mdina, un tempo, era la residenza delle famiglie nobili più importanti di Malta, feudatari siciliani e spagnoli che, a partire dal XII secolo, avevano trovato nell’isola una piacevole e tranquilla dimora. A dimostrarlo gli imponenti palazzi in stile normanno e baroccoche segnano il suo profilo, insieme ai tanti balconi chiusi in stile arabeggiantedai quali, ci dice Cristina la guida, le signore osservavano la vita sulla strada senza essere viste dai passanti..
Non c’è più tempo: il quarto giorno si va a Gozo su un traghetto affollato. Intanto il cielo bigio dei primi giorni si era aperto finalmente: e il sole si faceva sentire. Si passa a fianco di Comino, l’isola deserta. A Gozo, un’isola diversa da Malta: c’è il verde che domina. Ci stiamo volentieri. Si fa una gita in barca attorno alle scogliere rocciose che sembrano aver subito ferite per gli anfratti che le segna attraverso i quali passiamo con curiosità....

Il giorno successivo ci portiamo al Nord di Malta. Di questo giorno (per la verità sento crescere la stanchezza....) rimango stupito davanti alla ‘Rotonda’ di Mosta dedicata all’Assunzione della Vergine, chiamata anche Chiesa del miracolo perché nel 1942 durante una funzione religiosa un bomba perforò la cupola senza esplodere. C’erano in preghiera quasi trecento persone...Nessun ferito...Un’imponente e armonica costruzione. Il pronao di sei  colonne , l’enorme cupola...E’ la terza più grande del mondo, dopo San Pietro e San Paolo a Londra....  Cristina ci porta anche al villaggio dell’artigianato a Ta’ Qali dove possiamo assistere alla lavorazione del vetro. Una straordinaria rassegna di splendide opere ci ha riempito di colori gli occhi....ormai stanchi. Nel tardo pomeriggio facciamo ritorno  al nostro hotel:. In abito da sera, eleganti come non mai si va al ‘Barracuda’: un famoso ristorante  della città dove ci attende un suntuosa cena tipica....Si è fatto tardi....L’indomani si va al Sud..... Non si muove aria né mosca nel porto di Marsaxlokk, nome impronunciabile di un villaggio maltese a sud est della sovraffollata isola nel Mediterraneo I luzzu di legno osservano ogni spostamento della vita con l'occhio di Osiride inciso sulla prua, nella sua protettiva e acuta lungimiranza. Il simbolo è la riproposizione della decorazione delle navi fenicie. Oggi appare fra le composizioni di giallo, rosso e blu..

Dovremmo scendere al mare per raggiungere la famosa ‘Grotta azzurra’...Ma il mare mosso non lo permette. Mi prendo un buon gelato  in attesa del ritorno dei coraggiosi...

Ormai scende la sera...l’ultima di questo piacevole anche se impegnativo viaggio. Alcune piccole riflessioni. Anzitutto le 365 chiese che diffuse sulle isole raccolgono nella preghiera la gente cristiana. Sono tante quelle dedicate alla Madre del Signore.  Sono tutte quante ben tenute: vive, pulite, alcune davvero ricche di opere d’arte...Non sono monumenti...Sono luoghi ‘vitali’ dove la gente si incontra soprattutto nei giorni festivi e nelle grandi feste locali, dove si fonda e si matura la coscienza di popolo, quello maltese.....

Tocchi di colore: è una terra che sembra abbracciata dal blu intenso, quello del mare che la circonda, quella del cielo che la bacia...il  sole con la sua luce crea effetti luminosi, inondando gli edifici costruiti con la pietra gialla di Malta,la globigerina, come pepite dorate incastonate sul blu cobalto del mare....il verde di Gozo,  l’sola sorella di Malta dalle colline verdeggianti......

Infine, la Valletta,  un centro fisico e sociale, un viavai rapido e ordinato. Ha vie precise e palazzi agghindati da balconi chiusi, logge circoscritte da strutture in legno verniciato..ma anche lussuosi alberghi e locali di ogni genere... La Valletta, una città che richiama un passato: il Gran Maestro dei Cavalieri Jean Parisot de la Valette, che con i suoi 600 cavalieri, respinse  con valore l'assedio delle orde scatenate dai 40.000 guerrieri turchi guidati da Solimano il Magnifico.

 

Un accenno a due momenti vissuti insieme, importanti per i rapporti quotidiani nel gruppo: la sosta di preghiera. Non era un pellegrinaggio anche se ci trovavamo sull’isola di San Paolo e si sentiva la sua presenza nei  luoghi che visitavamo. Era un ‘viaggio’ come scrissi nella lettera che ha introdotto il viaggio: “...niente può valere più di quelle domande che ogni volta nasceranno dentro di noi davanti a una chiesa, a un grotta, sulle coste di un’isola, alle quali si dovrà dare una risposta....Il turista guarda di sfuggita, ascolta qualche informazione e passa oltre...La curiosità lo muove. Il’viaggiatore’ ‘scrive o stampa nella sua memoria ciò che ‘visitando, ama ’ come ha scritto  George Gordon Byron, il viaggiatore che ha lasciato la sua firma sul tempio greco a Capo Sounion...”. Ma quei due momenti ‘spirituali’ celebrando la liturgia della lode e condividendo la mensa di Cristo in due belle chiese dell’isola, sentivamo di essere ‘una piccola comunità itinerante. Momenti che vissuti con fede e nella gioia dell’esperienza evidenziavano le ultime ragioni del nostro stare ‘insieme’. Se in un viaggio manca questo....è difficile ‘condividerlo’ in senso pieno. Mancherebbe qualcosa di importante e necessario. Per questo nei ‘nostri viaggi’ momenti di intimità con il Signore, nel silenzio e nell’orazione personale, non sono mai mancati. In particolare   all'inizio di un nuovo giorno sul pullman  alla preghiera 'antica', quella di mamma, segue sempre la 'chiave di lettura', ossia un pensiero che Don Pino suggerisce per vivere il tempo  del nuovo giorno. Quest'anno la 'chiave di lettura' è stata particolarmente provocatoria, partendo da un'espressione di Papa Francesco che dà il titolo al suo primo libro: "Aprite la mente per andare al cuore'. Provate a riflettere su questo processo personale e troverete sorprese.....Forse è per questo che il gruppo è saldo, compatto,....anche se per ragioni diversi molti non hanno potuto parteciparvi.

 Era quasi mezzogiorno del 30 aprile quando finalmente. Io e la mia principessa Rachele,  entravamo  nel  nostro eremo al Lazzaretto ...Mi attendeva il ‘quotidiano’.....

(NB: Vanno inserite altre immagini del viaggio...prossimamente!)